La classe e l'equilibrio di Jannik Sinner dominano il genio e la sregolatezza di Alexander Bublik: si può riassumere così lo spettacolare quarto di finale andato in scena sul Grandstand di Miami. L'azzurro classe 2001 festeggia l'ingresso in top30 con l'ennesima prova di maturità: 7-6(5) 6-4 in un'ora e 40 minuti. Ed ecco la prima semifinale in un Masters in carriera: eguagliati i risultati a livello 1000 sul veloce di Fabio Fognini sempre a Miami nel 2017 e di Matteo Berrettini a Shanghai nel 2019.
"You're not human, man. You're 15 years old and you play like this Good job" [Non sei umano, Hai 15 anni e giochi in questo modo... Gran partita!]
ATP, Miami
Sinner batte Bublik e va in semifinale: gli highlights
01/04/2021 A 05:16
A fine match è lo stesso Bublik ad ammettere la superiorità di Sinner che, a 19 anni, dopo il successo di stasera è sicuro di salire almeno alla posizione n° 24 del ranking. Noi, per un attimo, proviamo a sognare: 21 se andrà in finale e 14 se vince il titolo. Ma ora concentriamoci sul suo prossimo avversario: sarà Roberto Bautista Agut che ha eliminato la testa di serie n° 1 del tabellone Daniil Medvedev.
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La cronaca del match

La resilienza, il rifiuto della sconfitta e l'attenzione ai particolari di Sinner si possono riassumere nelle tre rimonte chirurgiche piazzate a Bublik nella rivincita di Dubai (partita vinta sempre da Jannik in tre set): il kazako era riuscito a salire 5-3 nel primo set. E si è dovuto arrendere. Era salito 5-3 nel tie-break e si è dovuto arrendere all'azzurro che ha recuperato due mini-break e ha portato a casa il primo set. Infine il telentuoso n° 44 del mondo si è dovuto arrendere nel secondo parziale dopo averlo condotto 3-0. Tre cambi di ritmo, tre scatti che valgono la quarta vittoria sul cemento di Miami dopo quelle su Hugo Gaston, Karen Khachanov e Emil Ruusuvuori. Un successo che acquista ancora più valore se si considera la battaglia psicologica andata in scena sul Grandstand. Servizi da sotto, tweener abbozzati, palle corte, serve&volley improvvisi e risposte a 170 km/h con annessa risata: il repertorio schizofrenico, delizioso e inutile allo stesso tempo di Bublik poteva destabilizzare l'altoatesino che alla lunga ha preso il sopravvento anche nell'equilibrio tattico. D'altronde tutto il mondo ormai lo osserva. Se poi si citano Nadal e Federer...
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