Non è mai facile analizzare una sconfitta, specie di un torneo importante come quello di Miami (Stati Uniti). Jannik Sinner l’ha fatto con la consueta lucidità, dopo essere uscito perdente dall’atto conclusivo del Masters1000 in Florida contro l’amico/rivale Hubert Hurkacz. Una partita nella quale si sono visti gli attuali limiti di Sinner, molto falloso e non in grado di attuare delle variazioni nel suo gioco tali da poter mettere in difficoltà il polacco, autore comunque di una cavalcata notevole nel torneo, tenuto conto della portata delle vittorie ottenute prima del confronto con Jannik. L’approccio dell’altoatesino era stato quello di centrare il massimo possibile fin dal subito: “Sono venuto qui con l’idea di vincere, visto che Rafa, Novak e Roger non avrebbero giocato. Sono venuto qui con l’idea di vincere e, partita dopo partita, di controllare il gioco. Adesso è difficile parlare della finale, ci sono ancora dentro con la testa. Ma penso di poter imparare molto“, le sue parole (fonte: Ubitennis).

Sinner: "La sconfitta con Hurkacz mi aiuterà tanto in futuro"

Entrando nei particolari dell’analisi del match, si comprende come il piano tattico di Sinner fosse molto preciso, ovvero quello di prendere l’iniziativa e fare lui gioco. Sfortuna ha voluto che la giornata non fosse delle migliori in termini di precisione nei colpi: “Ho provato a fare il mio gioco, a fare del mio meglio. Ci sono riuscito un po’ sì e un po’ no, ma ho provato sempre a decidere io come giocare tutti i punti. Però lui non è andato 7-6 4-0 grazie a colpi vincenti, sono io che ho sbagliato molto. Non mi ha preso a pallate. Oggi, per la mia crescita, è più giusto fare così, provare a fare il vincente piuttosto che rimanere passivo“, le parole di Jannik, che ha aggiunto: “Ho commesso errori anche le altre volte, certo, ma oggi proprio non era la mia giornata. Quando hai 19 anni, o vinci o impari. Ovviamente avrei voluto vincere, ero un po’ nervoso ieri e oggi all’inizio del match. Semplicemente non era il mio giorno“.
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Non mancherà l’analisi del ko del suo team, anche per la necessità di Sinner di capire cosa non sia andato per il verso giusto: “Io quando perdo cerco sempre di capire perché ho perso. Lo voglio sapere subito, infatti ho già chiamato Riccardo (Piatti ndr) e ho parlato con Andrea (Volpini, ndr) che è qui. Io sono duro perché ho sempre fatto così, voglio capire anche quando vinco subito cosa ho sbagliato. Oggi volevo vincere, ma questa partita mi aiuterà tanto in futuro. La potevo vincere, ho fatto io il gioco e deciso cosa fare, ma ho sbagliato spesso. Adesso non c’è tanta pausa, perché non gioco da tanto sulla terra e c’è subito Monte Carlo“.
L’appuntamento nel Principato è previsto dall’11 aprile, per cui non ci sarà molto tempo per recuperare fisicamente. Da questo punto di vista, Jannik ha ammesso che dovrà ancora lavorare molto, essendo probabilmente il fisico il suo vero punto debole nel confronto con gli altri.

Sinner: "La Next Gen non è ancora pronta per battere i Big 3"

Piatti: "Non è ancora il giocatore di cui si parla"

E’ Riccardo Piatti, tecnico di Sinner, a pronunciarsi così in un’intervista concessa a Sky Sport nella quale ha espresso una valutazione molto chiara: “Jannik non è ancora quel giocatore di cui tutti parlano, deve crescere e fare esperienza. E’ innegabile che le sue prospettive siano importanti, ma come ho sempre detto ha bisogno di due elementi: il tempo e il lavoro. Per cui, lasciamogli anche il tempo di sbagliare e capire“, le parole di Piatti.
Predica pazienza il coach dell’altoatesino e ora si guarda alla stagione sulla terra rossa e, se dopo Wimbledon, Sinner dovesse essere ancora nella Top 8 dell’ATP Race qualificante per le ATP Finals di Torino, qualche ragionamento si farà: “Il nostro programma prevede un impegno importante sulla terra e sono convinto che a Madrid, Roma e a Parigi sarà pronto. Dopo Wimbledon, poi, vedremo dove sarà e nel caso penseremo a Torino“.

Barazzutti: "Già pronto per vincere uno Slam"

"E' un predestinato, credo sia già in grado e pronto per vincere addirittura uno Slam. E' un giovane che però ha tutti i requisiti per essere pronto per vincere uno dei grandi tornei ed è certamente un giocatore che potrà essere uno dei futuri numeri uno del mondo. Non ha fatto altro che confermare quello che può essere il suo futuro, che poi è già un presente".
"Sinner è un giocatore fortissimo già da giovanissimo - ha proseguito l'ex capitano di Coppa Davis - Bisogna comunque dire che il suo sarà un percorso a tappe, però certamente dal mio punto di vista per maturità, per equilibrio, per gioco del tennis e per fisico è già un tennista tra i migliori del mondo. E ha ancora margini di miglioramento. Tutti parliamo di Sinner e tutto il mondo parla di Sinner perché sta facendo risultati importantissimi, però ricordiamoci che abbiamo un giocatore come Berrettini, che è in top ten e che è molto giovane, che è fermo per problemi fisici. Abbiamo anche Sonego e un altro giovane che è già esploso come Musetti, che secondo me ha un potenziale veramente molto importante. E poi abbiamo un giocatore che gioca uno dei tennis migliori del mondo e ha una grandissima esperienza come Fognini".

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