Il nome di Jannik Sinner non compare nell'albo d'oro del Miami Open. Non ancora, in futuro chissà. L'azzurro conclude la sua esaltante cavalcata in Florida andando a sbattere contro l'amico Hubert Hurkacz, che si impone per 7-6(4) 6-4 in 1 ora e 43 minuti all'atto decisivo del primo Masters 1000 stagionale. Un match complicato fin dalle prime battute per l'azzurro, che ha trovato un avversario oggi più solido, più ordinato e soprattutto meno falloso di lui. La prima finale a questo livello del 19enne di Sesto termina con un po' di amaro in bocca, ma non ferma certo il suo percorso di crescita. Da lunedì sarà numero 23 del mondo, il suo nuovo best ranking.
Come era stato nel femminile, anche questa finale non è stata esaltante. Vuoi per il vento infido a sporcare i colpi, vuoi per il nervosismo dato da una posta in palio mai così importante per entrambi i contendenti. Un fattore che sembra pagare soprattutto un contratto Sinner, con una partenza ad handicap (subito 0-3) come era stato anche nella semifinale con Bautista Agut. Eppure, nonostante una marea di gratuiti e un servizio che non l'assiste, l'azzurro si ritrova a servire per il primo set. Merito del primo passaggio a vuoto di Hurkacz, all'interno del quale l'altoatesino disegna un meraviglioso vincente di rovescio dal centro del campo, che vale il colpo più bello del match. Da grande giocatore, soffrendo per poi alzare il livello nel momento decisivo. L'aveva fatto altre volte in questo torneo, ma stavolta si spegne la luce. Hurkacz, che non regala più nulla, breakka a 0 Jannik e al tiebreak è di fatto impeccabile.
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Sinner va in difficoltà soprattutto di testa. Il polacco, invece, è in fiducia e rispedisce al mittente ogni pallina. Pur senza strafare, il nuovo numero 16 del mondo si porta sul 4-0 e 30-40 sul servizio di Sinner, intravedendo i titoli di coda. Il finale del match è tutto d'orgoglio per l'azzurro, che recupera un break e prova a mettere pressione all'avversario, portandosi a due punti dal 4-4. Ma il buon Hubi, in barba all'inesperienza su questi palcoscenici, non trema e sigla il game, set and match sul diritto in corridoio dell'altoatesino. Un successo arrivato con merito, dopo aver infilzato in questi giorni gente del calibro di Shapovalov, Raonic, Tsitsipas e Rublev, prima del nostro. Hurkacz fa meglio del connazionale Jerzy Janowicz, che si era fermato alla finale di un 1000 a Parigi-Bercy 2012 e fa la storia del suo Paese. Sinner chiude comunque tra gli applausi dei pochi presenti una settimana d'oro, con in dote il settimo posto nella Race verso le Atp Finals di Torino. Siamo appena agli inizi (questa settimana inizia la stagione sul rosso), ma la sensazione è che ci sarà da divertirsi.

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