“Dovrò fare come un portiere, provare a parare tutto”. L’aveva presentata così, Roger Federer, alla vigilia. Scherzando e col sorriso sulle labbra, per provare a superare un John Isner che lungo tutto il corso del torneo aveva fatto il fenomeno al servizio, vincendo 9 tie-break su 9. Portiere, alla fine, Federer è stato. E non solo. La minaccia Isner è durata per lo svizzero un nulla: il tempo di un game, il primo. Fin da subito infatti è apparso chiaro come oggi non potesse esserci partita. Non di fronte a un Federer così ispirato e non per un Isner incapace a lungo di trovare una soluzione ai colpi del proprio avversario.
E così è terminata quasi come un banale primo turno: 6-1, 6-4 in un’ora e 3 minuti. Un ‘no-contest’, come direbbero a Miami. Un match a senso unico, mai iniziato, almeno quando si è giocato sul servizio dello svizzero. Già perché colui che non è stato in grado di fare il portiere è stato proprio John Isner, che nei turni di battuta dello svizzero ha vinto in totale 3 punti (di cui uno un doppio fallo di Federer sul 40-0). Una non-partita, appunto; con Isner incapace di vincere uno scambio dal fondo e senza mai il timing giusto per gli impatti.
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E così, il primo set è scappato in 24 minuti, con Federer capace con le sue insidiosissime risposte in back di annullare colui che nell’intero torneo non aveva mai lasciato un set e aveva perso più in generale solo 4 volte il servizio. Isner si è trovato in apnea costante, incapace di trovare una soluzione al gioco di Federer e con assai poco tempo per pensare. Poi, all’improvviso, ci si è messa anche un po’ di sfortuna.
Dopo essere entrato in qualche modo “in partita” per lo meno nel punteggio – virgolettato d’obbligo – il gigante americano ha dovuto lottare con un problema al piede sinistro che ha richiesto l’intervento dei fisioterapista in ben due situazioni. Nell’ultimo game però, quasi immobile e con un emblematico ”I can’t move” – non riesco a muovermi – pronunciato al suo angolo, Isner si è arreso al suo inevitabile – e già chiaro per tutti – destino.

Roger Federer nel torneo di Miami vinto in finale contro Isner 6-1, 6-4

Credit Foto Getty Images

A due settimane di distanza dalla delusione di Indian Wells con Dominic Thiem, Federer trova così il 28esimo titolo della categoria Masters 1000; il 101esimo generale di una carriera infinita. Jimmy Connors, leader all-time a quota 109, è lontano adesso soltanto 8 tornei. L’obiettivo è settato.
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