Sinner fa tennis, Kyrgios fa il matto. Se dovessimo riassumerla, portala al succo, è questa la sentenza che arriva al Grandstand di Miami, dove nel primo incrocio tra i due in carriera agli ottavi di finale del Masters 1000 americano Jannik Sinner si è preso la vittoria per 7-6 6-3.
L’idillio però tra Kyrgios e se stesso, durato apparentemente una ventina di giorni, si è bruscamente interrotto nel match con Sinner, dove l’australiano ha dato ancora una volta spazio ai suoi demoni. Sempre quelli. Per un set infatti l’australiano era anche riuscito in qualche modo a rimanere dentro una partita che l’aveva innervosito fin da subito: prima il campo – a suo dire – più lento rispetto al centrale; poi qualcuno col pubblico e infine il capro espiatorio con cui prendersela: il povero giudice di sedia Carlos Bernardes. Accusandolo di non saper gestire la partita, Kyrgios è letteralmente sbroccato sotto pressione, quando nel tie-break del primo set è riuscito a commettere due doppi falli e prendersi un sacrosanto penalty point dopo ripetuti abusi verbali e con la racchetta. Un Kyrgios nervoso, in quante incapace anche di trovare la soluzione a un buon Sinner, che pur senza fare cose clamorose, ha giocato una partita molto solida ma soprattutto molto intelligente.
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Visto scappare via il tie-break per 7 punti a 3, Kyrgios ha completato il suo suicidio tennistico al cambio campo, distruggendo la racchetta sotto gli occhi di Bernardes: inevitabile l’ulteriore sanzione, con il penalty game che di fatto ha regalato a Jannik su break gratis.
Sinner ha gestito l’intera situazione con eccellenza freddezza, da veterano, evitando di distrarsi e finire dentro quel vortice chiamato ‘The Nick Kyrgios Show’. L’altoatesino non ha in sostanza mai rischiato nel secondo set, prendendosi anche un ulteriore break nel game finale.
Un successo importante per Sinner, che qui difende i 600 punti ATP della finale dello scorso anno; e che lo mette ai quarti di finale per una partita che, comunque vada, sulla carta, lo vede favorito: Cerundolo o Tiafoe. Per l’azzurro insomma segnali positivissimi dopo le fatiche dei giorni scorsi. Per Kyrgios la fine di una pace con sé stesso che aveva tutto sommato sorpreso per la costanza di queste settimane. Adesso arriva la terra rossa. Chissà dove e come lo rivedremo. Ma soprattutto ‘se’, se lo rivedremo. L’anno scorso la saltò in toto. Con la classifica di quest’anno, potrebbe non poterselo permettere.

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