Fabio Fognini ha conquistato quest’oggi la terza vittoria di seguito a Montecarlo, imponendosi in due set sul serbo Filip Krajinovic e guadagnandosi un posto ai quarti di finale del primo Masters 1000 stagionale sulla terra rossa. Il tennista ligure, campione in carica del torneo monegasco, affronterà domani il norvegese Casper Ruud con in palio il pass per le semifinali. Nella conferenza stampa virtuale post-match, l’azzurro ha commentato anche diversi argomenti extra-campo.
Il rapporto con mio figlio è bello, e anche per questo motivo il viaggiare si fa sempre più duro per me. Però diciamo che qua in Europa abbiamo la fortuna di poter tornare a casa, anche solo per un giorno, tra un torneo e l’altro. Flavia (Pennetta, ndr) non vuole viaggiare, non ha fatto un torneo da quando è iniziata la pandemia e ha ragione, capisco che è molto difficile. Io faccio fatica, però son qua“, dichiara Fognini alla stampa.
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Ho un buon rapporto con tutti – prosegue il nativo di Sanremo, parlando dei giovani italiani in rampa di lancio – In questi 10-15 anni di carriera ho sempre detto che più siamo, meglio è. Ora siamo in tanti e stiamo giocando bene. Con i due giovani, si spera, siamo coperti per i prossimi dieci anni. Sinner è già a un livello super-alto e ha un team pazzesco, perché Riccardo ha costruito Ivan (Ljubicic, ndr) e sa come si fa. Inutile dire che di qui a poco lotterà per vincere gli Slam“.
Grande stima anche per gli altri connazionali attualmente impegnati nel circuito maggiore: “Lorenzo (Musetti, ndr) deve acquisire un altro po’ di fiducia, da questo punto di vista è leggermente indietro ma è sulla via giusta. Non bisogna mettere loro fretta: probabilmente questi due ragazzi faranno la storia del tennis italiano, lasciateli giocare. Se li lasciate giocare sicuramente ci saranno delle ottime sorprese“.
“Ovviamente non bisogna dimenticare gente comeMatteo, che nel giro di due o tre anni ha fatto un salto pazzesco; o Lorenzo (Sonego, ndr), che è anche lui tra i primi 30 e ha dimostrato di avere un ottimo livello. Poi c’è quel range di ranking un po’ più basso, con Stefano (Travaglia, ndr), Marco (Cecchinato, ndr) che adesso è in ripresa, Mager. E c’è Seppino – il più vecchio di tutti – che è ancora lì che lotta. Hanno tutti ampi margini di miglioramento. E io son lì; come dice Barazzutti, se la lampadina rimane accesa in questi anni posso ancora divertirmi“, conclude il 33enne taggiasco.

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