Un match da sogno nel giardino di casa. Jannik Sinner e Novak Djokovic si affrontano per la prima volta in un match ufficiale nel secondo turno del Masters di Monte Carlo, città scelta da entrambi come residenza. E' un'occasione unica per l'enfant prodige italiano per mettersi in mostra e, perchè no, tentare un'impresa riuscita solo a Marco Cecchinato (Roland Garros 2018) e Lorenzo Sonego (Vienna 2020) tra gli azzurri in attività. L'allievo di Riccardo Piatti, attuale n° 22 del ranking, ha esordito in scioltezza martedì contro lo spagnolo Ramos-Vinolas, mentre il serbo, n° 1 del mondo da 316 settimane, ha usufruito di un bye. Scopriamo insieme i tre motivi per sognare il quarto successo di Sinner contro un top10 dopo Goffin, Tsitsipas e Zverev.

L'incognita Djokovic: il rientro dall'infortunio

Il Djoker non scende in campo dalla finale degli Australian Open dello scorso 21 febbraio, vinta in tre set su Daniil Medvedev. Due mesi in cui il campione serbo si è tirato a lucido dopo l'infortunio agli addominali sofferto nei primi match dello Slam Down Under. Un periodo in cui Sinner ha giocato ben 13 partite, conquistando la finale al Masters di Miami poi persa con Hurkacz. Difficile conoscere le reali condizioni di Djokovic. Tutto quello che sappiamo lo ha detto lui stesso alla vigilia del torneo monegasco:
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"Ho avuto altri periodi della mia carriera in cui non ho giocato tornei per un paio di mesi, per poi tornare. Non credo che ci sia qualcosa di speciale che devo fare in termini di preparazione per sentirmi al meglio in campo. Mi sono allenato parecchio sulla terra battuta. In realtà da quando mi sono cancellato da Miami, mi stavo allenando sulla terra battuta, proprio a Monte Carlo dove vivo con la mia famiglia, era comodo e mi sono sentito bene".

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L'incognita Djokovic pt. 2: il debutto sulla terra

A rendere ancora più avvincente la sfida del Ranieri III (in cui Djokovic parte ovviamente favorito), c'è una statistica molto interessante che racconta il difficile approccio alla stagione sul rosso del fenomeno di Belgrado. In tre degli ultimi cinque debutti sulla terra battuta il serbo ha faticato (e non poco), perdendo addirittura nel 2016 con il ceco Vesely e spuntandola al terzo in altre due occasioni.
  • La prima partita della stagione sul rosso di Djokovic (ultimi 5 anni)
AnnoAvversarioTorneoRisultato
2016Vesely Monte Carlo P 4-6 6-2 4-6
2017Simon Monte Carlo V 6-3 3-6 7-5
2018Lajovic Monte Carlo V 6-0 6-1
2019Kohlschreiber Monte Carlo V 6-3 4-6 6-4
2020Caruso Roma V 6-3 6-2
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Il fattore Sinner

Nella giovane carriera di Sinner, gli ultimi 7 mesi sono stati in assoluto i più proficui in termini di classifica e consapevolezza: quarti al Roland Garros, titolo nei 250 di Sofia e Melbourne, ancora quarti a Dubai e Marsiglia e, infine, finale a Miami. Nonostante i migliori risultati siano arrivati sul veloce, ha dimostrato di essere un ottimo terraiolo battendo specialisti come Tsitsipas a Roma e Goffin a Parigi e non sfigurando con Nadal sempre al Roland Garros nell'altra partita giocata contro uno dei "Big Three" (dopo mercoledì mancherà solo Federer all'appello).
Sinner e Djokovic si conoscono bene: fino al 2019 l'azzurro è stato spesso sparring partner a Monte Carlo del serbo, con cui ha in comune anche il coach: Riccardo Piatti è stato, infatti, collaboratore del Djoker all'inizio della carriera. I due si sono anche sfidati in un’esibizione prima degli Australian Open, match giocato ad Adelaide in cui il 18 volte campione Slam ha disputato solo un set (vinto 6-3) a causa di una vescica alla mano destra e in cui l’altoatesino ha tenuto botta davanti al primo pubblico post-Covid. Questa volta le motivazioni saranno differenti: un’eventuale vittoria di Sinner contro Djokovic, oltre alla valenza storica (diventerebbe il settimo italiano a battere il numero 1 del mondo) darebbe un’ulteriore accelerata alla classifica: salirebbe a quota 2934 punti alla 19ª posizione.

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Le parole di Djokovic

“Non mi sono allenato molto con Sinner nell’ultimo anno e mezzo, ma in passato abbiamo spesso condiviso il campo. È simpatico, un gran lavoratore è uno di quei tennisti che dà il massimo per migliorare. È circondato dalle persone giuste ed è molto ambizioso. Penso che abbia tutte le qualità per essere un campione. Giocare la finale di Miami è stato importante per lui, ma la verità è che Jannik è un giocatore molto continuo. È quasi sempre arrivato agli ultimi turni match dei tornei ATP 250 e 500".

Le parole di Sinner

"La prima volta che mi sono allenato con Djokovic eravamo qui a Monte Carlo, non ricordo l'anno esatto. Ero ancora piccolo quindi dividevo la metà campo con Duje Ajdukovic. A fine allenamento Piatti mi raccontò degli aneddoti su Nole. Di rovescio e dritto è più solido di me. È il numero uno al mondo, ha vinto tanti slam e ha più esperienza. Le partite però sono sempre aperte, lui è favorito ma io darò il massimo. Male che vada perderò".

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