Il tabellone del Masters1000 di Montecarlo accoglie un altro italiano. Dopo gli accessi per meriti di classifica di Matteo Berrettini, Fabio Fognini, Jannik Sinner e Lorenzo Sonego, arricchiti dalla wild card di Lorenzo Musetti, si aggiunge alla pattuglia azzurra anche Salvatore Caruso. Il siciliano si è imposto per 7-6 6-0 contro l’australiano Bernard Tomic, guadagnandosi per la prima volta in carriera un match ufficiale nel Principato.
Il match inizia sui binari dell’equilibrio per i primi quattro giochi, poi è l’azzurro è il primo a mettere pressione all’avversario guadagnandosi quattro palle break di cui due ai vantaggi. Tomic è bravo a salvarsi in ogni occasione e il tutto influisce sullo stato d’animo del siciliano, che incappa in un turno di battuta zeppo di errori concedendo il fianco all’avversario. La spinta emotiva del vantaggio non basta all’aussie, che continua ad avere evidenti difficoltà in battuta: Caruso spinge a tutto spiano da fondo e si prende due break consecutivi, con la possibilità di servire per il set. Messo spalle al muro, Tomic si ricorda di essere stato un top 20 al mondo e tira quattro vincenti, tre di dritto, per tornare in linea di galleggiamento. Sarà l’ultimo barlume di classe della sua partita, al tie-break è proprio il dritto a condannarlo: un suo schiaffo al volo finisce in rete e asfalta la strada per l’azzurro, che vince comodamente il primo set per 7-2.
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A differenza di quanto fatto da Caruso nel settimo gioco, quando con carattere ha ripreso il discorso ed il controllo della partita, Tomic appare scosso dal modo in cui ha perso la prima frazione. E ciò si ripercuote nei suoi turni di battuta, dove non ha più quella giusta dose di concentrazione vista a tratti nel primo set. Il primo break è un completo regalo dell’australiano, in cui non ne imbrocca una, il secondo è merito del siciliano sempre incisivo in risposta: Caruso gestisce e vola sul 5-0. Paradossalmente il gioco più combattuto della seconda frazione è l’ultimo, con Tomic che ha quattro occasioni per il 5-1, prontamente annullate dall’italiano che appena ha l’occasione chiude la partita.
La partita si decide nella resa al servizio: Caruso inizia mettendo in campo poche prime, ma tenendo comunque medie rispettabili nel primo set (23/33 i punti vinti) per poi cambiare passo nella seconda frazione, con un ottimo 13/19 complessivo, mentre Tomic concede di tutto e di più quando gli tocca cominciare lo scambio. L’azzurro vince infatti 33 punti sui 71 totali in risposta, quasi il 50%; una percentuale che a questi livelli, accompagnati poi da una solida resa al servizio come accaduto oggi, non possono fare altro che portarti al successo.
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Sale poi a 7 il contingente italiano: ci sarà anche Stefano Travaglia.
Il n.69 del ranking si è imposto con il punteggio di 6-4 3-6 6-2 contro il polacco Kamil Majchrzak (n.118 ATP) nel turno decisivo delle qualificazioni sul “red carpet” del Principato. L’azzurro è stato abile a non a farsi condizionare dal secondo set poco brillante, per resettare e concludere la partita in maniera autorevole in 1 ora e 51 minuti.
Nel primo set, dopo uno “scambio di cortesie” nel quarto e quinto gioco, Travaglia trova maggior stabilità al servizio e nella fase calda del parziale fa male con il dritto. Con risposte profondi e ben calibrate, l’azzurro strappa la battuta al polacco nel nono game e a zero conferma il break, valso il 6-4 della prima frazione.
Nel secondo set Travaglia perde il filo del discorso nei turni al servizio, subendo le iniziative di Majchrzak. Arriva il break nel sesto gioco, ma il tennista del Bel Paese conquista il contro-break immediato. Sfortunatamente la resa nel fondamentale della battuta, come detto, si rivela critica e il secondo break nell’ottavo game si tramuta in realtà. Il n.118 del ranking si aggiudica così la seconda frazione sul 6-3.
Nel terzo set l’azzurro è bravissimo a cancellare quanto fatto nel parziale precedente e a tessere la sua tela da fondo. Minimizzando gli errori e trovando grande efficacia nei colpi al rimbalzo, Travaglia ottiene i break nel secondo e ottavo game facendo calare il sipario sul 6-2. L’italiano, alla fine della fiera, totalizza 5 ace, raccogliendo il 70% dei punti con la prima di servizio e il 61% con la seconda, mentre in risposta ottiene il 50% contro la seconda del rivale.
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Passa anche Marco Cecchinato, che si impone per 6-1 6-3 sullo svizzero Henri Laaskonen in appena un'ora di gioco.
Una partita comandata dal nativo di Palermo, che ha tenuto un ottimo rendimento con il servizio. Oltre ai quattro ace, da sottolineare anche le zero palle break concesse e l’86% di punti ottenuti con la prima di servizio.
Cecchinato parte subito fortissimo e si porta sul 3-0, con il break ottenuto dal siciliano nel secondo game. E’ un set dominato dal siciliano, che non riesce a sfruttare un break point nel quarto gioco e poi strappa il servizio all’elvetico nel sesto game, chiudendo poi sul 6-1.
Più combattuto il secondo set, anche se Cecchinato riesce ad ottenere il break nel terzo gioco. Laaksonen riesce a restare comunque in partita, ma arriva un nuovo break nel non game da parte del siciliano che chiude il set per 6-3 e si qualifica per il tabellone principale.
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Ce la fa, infine, anche Thomas Fabbiano, nono italiano a entrare in tabellone: il pugliese, in un'ora e 31 di gioco, si libera di Joao Sousa per 7-5 6-4.
Aveva una wild card Fabbiano e gestisce bene la partita, interpretando al meglio i punti importanti, giocando splendidamente quando la palla pesava” maggiormente. Un risultato significativo per lui, visti i tanti problemi del 2020. Il suo prossimo avversario, dunque, sarà il polacco Hubert Hurkacz, vincitore del 1000” di Miami (Stati Uniti) nell’atto conclusivo contro Jannik Sinner.
Nel primo set, dopo un scambio di cortesie nel secondo e nel terzo game, si va “on serve” fino all’undicesimo game, con Fabbiano che non sfrutta due palle break nel settimo e nel nono gioco. Alla stretta finale, mettendo in mostra ottimi colpi da fondo e strappando a zero il servizio al lusitano, archivia la pratica sul 7-5 con grande tenacia.
Nel secondo set Fabbiano parte fortissimo, sfruttando il momento di difficoltà del portoghese e portandosi sul 4-0. L’azzurro si concede una piccola pausa nel sesto gioco, permettendo a Sousa di accorciare le distanze. La gestione successi al servizio, però, è impeccabile e il 6-4 finale fa calare il sipario.
Il nostro portacolori conclude con il 73% dei punti raccolti con la prima di servizio e il 68% con la seconda, ottenendo il 46% dei quindici in risposta alla seconda di servizio.

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