Il tabù è sfatato. Stefanos Tsitsipas vince il secondo torneo più importante della sua carriera dopo le ATP Finals 2019 e lo fa dominando la finale contro Andrey Rublev. A livello di Masters 1000 - aveva perso il titolo in Canada nel 2018 per mano di Nadal e a Madrid 2019 per mano di Djokovic - e di 500 erano arrivate solo delusioni per lui. Non questa volta perché il russo viene demolito per 6-3 6-3 in un'ora e 11 minuti dopo un filotto di otto finali vinte (ATP Cup compresa). Di fronte ai suoi genitori trionfa Tsitsipas, in una delle versioni più splendenti della sua giovane ma già ricca storia tennistica, e si prende tutto: ora è anche il numero 1 della Race che porta alle Finals di Torino.
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E' ben visibile l'emozione del primo greco capace di alzare un 1000 nella storia. L'ultimo atto del Principato è un monologo perché Tsitsipas mette in campo la sua varietà, cambi di ritmo e angoli che disinnescano la potenza di fuoco di Rublev da fondocampo. Sebbene i precedenti fossero in equilibrio, il 4-1 in avvio, frutto di 19 punti a 10, è già una sentenza. Il repertorio di colpi del tennista di Atene è più vasto di quello del suo avversario che ha troppa fretta e sbaglia più del lecito.
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Non è la miglior giornata di Rublev, lontano parente del giustiziere di Nadal, ma il merito è anche e soprattutto di Tsitsipas, solidissimo al servizio e in cattedra con i cross di dritto. Nell'ultimo game del primo parziale è possibile ammirare lo scambio più bello del match e dopo 25 colpi la spunta il greco, semplicemente perfetto per un 6-3 addirittura stretto in 32 minuti.
Rublev non riesce a sfondare questa volta e il piano di togliere il tempo a Tsitsipas con le sue badilate da fondo finisce in fumo: è più lento rispetto a quanto visto in settimana e si tira una racchettata sulle gambe come se volesse autopunirsi per questo. Il break arriva nel terzo gioco del secondo parziale: il russo si fa riprendere da 40-15 e subisce la palla corta del greco, molto lucido anche in risposta.
Il verdetto è nell'aria con Tsitsipas esaltato dal suo mix di completezza e regolarità e premiato dal doppio 6-3 in appena un'ora e 11 minuti. Rublev, che resta il tennista con più partite vinte nel 2021 (24 a fronte di 5 sconfitte), mastica amaro ma la stagione è lunghissima e la mente va già a Barcellona. Il classe 1998, al contrario, si conferma specialista della terra battuta. Tra i giocatori in attività è l'unico insieme ai Big 4 (Federer, Nadal, Djokovic e Murray) e a Stan Wawrinka a poter vantare almeno la semifinale nei tre 1000 sul rosso (Monte Carlo, Madrid e Roma) e al Roland Garros. E se inizia anche a vincerli può davvero entrare nell'élite del tennis.

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