dall’inviato a Monte Carlo – Il miglior risultato della carriera. Così in là, Alejandro Davidovich-Fokina, a questo livello, non si era mai spinto. Certo, dei buoni risultati sulla terra dell’Estoril, oppure ancora quel titolo a Wimbledon Junior che gli diede fama e pressioni, ma una semifinale Masters 1000, a Monte Carlo, dopo aver fatto saltare Djokovic, è un’altra cosa.
Continua a godersi la corsa il tennista spagnolo, che già lo scorso anno aveva fatto vedere grandi cose sulle terra battuta. I quarti qui, così come a Parigi. Quest’anno però il passo è stato ancora più grande e la vittoria su Taylor Fritz, dopo quella dei titoloni al n°1 del mondo un paio di giorni fa, è stata prova di una nuova dimensione tennistica. Testa e tennis, la ricetta di Davidovich oggi, che per avere la meglio su Fritz ha dovuto giocare una partita tutt’altro che banale; anche per l’americano è pur sempre il n°4 della race – meglio di lui solo Nadal, Alcaraz e Medvedev. Davidovich ne è uscito in rimonta e dopo un primo set che avrebbe steso in tanti. Un 6-2 pesante, ma falso. Il rubio di Malaga aveva avuto palla break in tutti i turni di servizio di Fritz, ma l’americano non solo si era sempre salvato, ma lo aveva beffato, a sua volta, su ogni sua chance di break possibile. Davidovich non si è scomposto, ha alzato la testa e continuato a giocare un tennis difensivamente eccellente e rapido nel suo contrattacco. Un break a fine secondo set, per poi chiudere – non senza difficoltà – nel game successivo. Al terzo un iniziale altalena con 4 break consecutivi tra i due, ma dal 3-3 Davidovich ha cambiato marcia, sfruttando anche le fatiche di Fritz, già reduce dalle battaglie con Catarina, Cilic e Korda. Insomma, ha lo spagnolo ha vinto appunto con testa e tennis. E ora si gode l’accesso in semifinale, dove potrà giocarsela in ogni caso: ad attenderlo infatti Grigor Dimitrov.
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Dimitrov, la corsa continua

A sfidare appunto Davidovich ci sarà Grigor Dimitrov, che ha avuto la meglio al tie-break del set decisivo su Hubert Hurkcaz. Una partita molto tirata quello col polacco, con Dimitrov però che ha dimostrato il buon stato di forma messo in mostra in questo torneo fin dalla sua prima uscita. Successo in 2 ore e 27 minuti col punteggio di 6-4 3-6 7-6. Un Dimitrov molto brillante nel primo set, ma che ha poi subito il rientro di Hurkacz, decisamente più solido nella seconda fase di partita. Ne è venuta fuori una lotta al 3° set in cui i game finali sono stati i più emozionanti. Dimitrov non ha convertito una palla break che l’avrebbe mandato a servire per il match sul 5-3; ed ha poi perso il servizio nel game successivo. Sul 5-4 però, Hurkacz, non ha chiuso il match, subendo il controbreak che ha rimesso in piedi il bulgaro. Un Dimitrov che non ha poi sfruttato 2 match point nel dodicesimo gioco, facendosi soprendere in particolare dal serve and volley di Hurkacz sul secondo di questi. Poi però il bulgaro ha dominato il tie-break (7 punti a 2), strappando una semifinale Masters 1000 che qui mancava dal 2018, quando si arrese 6-4 6-1 a Rafael Nadal. Domani troverà uno spagnolo decisamente più abbordabile. Sì perché per quanto la chance di Davidovich sia ghiotta, il discorso gode della proprietà commutativa: scambiando l’ordine degli addendi il concetto non cambia.
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