dall'inviato a Monte Carlo - Tre ore e sette minuti. E’ servita una maratona – e il miglior Zverev del 2022 – per venire a capo di Jannik Sinner. Dopo una settimana abbastanza scandente in termini qualitativi qui a Monte Carlo, ecco la partita del torneo – e una delle migliori più in generale dell’intera stagione. Protagonisti assoluti due tennisti che hanno dato spettacolo da metà pomeriggio in poi, scollinando abbondantemente oltre il tramonto e l’orario di cena. E questo, spesso seppur non sempre, è già una garanzia di intrattenimento per chi acquista un biglietto. Sommatici che entrambi hanno deciso di non risparmiarsi. Nemmeno per un minuto. Non Zverev, che aveva deciso di vincerla questa partita – come poi dichiarato a fine match piuttosto esplicitamente – e non di certo Sinner, che ha più volte rifiutato la sconfitta nel corso del terzo set.
I due se le sono date davvero di santa ragione, in una battaglia dal fondo, specie sulla diagonale del rovescio – per entrambi porto sicuro – che ha regalato davvero momenti di ottimo tennis. Poi, certo, ci sono state delle sbavature, come inevitabile in un match di tale durezza e tale lunghezza. Al servizio e in particolare nei momenti chiave. Da Zverev, che con un doppio fallo consegnava il primo set, a Sinner, che con identico errore, probabilmente, buttava via le chance di concludere ben prima questa partita. L’altoatesino infatti era riuscito a ribaltare l’iniziale partenza shock – 4-1 Zverev in 17 minuti – girando il set per 7 giochi a 5; ma soprattutto era scappato 2-1 e servizio anche nel secondo set. Ma proprio in quel quarto game, arrivato per giunta dopo un medical timeout di Zverev (che si faceva massaggiare la coscia destra) Sinner non è riuscito a consolidare l’allungo proprio per qualche sbavatura al servizio.
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Da lì l’inizio di un’altra partita, di quel tira e molla che da quel momento ha accompagnato il pubblico fino all’orario di cena, fino al tie-break concluso da Zverev per 7 punti a 5. Un tie-break in cui Sinner era anche scappato avanti 4-3 e due servizi, ma in cui, ancora una volta, l’azzurro non è riuscito a incidere con la battuta, unica vera debolezza e leitmotif dell’intera partita.
Sinner insomma esce sconfitto nel punteggio, ma non nel concetto di fondo che ha lasciato questa partita. In una settimana in cui non aveva brillato a livello di gioco e in cui le condizioni fisiche non sono state certamente delle migliori (tra fastidi addominali ma soprattutto vesciche sui piedi), Sinner è venuto fuori con una prestazione quasi inaspettata per qualità e resistenza. Un’autentica battaglia, persa di un nulla, che diventa più che altro bagaglio d’esperienza da incamerare e mettere lì per il futuro: chiudere, quando se ne ha la possibilità; e lottare su ogni singolo punto. Il primo, un concetto da ripassare; sul secondo, invece, una promozione a pieni voti.
In semifinale dunque ci va Zverev, che domani pomeriggio, secondo match di giornata dopo la “meno nobile” Davidovich-Dimitrov, affronterà uno tra Tsitsipas e Schwartzman. I due, per dovere di cronaca, stanno giocano nel buio della notte. Per eventuali lamentele rivolgersi a Jannik e Sascha.

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