La semifinale di parigi-Bercy tra i due fenomeni Roger Federer e Novak Djokovic sarà ricordata come una delle migliori partite del 2018, se non la migliore. È il tennista serbo ad aggiucarsi la sfida tra titani dopo oltre tre ore di tennis celestiale per meriti condivisi. L’appuntamento con il titolo ATP numero 1000 in carriera deve essere dunque rimandato per Roger Federer, mentre un Novak Djokovic più centrato e solido che mai affronterà domani alle ore 15:00 il sorprendente russo Karen Khachanov - prima volta in una finale 1000 - per tentare di mettere in bacheca il suo quinto titolo nel sobborgo parigino di Bercy. Nel frattempo riavvolgiamo il nostro di un pomeriggio che difficilmente potrà essere scordato!

La cronaca di una battaglia epica

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Il primo set è una vera battaglia senza esclusione di colpi, per la gioia di tutti gli appassionati di tennis. Il prossimo numero uno al mondo Novak Djokovic è martellante e crea più volte apprensione nell’illustre avversario, ma Roger Federer si trae d’impaccio a suon di vincenti (a fine set saranno 18 contro i 9 del serbo). Nell’ottavo gioco lo svizzero vede le streghe anche perchè poco sorretto dalla prima di servizio ma riesce ad annullare ben quattro palle break. Il set vive il suo climax al tie-break dove Federer parte forte e non capitalizza un set-point a favore essendo poi costretto a capitolare 8-6. Livello di tennis eccelso e successo di un centratissimo Nole complessivamente meritato per la condotta di match.
Federer condannato a rapida sconfitta? Macché! Da campione assoluto e senza tempo qual è Fed-Ex risale la china conquistando il secondo parziale con punteggio di 7-5 e break decisivo nel dodicesimo gioco con pazzesco passante lungolinea di dritto a infiocchettare il set point. Eppure non sono mancate le criticità per il tennista svizzero, che sul 5-5 salvava una mortifera palla-break per poi conquistare sette degli ultimi otto punti del parziale, approfittando di un decisivo passaggio a vuoto del serbo, innervositosi nel frattempo per il tifo a sfavore e una dea bendata non proprio schierata dalla sua parte.
L’avvio di Nole nel terzo set è rabbioso ma Federer cancella due palle break nel primo con colpi di classe sopraffina, spesso con quel controbalzo che tanti frutti gli ha portato nel corso della sua rinnovata giovinezza. È un Federer in trance agonistica quello del terzo set, sulla falsa riga del finale di secondo parziale, capace di sciorinare il suo miglior tennis, o quasi. Federer sette-vite a Bercy: nel nono gioco lo svizzero salva altre due palle break facendo saltare i nervi – già provati, per la verità – di Djokovic. Di break dunque nemmeno l’ombra e si va dunque al tie break, ovvia conclusione di una sfida epica: sull’1-2 un mortifero dritto scappa via a Federer e a conti fatti la strada per Djokovic verso la vittoria si spiana improvvisamente fino al punto del definitivo 7-3 dopo oltre tre ore di gioco di puro tennis, quello con la "T" maiuscola. A fine partita sarà 129 a 123 il conto dei punti vinti a favore di un Djokovic che estende la sua striscia vincente a 22 partite.
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