Che peccato quel maledetto coprifuoco. Perché per un finale così, Lorenzo Sonego, quel pubblico che per 2 set l’aveva spinto, l’avrebbe meritato. E viceversa.
E’ questa l’unica nota amara di un’altra serata di gloria per il tennis italiano. Dopo Jannik Sinner a Miami (finale), dopo Fabio Fognini a Monte Carlo (quarti), dopo Matteo Berrettini a Madrid (finale), il nuovo protagonista del quarto Masters 1000 stagionale è Lorenzo ‘Cuore’ Sonego.
Andrebbe aggiunto davvero, quel secondo nome, alla carta d’identità del piemontese, che prosegue i festeggiamenti dei 26 anni compiuti due giorni fa con il regalo più importante della sua carriera tennistica: lo scalpo di Dominic Thiem.
Roland Garros
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31/05/2021 A 16:59
Si è arreso a un Sonego mai domo l’austriaco, costretto a 3 ore e mezza di battaglia da un giocatore con testa e attributi, oltre che tennis. Una partita in cui il n°4 del mondo e vincitore dell’ultimo US Open aveva iniziato in maniera tutto sommato sorniona, ma in cui poi era davvero uscito alla distanza. Ma anche quando sembrava essersi incanalata sulla via dell’austriaco, la costante è stata sempre la stessa: il cuore di Lorenzo Sonego.
E’ risalito controcorrente il piemontese, ha lottato su ogni singolo quindici di questo incontro. E alla fine ha vinto. O meglio: ha trionfato. Sì perché il finale è una trama di quelle da ricordare: sul 5-3 a favore di Thiem, un match point cancellato; sul 5-4 e servizio Thiem, un break insperato, con due recuperi clamorosi; e poi un tie-break condotto con enorme personalità, con tennis e sangue freddo, anche dopo una volée sbagliata a campo aperto sul 2-1 a proprio favore.
Si è imposto così Sonego, con una fotografia finale di tutto ciò che erano state anche le 3 ore e un quarto precedenti: grandi soluzioni col dritto, incisività col servizio e la solita, enorme, infinita generosità che non a caso da un vita gli sono valse il soprannome di ‘Polpo’; ovvero uno che sul campo recupera tutto.
Per due ore e un quarto aveva anche infiammato il pubblico del Foro Italico, a cui a fine partita Sonego non ha mancato di dedicare la vittoria: “Lo dovevo a tutti quelli che erano qua a tifarmi nei due primi set”. Già, due set lottati e ben giocati come tutto il resto della partita, con l’unico mezzo rammarico al termine del secondo, quando negli ultimi 2 turni di servizio di Thiem non era riuscito a sfruttare – anche per bravura dell’avversario – un totale di 4 palle break che l’avrebbero mandato a servire per il match. Ma è nel terzo, appunto, che si è vista la tempra di Sonego. Con il pubblico costretto a lasciare gli spalti e più di 20 minuti di pausa, al rientro il piemontese era anche scappato avanti di un break. Lì, però, aveva trovato il miglior Thiem della serata, ovvero quel giocatore ‘da finale Roland Garros’, quel tennista in grado di infilare un contro-parziale di 4 game a 0. Una spallata che avrebbe steso quasi chiunque. Ma, appunto, non Lorenzo Sonego.
Il resto è storia già scritta. Sonego centra così il secondo quarto di finale in carriera in un Masters 1000, eguagliando il miglior risultato a Monte Carlo. Venerdì sera, come ultimo match di giornata, troverà il russo Andrej Rublev.
Sarebbe bello finirla prima delle 22. Perché comunque vada, questo ragazzo, l’abbraccio del pubblico, se lo merita tutto.

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