"Giocare contro di lui su questa superficie è difficile, ma ogni match ha una sua storia. Le cose sono cambiate, sono cresciuto come giocatore. Ci siamo allenati due settimane intere e ci conosciamo bene, anche se abbiamo giocato solo una partita. Cercherò di fare il mio gioco e vedremo in quale situazione mi porterà lui".
Sette mesi dopo, sarà di nuovo Sinner-Nadal. La partita che ha senza dubbio portato alla ribalta del grande pubblico italiano i talenti di Jannik; che da quel giorno, anche per la dimensione della partita – più che del risultato – ha fatto scattare indubbiamente qualcosa nel sentimento nazional popolare. Su Sinner è cambiata l’attenzione soprattutto del pubblico di massa, più che quello di nicchia e degli addetti ai lavori; e vuoi per le parole che utilizzò anche Rafael Nadal dopo quel match, su Sinner sono in qualche modo cadute tutte le pressioni del mondo.

Jannik Sinner e Rafa Nadal - Roland Garros 2020

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Pressioni che Sinner ha ben gestito nel suo successivo 2021. L’altoatesino ha tenuto fede alle aspettative bruciando le tappe in maniera ancora più rapida del previsto. Se all’inizio di quel Roland Garros Sinner si approcciava a Nadal da n°75 del mondo, oggi Jannik è il 18 del pianeta. Una corsa rapida, rapidissima, nell’elite del tennis mondiale. Verrebbe da dire quasi fin troppo fulminante. Sì perché è bastata poi la prima partita umana della sua stagione, il primo vero ko “da diciannovenne” in cui è incappato a Madrid contro Popyrin, per far storcere il naso a qualcuno. Turisti del tennis, certamente; ma il pizzico di delusione di tutti gli altri era proprio per il premio che quel successo avrebbe regalato: Rafael Nadal. Il dio della racchetta però è soggetto con buon senso dell’ironia, ed è bastato attendere una settimana per riavere l’immediata chance di un bis, questa volta dopo il bel successo atteso – e arrivato – di Sinner su Humbert.

Com’è cambiato Sinner in questi 7 mesi? Cosa aspettarsi dalla partita con Nadal?

Servizio e dritto. Sono i due aspetti su cui Sinner ha lavorato di più in quest’arco temporale che lo separa da quel 6 ottobre 2020 a Parigi. L’altoatesino, sotto l’attenta guida dello staff, ha dato la sensazione di aver messo su anche un pizzico in più di massa fisica, ma niente di clamoroso o eclatante. Il lavoro, al di là dell’inevitabile palestra per Sinner, è stato più che altro nel miglioramento dei due fondamentali appena citati. E’ un Sinner che rispetto allo scorso ottobre gioca probabilmente un po' di più col dritto lungolinea; e in generale un tennista che sta provando ad attingere di più dal lato destro del campo, colpo sicuramente più "costruito" rispetto al naturale rovescio. Non sempre in questi mesi l'abbiamo visto giocare con costanza totale di rendimento lungo tutto l'arco della partita, ma è certamente cresciuto, specie nelle soluzioni giocate in corsa. E poi è un Sinner che ha lavorato tanto sul servizio, che ha provato a farsi più tosto in termini di velocità di punta.
Non sono stravolgimenti totali dunque - e di certo non ne servivano - ma più che altro inevitabili tentativi di miglioramento, di un percorso che nient'altro è che un processo di crescita. Esercizi che forse Sinner avrà percepito necessari anche dopo le due settimane in quarantena con Nadal in Australia, con cui l'azzurro si è allenato ogni giorno fianco a fianco proprio per volontà dello stesso Rafa; che ha evidentemente riconosciuto in Sinner l’avversario già più pronto – e perché no più insidioso e dunque stimolante – della nuova generazione.
Sinner si approccia dunque al nuovo incrocio con Nadal con tutta la curiosità del caso, ma attenzione perché anche la questione Rafa lascia degli aspetti interessanti. Dopo le prove meno brillanti del solito a Monte Carlo e Madrid, dopo le fatiche per riuscire a vincere il torneo di Barcellona – contro comunque un ottimo Tsitsipasil torneo di Roma è un termometro interessante anche per lo stesso Nadal, che fin qui non ha convinto come nel suo straordinario passato. Basterà questo a Sinner per portare a termine l’impresa. Difficile a dirsi oggi. Di certo c'è che non bisognerà perdersi l'esito del campo. L’incontro numero 2, come dichiarato anche dallo stesso Jannik, ci aiuterà a capire il processo di crescita di questo giovane campione.

Nadal spietato, Sinner a testa alta: il match in 180 secondi

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