L’atto II della sfida a Rafael Nadal non ha un granché di differente dal primo per Jannik Sinner; che esce tra gli applausi per una buona partita, con un bagaglio tecnico di esperienza in più, ma che come lo scorso ottobre a Parigi si deve accontentare dei complimenti. A Roland Garros 2020 furono tre set a zero, di cui i primi 2 molto lottati; agli Internazionali d’Italia 2021 sono due set a zero Nadal, 7-5 6-4.
Un Sinner in palla, aggressivo, con le idee chiare sul da farsi. Per sfortuna di Jannik però – e certamente anche come motivo di orgoglio – Nadal scende in campo con l’allarme già settato alla ‘massima attenzione’. Perché è vero, un esordio peggiore non poteva capitargli, ma questo per Sinner è significato anche trovarsi davanti un Nadal completamente diverso da quello un po’ spento visto a Madrid con Zverev.
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Forse, Jannik, avrebbe avuto bisogno davvero di quegli allunghi solo sfiorati nel primo parziale, quando era riuscito a levare il servizio a Nadal sia nel primo che nel terzo turno di battuta del maiorchino, salvo poi però non riuscire a consolidare il vantaggio. Una partenza quasi a rilento per Rafa, come se avesse avuto bisogno di ingranare la marcia giusta per settarsi alla giusta andatura di viaggio. Un momento riconducibile al settimo game della partita, quando il maiorchino ha iniziato a trovare il suo dritto in maniera sia più carica che profonda.
La partita di Sinner, da quel momento, si è fatta più complicata, con i margini di errore che sono andati via-via assottigliandosi. L’altoatesino ha così compiuto il primo mezzo miracolo nel decimo game, annullando a Nadal 3 set point consecutivi; ma meno ha potuto nel dodicesimo, quando alla quarta chance del game – la settima complessiva – Nadal si è preso il set.
Il match è andato comunque in salendo nel secondo set, con un Sinner bravo a non scoraggiarsi ma anzi capace di rispondere alzando anche lui il proprio livello tennistico. Un picco che ha portato al break del 2-1 poi consolidato al servizio. Ma Jannik, comunque, non è riuscito a sfuggire più in là del 4-2. Rafa ha infatti pressato alla sua maniera, ha trovato le sue soluzioni migliori e per Sinner il controparziale è stato impietoso: 4 giochi a 0 a favore di Nadal e tanti saluti al torneo di Roma.
Sinner si arrende così, ancora, molto semplicemente, a un giocatore più forte. Un dato di fatto palese a cui, da 15 anni a questa parte, su questa superficie, si sono dovuti inchinare tutti. Nessun escluso. Per questo, Sinner, ha poco da rammaricarsi; ma solo prendere il meglio dalla sconfitta e continuare a lavorare. Il resto, spera la sua generazione, lo farà il tempo. O almeno crediamo...

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