L'Italia dei carri vincenti proclama Jannik Sinner salvatore della patria in questo ultimo scorcio di 2020. Tutti abbiamo bisogno di buone notizie e, in un giorno di novembre, il ragazzo di Sexten è riuscito a trasformare i virologi in tennisti, dopo aver perfino ridestato l'attenzione della TV di Stato - Olimpiadi a parte, da sette anni un incontro di tennis non andava in onda su una delle reti generaliste - sulla nobile arte della racchetta. La sua - e la nostra fortuna - è l'impermeabilità alle chiacchiere. L'altoatesino, fresco di primo titolo ATP in carriera a Sofia, ha confermato di avere la testaper fare tanta strada. Un percorso che sarà sempre più difficile dopo due stagioni di ascesa, ma Sinner sa di essere solo all'inizio e di poter sbagliare. Se il 2019 è stato l'anno dell'esplosione, il 2020 è stato quello della maturità, un traguardo ancor più prezioso di un torneo 250: l'ATP di Sofia che ha ereditato il suo posto nel circuito dal PBZ Zagabria Indoors che a sua volta aveva sostituito il Milano Indoor, città in cui Sinner un anno fa ha spiccato il volo per la prima volta.

ATP, Sofia
Jannik Sinner: "Voglio essere un esempio per i bambini"
14/11/2020 A 20:39

L'eredità del 2019

Il 2020 è stato un anno molto diverso da quello che Sinner si immaginava. Lo è stato per tutti, con il Covid-19 a stravolgere ogni programma, ed è sufficiente ricordare le sue parole dopo la finale delle Next Gen ATP Finals in conferenza stampa a Milano: "La vittoria su de Minaur significa che il livello è già da Top 20? Beh, è presto per dirlo. Quello che per me è importante è aver capito di poter tenere alto il livello per una settimana intera. A volte batti un Top 20, ma il giorno dopo non riesci a tenere una palla in campo. In realtà, però, serve continuità. Servirebbe una stagione intera a questo livello, cosa che io non ho ancora fatto. Sono felice perché ho vinto tanto in stagione, e anche l'anno prossimo voglio giocare parecchio, diciamo 60 match. Se poi ne farò meno non cadrà certo il mondo".

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Il mondo è quasi crollato e di match ATP il ragazzo di Sexten ne ha potuti disputare solo 30. Dal Challenger di Bergamo a quello di Ortisei, Jannik Sinner aveva chiuso il 2019 così come l'aveva cominciato, vincendo e accumulando la bellezza di 62 vittorie nell'anno solare scorso, di cui 11 nel circuito maggiore. Una storia di prime volte per una scalata di 685 posizioni nel ranking ATP (da 763 a 78). Un motivo d'orgoglio, quel numero 78, pensando che a quell'età (18 anni e 3 mesi), solo Rafa Nadal e Roger Federer, all'epoca rispettivamente numero 49 e 58 ATP, vantavano una posizione migliore nella classifica mondiale.

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Il salto nel 2020

L'approccio con il tour dei "grandi", però, non è stato semplice e i primi detrattori - si vive di eccessi e di sentenze, nella vita come nello sport - hanno prontamente mostrato le loro perplessità dopo il bilancio di una vittoria - la prima in uno Slam a Melbourne contro Max Purcell - e quattro sconfitte tra Challenger di Bendigo, Auckland, Australian Open e Montpellier. Sinner si è tappato le orecchie e ha risposto battendo il primo Top 10 in carriera (Goffin a Rotterdam) prima della pandemia.

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Sinner agli US Open ha dominato Khachanov prima di arrendersi a un problema fisico e a Roma, fresco dello scalpo del secondo Top 10 (Tsitsipas), ha vissuto la sua giornata più nera dilapidando quanto costruito con Dimitrov. Uno schiaffo, per stessa ammissione di Riccardo Piatti, salutare perché al Roland Garros il 19enne è stato il primo giocatore a centrare i quarti di finale al debutto nel torneo da un certo Rafa Nadal nel 2005. Lo ha fatto battendo il terzo Top 10 (Zverev) e per il re della terra battuta Sinner si è rivelato l'esame più duro verso il 13esimo trionfo. A Colonia è arrivata un'altra semifinale, a Vienna un ritiro e Sofia è storia di oggi.

No-look di rovescio a rete: numero da golf di Sinner

Testa e fisico: la costruzione di un campione

"C'è molto lavoro dietro. Io e il suo team cerchiamo di semplificare il più possibile le situazioni che può trovare in partita. A Jannik ho fatto vedere tantissime partite di Federer, Nadal e Djokovic, ma solo nelle parti in cui giocano male. Si deve rendere conto che succederà anche a lui e imparare a uscire da quelle situazioni" (Riccardo Piatti al Secolo XIX).

Il film del 2020 consegna al campione italiano più giovane dell'Era Open due insegnamenti importanti: il primo è una maturità sorprendente per la sua età perché Sinner ha già dimostato di saper azzerare i momenti negativi sia dopo una batosta (il post Dimitrov ne è l'esempio lampante) che nel corso di una stessa partita (la finale di Sofia contro Pospisil parla chiaro in questo senso). Nella costruzione di un campione non si può prescindere dalla lettura dei momenti in cui tutto gira per il verso sbagliato. Una qualità figlia di una formazione da sciatore lunga 14 anni.

La capacità di mantenere alta la concentrazione nei piccoli segmenti di tempo composti da un quindici l'ha ereditata da uno sport in cui la performance dura un paio di minuti e non c'è tempo per gli errori. Allo stesso modo nel tennis i punti non sono tutti uguali e alcuni non si possono sbagliare: da qui nascono i Sinner point. Saper fronteggiare le difficoltà è la più grande conquista del ragazzo di Sexten che è altrettanto consapevole del secondo insegnamento: il fisico, in una disciplina ormai massacrante, va sia formato che preservato. "Non deve ingrossarsi troppo", sottolinea Piatti. Non è una banalità.

Piatti: "Sinner n°1 al mondo? Decisivi i prossimi due anni"

È solo l'inizio

A Sinner, vincitore più giovane a 19 anni, 2 mesi e 29 giorni di un titolo ATP dai tempi di Kei Nishikori a Delray Beach nel 2008, non interessano nemmeno i record di precocità. In questa speciale classifica precede Connors, Federer, McEnroe e Lendl ma dirà che quelli restano delle leggende. L'altoatesino, oggi 37 del mondo a 19 anni e 3 mesi esatti, anche se sarebbe il numero 20 se ci fosse il ranking tradizionale, se ne infischia anche della classifica in un un'annata che non è giudicabile in termini di continuità. Preferisce piuttosto esprimere un pensiero da grande.

Voglio dedicare questa vittoria a tutte le persone a casa in Italia e nel mondo che hanno sofferto in questi mesi tragici e difficili

"È un ragazzo monotematico e monopensiero, gli piace il tennis e vuole sapere tutto di questo sport. Del resto c'è chi se ne occupa". Riccardo Piatti e il suo team lo sanno consigliare così come Sartori fece con i suoi genitori dopo averci palleggiato contro al Challenger di Ortisei ("Dopo un'ora ero distrutto") nel novembre 2014. Il 2021 sarà complicato per Sinner, ma la sua virtù è la pazienza, il suo segreto darsi tempo. L'Italia pretende tutto e subito, nei titoli di oggi si scorge il rovescio della medaglia di un domani, ma Jannik ha la forza di non mettersi pressione addosso, di vincere grazie alla leggerezza di potersi permettere di perdere. I veri campioni si cibano di pressione e sanno trasformarla in un'arma vincente. Game, set and future.

GIOCATOREETA' 1° TITOLO
Becker17a 6m 26g
Agassi17a 7m
Borg17a 7m 7g
Wilander17a 9m 15g
Nadal18a 2m 12g
Sampras18a 6m 7g
Djokovic19a 2m 1g
Sinner19a 2m 29g
Connors19a 4m 14g
Federer19a 5m 27g
McEnroe19a 7m 8g
Lendl20a 1m 7g

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