Il futuro prossimo del tennis italiano è di Matteo Berrettini, che a ventitré anni è già uno splendido anello di congiunzione tra l'apostolo Fognini e gli astri nascenti di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. Il nostro Del Potro vince a Stoccarda (ATP 250) il suo primo titolo su erba con una calma apparente di servizi e dritti, la funzione di un rovescio che genera punti (sia piatto che in back) e la classe di un rgazzo che un anno fa si prendeva il Challenger di Bergamo e da lì non s'è più fermato, mostrando smisurati margini di crescita.
Nell'anno d'oro del tennis italiano, oltre Fognini a Montecarlo, Berrettini bissa da Budapest (rosso) a Stoccarda (erba), anzi triplica su tutte le superfici dopo il Challenger di Phoenix (cemento). Doveva cancellare due smacchi rossi, sconfitto nella "sua" Roma da Schwartzman e a Parigi da Ruud. È ripartito dall'erba tedesca della Mercedes Cup sognando Wimbledon e il suo torneo s'è fatto in magnifico crescendo: Matteo ha battuto Kyrgios, Khachanov, Kudla, Struff e in finale Felix Auger-Aliassime senza cedere set, anzi nemmeno un break in 50 turni di battuta, protetto dal servizio e da un dritto che, molto ampio, non credevamo già così ergonomico alla nuova superficie.

Italy's Matteo Berrettini reacts after defeating US Denis Kudla during their quarterfinal match at the ATP Mercedes Cup tennis tournament in Stuttgart, southwestern Germany, on June 14, 2019. (Photo by THOMAS KIENZLE / AFP)

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La finale con il diciottenne Felix Auger-Aliassime è stata lo schermo di una settimana perfetta. Nessuna palla break concessa, con un solo game di battuta ai vantaggi. Break nel terzo game con un bellissimo punto accelerato negli angoli, sia di dritto che col rovescio, per vincere il primo set. Tie-break chiuso di grazia dopo due passanti stupendi di Matteo (rovescio lungolinea e incrociato) e la sfortuna di Felix su due dei cinque set-point, con ace cancellato da un millimetro di falco e overrule del giudice di sedia per ripetizione del punto.
Berrettini è stato più forte dei 16 ace messi giù da Auger-Aliassime, che ha diciotto anni e ne sentiremo tanto parlare, ha vinto la straordinaria percentuale del 93% (41/44 punti!) giocati sulla prima di servizio. È stato semplicemente impeccabile come per tutto il corso del torneo. Stoccarda aveva già sorriso a Fognini, ma si giocava sul rosso, nel 2013 e oggi Matteo succede a un certo Roger Federer, mentre un italiano non vinceva su erba dal 2011 quando Andreas Seppi si prese Eastbourne. Berrettini che sorride da venerdì quando, con un vincente di dritto in recupero e spalle al campo, ha capito che sì, su questa benedetta erba è stato grande. Pensando che il meglio, da domani ad Halle verso il tempio di Wimbledon, dovrà ancora venire.
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