C’è soddisfazione nel volto di Matteo Berrettini, che sorride dopo il ritorno in finale a Stoccarda, nell’ATP 250 tedesco, dopo tre anni. Il romano ha sconfitto il tedesco Oscar Otte in due tie-break, riuscendo così a schivare un avversario a lui ben noto per le caratteristiche simili (un buonissimo servizio e un valido dritto).
A fine partita, nell’intervista sul campo si scherza sul fatto che Matteo sia stato sostenuto anche su un campo tedesco e con un avversario tedesco: “Forse avrò radici tedesche… però vedo anche tante bandiere italiane. Grazie a tutti gli italiani. Mi sono sentito come a casa, come nel 2019. Si vede che qui amano il mio gioco“.
Si passa poi al discorso Otte:
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Questa è la terza volta che gioco con Oscar. Sapevo già alla vigilia che può servire così. Quando il tuo avversario serve bene, devi servire ancora meglio per star lì. Ho chiesto molto al mio servizio oggi e sono contento di esserci riuscito. Congratulazioni a lui. Sono contento.
E sul fatto che molti giocatori di solito non guardano la semifinale successiva: “Normalmente è il mio coach che va a guardarla, se no non lavora abbastanza. Devo farlo un po’ lavorare! (ride) Io in genere non guardo, ma li ho già affrontati tutti e due sull’erba. Può essere che guarderò qualche punto. Certamente ho bisogno di riposo, sarò pronto per domani“.

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