A Stoccolma Fognini riesce a passare gli ottavi di finale, anche se lo spezzino deve faticare più del previsto contro il giovane Ymer. Si chiude ai 16esimi, invece, l’avventura di Bolelli che perde con un doppio 6-3 contro Troicki.

Fognini-Ymer 2-1 (6-4; 3-6; 7-6)

Fabio Fognini fatica, ma alla fine riesce ad accedere ai quarti di finale dell’ATP di Stoccolma. L’azzurro, testa di serie n. 6 del torneo, ha superato il giovane padrone di casa Elias Ymer con il punteggio di 6-4, 3-6, 7-6 dopo 2 ore e 11 minuti di gioco. Un match a corrente alternata per lo spezzino che, come al solito, non è stato continuo nel suo tennis, ma è riuscito a spuntarla nel tie-break del terzo set, dopo essere stato indietro di un break, due volte, ed aver fallito anche tre match point, annullandone uno. Una partita di alti e bassi in tutti i sensi. Con questo risultato, il ligure attende nel prossimo turno il vincente della sfida tra l’americano Jack Sock ed il francese Jeremy Chardy.
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Nel primo set, Fognini inizia l’incontro contratto e con tanti errori mentre il 21enne scandinavo, galvanizzato dal giocare davanti al proprio pubblico, mette in mostra ottimi fondamentali andando avanti di un break (3-1). L’italiano però reagisce immediatamente, pareggiando il conto (3-3), cominciando a scaldare i motori. Fognini alza il livello del proprio tennis, trovando il campo con maggior continuità. Una superiorità suggellata dal break del nono game che consente al n. 27 del mondo di aggiudicarsi il parziale 6-4.
Nel secondo set, i turni in battuta la fanno da padroni ed entrambi i giocatori concedono poco o nulla all’altro. A sorpresa, però, nell’ottavo gioco è Ymer a strappare il servizio allo spezzino, poco brillante nel frangente e punito inesorabilmente dal rivale. Il conto dei set, infatti, si pareggia per il successo dello svedese sul 6-3.
Nel terzo set succede veramente di tutto. Nel quinto e sesto gioco i due tennisti non hanno una resa incisiva alla battuta e le risposte sono dominanti. Il risultato è un break e contr obreak nel quinto e sesto game. Situazione che si ripete nel nono e decimo gioco quando il giocatore di Arma di Taggia è bravo a recuperare ancora una volta dal break di ritardo. Uno scambio di cortesie che rischia di replicarsi nel 12° game, quando l’azzurro si costruisce tre palle match, ma Ymer è abile nel salvarsi protraendo il confronto al tie-break. In questa fase regna l’equilibrio ed è Fognini a spuntarla dopo aver annullato un match point e concretizzato la propria chance al 2° tentativo. Una lotta infinita, decisa dalla maggiore esperienza dell’italiano.

Troicki-Bolelli 2-0 (6-3; 6-3)

Bolelli viene invece eliminato dal serbo Viktor Troicki, vincitore con un doppio 6-3 al termine di un incontro durato un’ora e 17 minuti. Un match giocato in maniera troppo discontinua dall’azzurro, contro un avversario in un buon momento di forma, reduce dai quarti di finale di Shanghai. Eppure il numero 48 del mondo qualcosa ha concesso, soprattutto nel primo set, ma il bolognese non è riuscito a sfruttare le occasioni avute. Bolelli esce dunque di scena, perdendo un’occasione preziosa per risalire la classifica, che ora lo vede al numero 190.
Pronti via, e Bolelli è subito sotto 3-0, perdendo il servizio nel secondo game. Il classe ‘85 è troppo poco efficace con la prima di servizio (6/16 nel primo set), non riuscendo mai ad indirizzare lo scambio quando è alla battuta. Nonostante questo, però, Troicki restituisce il break (3-2). Neanche il tempo di riaprire la partita che l’azzurro cede nuovamente il servizio, a zero. Stavolta il serbo non concede nulla (14/18 con la prima) e chiude il set per 6-3, piazzando un ace (di cinque) nel game decisivo.
Nel secondo set è Troicki a comandare gli scambi, ma l’italiano trova lo spazio per piazzare qualche vincente ed ingranare. Dura pochissimo, però, perché nel terzo game arriva il break. Lo specchio delle sue difficoltà sono dimostrate nel settimo game, quando il classe ‘85 è costretto ad annullare ben quattro palle break prima di tenere la battuta. Nel game successivo, però, arriva un altro break, alla decima occasione del set, quello che decide l’incontro in favore di Troicki.
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