Il 2015 è un anno che Stanislas Wawrinka non dimenticherà mai. Nell’ultimo atto dell’Atp 500 di Tokyo l’elvetico ha impartito una dura lezione a Paire: 6-2, 6-4 in 65 minuti che raccontano una non-partita. È la miglior stagione in carriera per “The Man” che si porta a casa l’undicesimo titolo, il quarto di un anno magico dopo i successi di Chennai, Rotterdam e il Roland Garros. Wawrinka diventa così il secondo svizzero, dopo Roger Federer nel 2006 (battuto Henman in finale), ad aggiudicarsi la kermesse nipponica.
L'elvetico è perfetto sulle palle break sfruttandone 4 su 4. Ottime percentuali anche al servizio, con ben il 70% di punti vinti con la seconda palla e 4 ace. Dal quinto gioco del primo set, momento dell'illusorio controbreak di Paire, non c’è più stata storia. Ora la testa è già al Master 1000 di Shanghai, anche se è legittimo cominciare a pensare alle Barclays ATP World Tour Finals, dove dal 15 al 22 novembre, Stan dovrà fare i conti con Novak Djokovic, Andy Murray e Roger Federer all’O2 Arena di Londra.
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Sfuma, invece, il secondo titolo stagionale per Paire che comunque non ha niente da rimproverarsi. Il transalpino sperava di replicare l’ultimo successo francese targato Tsonga (2009) in terra nipponica, ma le tre vittorie consecutive al terzo set contro Grigor Dimitrov, Marcos Baghdatis e Nick Kyrgios, oltre a quella con il padrone di casa e due volte campione Kei Nishikori, si sono fatte sentire sulle gambe. Paire ha iniziato questo 2015 al numero 118 del ranking mondiale, riuscendo a scalare la classifica a suon di prestazioni convincenti.
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