E’ sembrato davvero un pomeriggio di ordinaria amministrazione; delle più “classiche” in stile Djokovic: una partenza un po’ a rilento, una scossa per trovare il livello giusto, il consolidamento dei propri colpi per stabilire il comando, il successivo rapido arrivo al traguardo.

Questo il menù offerto oggi da Novak Djokovic, con il n°1 del mondo che fa il suo esordio dunque con un rapido successo alle ATP Finals 2020: 6-3 6-2 a Diego Schwartzman e tanti saluti a chi pensava – pochi per la verità – che oggi ci potesse essere battaglia.

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Più che 'battaglia', qualche scaramuccia. E per giunta solo per mezzo set. Il primo. Grazie all’avvio con 'auto-break' di Djokovic; che aveva addirittura mandato avanti l’argentino 2-1 e servizio. Un allarme che è suonato subito rumoroso nella testa di Djokovic, come sempre eccellente nel rispondere ai propri segnali tennistici. La fuga di Schwartzman è stata così subito rintuzzata dal serbo, che alzando il livello della sua pressione e della sua precisione dal fondo, ha presto lasciato l’argentino senza troppe soluzioni; come del resto sempre successo in carriera (i precedenti recitavano un impietoso 5-0) e come già visto anche nei due incroci di quest’anno a Melbourne e Roma.

Schwartzman non è così più riuscito a trovare punti facili e soluzioni plausibili di game in game, lasciando una sensazione di enorme impotenza di fronte a un avversario con mezzi tecnici semplicemente superiori, specialmente su questa superficie, a quelli dell’argentino.

Una volta settato il ‘pilota automatico’, Djokovic ha così fatto il suo: il break sul 5-3, poi quello subito a inizio secondo set e infine anche quello sul 4-1. Un allungo che ha permesso a Nole il relativo rapido successo per 6-3 6-2 in meno di un’oretta e mezza di partita; e che lancia Djokovic, che non vince questo torneo ormai dal 2015, all’immediata vetta del Gruppo Tokyo 1970.

Il serbo si mette così in pole position per il discorso qualificazione; e mercoledì contro il vincente del match di questa sera tra Medvedev e Zverev si potranno già fare calcoli più precisi. Per quando riguarda Schwartzman, invece, poco da aggiungere: il primo ostacolo era proibitivo. Vediamo se, contro lo sconfitto di questa sera, mercoledì prossimo, l’argentino riuscirà a tirare fuori uno dei suoi giochi di prestigio.

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