FABIO FOGNINI 7,5

Il migliore italiano Down Under è Fabio Fognini perché dopo un’operazione per usura fisica a 33 anni, a entrambe le caviglie, non si dà niente per scontato. Non s’aspettava e non c’aspettavamo questo suo alto livello di gioco già a Melbourne, invece tra ATP Cup (finale) e Australian Open (quarta volta agli ottavi) Fognini ha mostrato del tennis notevole di rotazioni e cambi lungolinea su una superficie che, mai così veloce, avrebbe anche potuto danneggiarlo. Il secondo set ricamato contro De Minaur è da vedere e rivedere, ammirare e diffondere. La sconfitta contro Nadal, questo Nadal, semplicemente ineluttabile. E le storie tese con Caruso peccato ma, diciamo così, son cose che succedono.

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MATTEO BERRETTINI 7

Le sue partite le ha vinte eccome: due contro i suoi “simili” - 3 set al big server Kevin Anderson e altrettanti, in 3 tie-break, al coetaneo Khachanov - e una in quattro, ma giocando e gestendo bene il punteggio con il qualificato Machac, poi il doloroso forfait per un infortunio che ti toglie il respiro: uno strappo muscolare di un centimetro nella parte alta dell’addome. Gongola Tsitsipas, contro cui sarebbe partito comunque un po' sfavorito, ma finché Matteo ha potuto giocare, il suo torneo è stato davvero molto buono.

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SARA ERRANI 6,5

Stessa leva di Fognini, a 33 anni torna ad assaporare il tennis dei migliori perché vero che è stata finalista slam, ma un terzo turno nei major non le capitava da una vita, ovvero US Open 2015. Brava e basta con Wang in un match di primo turno poco scontato; brava e fortunata contro Venus Williams, che s’è slogata la caviglia in condizioni fisiche comunque precarie; brava e sciagurata con la Hsieh, che domani giocherà i quarti, quando ha servito per il match sul 5-4 del terzo set, facendo 4 punti nei 3 game successivi. In questo momento critico per il nostro femminile, è comunque manna dal cielo.

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SALVATORE CARUSO 6,5

Ha vinto con Laaksonen il suo primo match all’Australian Open e sfiorato l’impresa tutta nostrana di battere Fognini, avanti due set a uno, con un match di splendido dinamismo e tutto accelerato d’azzardo sulle righe. L’ha perso infine al super tie-break per un 14/12 che è sempre una questione di dettagli, certo è che "non ha avuto culo". Anzi la buona sorte gli dovrà qualcosa e magari al prossimo Roland Garros, dove ha già fatto cose buone e giuste.

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JANNIK SINNER 6

Primo turno “fuori bolla” con alibi pesanti:

  • Un ATP 250 giocato, e vinto, la settimana prima dell’Australian Open.
  • Due match disputati di venerdì per l’allarme covid del positivo in hotel.
  • La finale disputata alla vigilia: 24 ore prima del debutto.
  • Un primo turno di spessore ceduto al quinto set a Denis Shapovalov.

C’è chi dice che a 19 anni la fatica non esiste. Più o meno non è così.

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CAMILA GIORGI 5,5

Come quando a scuola ti dicono che hai svolto il compitino, Camila Giorgi batte quella Shvedova che molti anni fa, a Wimbledon 2012, fece un male storico all’Italia (golden set alla Errani, prima e ultima volta negli slam), poi non sfigura con la Swiatek in un match praticamente perso sulla carta contro la campionessa del Roland Garros. Il fatto è che lo sport le piace tanto, “ma la moda di più”. Mah.

Camila Giorgi of Italy plays a forehand in her Women's Singles second round match against Iga Swiatek of Poland during day three of the 2021 Australian Open at Melbourne Park

Credit Foto Getty Images

LORENZO SONEGO 5

Il grande deluso dell’Australian Open è Lorenzo Sonego, che al Roland Garros aveva centrato gli ottavi di finale e invece a Melbourne, battuto per bene Querrey e avandti due set a zero con Feliciano Lopez, si spegne all’improvviso. È andato in tilt o ha fatto blackout: comunque sia, un vero peccato.

L’ALTRO MASCHILE 5

Potevano sembrare chance sprecate quelle di Marco Cecchinato con McDonald (ottavi) e di Gianluca Mager con il qualificato russo Aslan Karatsev che invece, al suo primo slam, è filato come un treno verso la stazione dei quarti di finale. Per Stefano Travaglia, finalista del Melbourne 250 di Sinner, vale un po’ lo stesso discorso fatto per Jannik: molte attenuanti e riserva spiantata con Tiafoe. In fondo male il solo Andreas Seppi, che perde subito il match dei veterani con Pablo Cuevas. E pensare che su questi campi, mica nella vita precedente, ha battuto Federer.

L’ALTRO FEMMINILE 4

Se s’esclude Elisabetta Cocciaretto, che ha venduto cara la pelle a un’avversaria di cilindrata superiore come Mona Barthel, Jasmine Paolini ha vinto due game con la Pliskova e Martina Trevisan perso subito con la Alexandrova. Forza ragazze.

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