Non poteva esserci un finale diverso, tutti lo sapevano e lo sapeva meglio di chiunque altro Roger Federer. Le sue condizioni fisiche precarie, dopo un torneo dispendioso e foriero di miracoli contro John Millman e Tennys Sandgren, non consentivano altre manifestazioni del divino. Non oggi, non in semifinale a Melbourne contro il recordman di trionfi, unico giocatore a non aver evidenziato segni di vulnerabilità nell'arco di queste due settimane.

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Se il set lasciato a Jan-Lennard Struff al primo turno può essere catalogato come un incidente di percorso, una semplice distrazione nel match d’esordio, il primo vero momento di scarsa brillantezza del serbo va in scena nel primo set contro Federer. Djokovic è nervoso e falloso, subisce due break e si ritrova sotto per 4-1, 0-40. Lo svizzero ha la chance di andare sul 5-1 e servizio e portare a casa un parziale agevole, cosa che nemmeno nei sogni più audaci.
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Australian Open 2020 | Novak Djokovic

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Sul 5-2, invece, comincia la partita del Djoker che decide di non sbagliare più, di muoversi da una parte all’altra del campo con il consueto elastico di cui dispone sulle sue lunghe leve, e di lasciarsi alle spalle un set da 26 vincenti a 10 a suo sfavore. Il tie-break è un assolo del serbo, un 7-1 che conferma una tendenza fin troppo nota, come se non fossero bastati quelli sulla sacra erba di Wimbledon a ricordarcelo.
Federer chiama il medical time-out e quel che resta del suo vigore agonistico torna in campo, quasi per onor di firma. Re Roger – è bene ricordarlo – rifiuta sempre di abbandonare la scena anche quando il fisico lo tradisce. Lo fa per il pubblico, lo fa per rispetto per questo meraviglioso sport e anche Djokovic lo ringrazierà di questo a fine partita.

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Nel decimo game del secondo parziale, l’uomo con le molle si allunga per un passante da urlo e blinda l’accesso in finale. Il serbo ribadisce una legge scritta nella pietra duecento volte da un vantaggio di due set a zero: non è un modo di dire perché l’unico a opporsi a questi duecento capitoli è stato Jurgen Melzer, ai quarti di finale del Roland Garros 2010.

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Non è questo il giorno degli eroi, è una semifinale d’ordinario dominio per il sette volte campione degli Australian Open. Il Djoker ha vinto gli ultimi nove match giocati negli Slam contro Federer e Nadal e lo svizzero non lo batte tre su cinque dalla semifinale di Wimbledon 2012. Anzi, diventano 11 le sconfitte nei major del basilese contro Djokovic. Nessuno l'ha trafitto più volte. Sono, invece, 26 le finali slam del tennista di Belgrado, di cui otto a Melbourne, dove domenica proverà a conquistare, contro Thiem o Zverev, il 17esimo sigillo di una fenomenale carriera.

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