Salvare gli Australian Open 2021. Questa è la missione ai tempi della pandemia. Secondo il quotidiano australiano Herald Sun, tutti i tornei di gennaio nel Paese oceanico saranno concentrati nello Stato del Victoria, nella bolla che la federazione allestirà a Melbourne e dintorni. La federazione australiana tennis ha avanzato una proposta storica: prolungare l'estate oltre gli Australian Open e far stare i tennisti nel Paese fino a metà febbraio. Gli appuntamenti in calendario sono l'ATP Cup, in programma dall'1 al 10 gennaio (la prima edizione è stata disputata tra Brisbane, Perth e Sydney); il Canberra International, ATP Challenger e W25, in programma dal 4 al 10 gennaio; l'Adelaide International, WTA Premier e ATP 250 in programma dal 10 al 16, e gli Australian Open (18-31 gennaio). Il WTA Premier di Brisbane, in programma dal 6 al 12, e l'Hobart International, in programma dal 9 al 16, hanno già annunciato il trasloco nella zona "sicura".

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La bolla

I tornei si dovrebbero disputare per la maggior parte a Melbourne Park, o eventualmente in altri luoghi dello Stato come Bendigo (che quest’anno ha ospitato due Challenger consecutivi, quello di Canberra e il proprio, a causa degli incendi) e Traralgon. Sydney sembra, invece, destinata a non poter ospitare nessun torneo di tennis a causa delle restrizioni che il governo adotterà. Craig Tiley, amministratore delegato di Tennis Australia, ha sottolineato al Sydney Morning Herald e al The Age:

Penso che siamo la nazione sportiva più sicura al mondo in questo momento

"Gli unici atleti internazionali che arriveranno nei prossimi cinque mesi saranno i giocatori di cricket, di tennis e i piloti di F1. Stiamo programmando un'estate di cinque, potenzialmente sei settimane. Penso che sarà fantastico per il nostro sport qui in Australia, fantastico per la nostra posizione a livello globale, è una grande opportunità". La decisione è dovuta all’impossibilità per le altre sedi di fornire le infrastrutture per la quarantena e di "garantire la possibilità di spostarsi liberamente fra città". I giocatori (circa 550) voleranno direttamente a Melbourne verso metà dicembre, come ha annunciato peraltro Sinner - prima di questa decisione i loro arrivi sarebbero stati sparpagliati per l’isola - e saranno confinati a una bolla per le due settimane di quarantena, durante le quali potranno comunque allenarsi. Prima di essere ammessi, però, dovranno risultare due volte negativi al tampone. Una volta terminata la quarantena, tuttavia, saranno liberi di muoversi per la regione.

Manca il via libera

Il premier dello Stato del Victoria, Daniel Andrews, ha affermato però che i piani per giocare tutti i tornei nel suo Stato non sono stati definiti, nonostante alcuni di quei tornei abbiano già annunciato questa decisione. I tornei di Brisbane e Hobart International hanno rilasciato alcune dichiarazioni lunedì mattina, dopo che News Corp (gruppo Murdoch) aveva riferito che i tornei di punta di solito organizzati a Sydney, Brisbane, Perth, Adelaide, Canberra e Hobart sarebbero stati giocati nel Victoria nel 2021. "Il team della sanità pubblica deve firmare tutti questi accordi e ancora non è stato fatto nulla. Continueremo a lavorare su questi problemi", ha spiegato Andrews che ha quindi aggiunto stizzito:

L'idea che tutto questo sia un affare fatto è semplicemente sbagliata. È un evento importante, ma evitare una terza ondata è probabilmente ancora più importante

Porte aperte: progetto ambizioso ma fattibile

Insomma, bisogna essere cauti anche perché in termini di pubblico si cerca di attuare un progetto molto ambizioso, al contrario di quanto visto al Roland Garros e soprattutto agli US Open. Dal 23 novembre nel Victoria sarà consentito l’ingresso al 25% degli appassionati per il Boxing Day Test, tradizionale incontro di cricket che si disputa il 26 dicembre a Melbourne fra l’Australia e una sfidante (quest’anno sarà l’India): 25mila persone dovrebbero potersi recare al Melbourne Cricket Ground, che ha una capienza di 100.024.

Gli Australian Open si giocheranno in un ambiente aperto, giocatori e fan potranno muoversi liberamente

Nelle ultime due settimane non è stato riportato neanche un caso di coronavirus in tutta la Victoria (i casi attivi al momento sono solo tre). Dall’inizio della pandemia il totale è stato di 20.345 casi e 819 morti in un’area dove abitano 6,69 milioni di persone, la più densamente popolata del continente.

"Sarà comunque doloroso. Stiamo investendo nell'evento", ha aggiunto Tiley. "Abbiamo oltre 33 milioni di dollari in costi di biosicurezza che non avevamo prima. Avremo una riduzione dei ricavi della nostra partnership. Penso che le nostre entrate televisive rimarranno invariate perché saremo in grado di trasmettere in tutta l'Australia e in tutto il mondo. I nostri numeri di merchandising diminuiranno, l'ospitalità diminuirà e i costi aumenteranno".

"So che tutti sono preoccupati per la diffusione del virus e noi siamo altrettanto preoccupati. Pertanto, abbiamo investito finora oltre 30 milioni di dollari nel nostro programma di quarantena. Abbiamo coinvolto alcuni degli esperti globali. Penso che abbiamo un gruppo di esperti di persone che sono senza dubbio tra i migliori al mondo. Avremo processi e sistemi in atto per garantire che non ci siano rischi per la comunità e anche all'interno del gruppo di giocatori stesso".

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