Non arrivano buone notizie da Melbourne, sede dei prossimi Australian Open 2021 (primo Slam della stagione del tennis). Oggi, le autorità sanitarie hanno comunicato che il numero di casi positivi tra i giocatori è salito a 10, mentre altre positività annunciate in un primo momento, come riportato da SuperTennis e ripreso dall’Ansa, sono stata considerate come “non infettive” dalle autorità sanitarie.
Pertanto, il contesto è particolarmente critico, ricordando i 72 giocatori in quarantena e impossibilitati ad allenarsi, a differenza di altri. Come è noto, il Major dovrebbe prendere il via l’8 febbraio, ma è chiaro che l’avvicinamento sia tutt’altro che confortante. Le polemiche, infatti, sono all’ordine del giorno per la disparità di trattamento tra le due bolle (quella di Melbourne dove risiede la maggior parte dei tennisti, e quella di Adelaide dove si trovano i top-3 con i loro partner in allenamento e tra questi c’è anche Jannik Sinner).
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Il direttore del torneo Craig Tiley ha parlato di situazione non ideale, ma è evidente che l’organizzazione abbia fatto e stia facendo di tutto per garantire che il torneo si possa disputare, tenuto conto della rigidità voluta dall’asset governativo e delle lamentele di alcuni giocatori che hanno parlato di “prigione con wi-fi”.

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