Fa male, perché il crollo arriva sul più bello, quando la partita sembrava ormai essere nella mani di Sara Errani. Aveva remato, lottato, corso e ribattuto con la solita strenua resistenza minimo comun denominatore di tutta la carriera, fossero state finali slam o ripartenze da tornei ITF, come quelli che Sara Errani era stata costretta ad affrontare dopo la discesa in classifica per le ben note questioni legate allo stop forzato. In questo Australian Open però l’azzurra ha rimesso in mostra quel livello di efficacia dal fondo, quella capacità di leggere le situazioni, quella voglia di lottare che le aveva quasi permesso di sconfiggere, ancora una volta, Su-Wei Hsieh.
Errani è arrivata infatti a due punti dal match: sul 5-3 e servizio Hsieh nel terzo set; e sul 5-4 e proprio servizio nel game successivo. Non è basato però per contenere il ritorno della ragazza di Taipei, in grado di tirare fuori di nuovo il suo meglio quando si è ritrovata spalle al muro.

Errani si arrende a Hsieh dopo 3 ore: rivivi la maratona

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Sara Errani subisce sette break di fila: 6-3 6-2 Alexandrova
30/08/2021 A 19:02
Già perché la partita è stata un’autentica battaglia, condotta a suon di tocchi e ricerca di angoli, di soluzioni estrose e di eccellenti rincorse. Non si è vista certo la potenza ormai standard anche del tennis femminile, ma tutto il resto non è mancato. Pathos incluso. In una partita dove la discriminante sono stati i turni di servizio in senso opposto – ovvero entrambe le giocatrici hanno faticato maggiormente a tenere i propri – la differenza è stata la capacità di essere aggressive per prime all’interno dello scambio. Hsieh l’ha fatto con più costanza dal lato del rovescio nel primo set, girato dopo aver tenuto il proprio turno di servizio sul 5-4; Errani ci è riuscita con più costanza a inizio secondo set, quando nonostante la mazzata psicologica di un primo parziale sfuggito dopo un’ora di lotta, la romagnola è riuscita a trovare più profondità ed efficacia con le rotazioni sul lato del suo dritto. Un andamento che l’ha portata a chiudere il set per 6-2, complice anche un po’ di discesa dal punto di vista del rendimento complessivo della Hsieh.

Errani, demi-volée da manuale: Hsieh non ci arriva

La battaglia si è però ristabilita costante nel terzo set, con la serie di break e controbreak interrotti solo dal primo turno di servizio tenuto dalla Errani sul 4-2, la prima a interrompere la serie di game sempre a favore della giocatrice in risposta. Ma è appunto spalle al muro, ovvero dal 5-3 Errani, che la Hsieh ha ritrovato l’efficacia e l’aggressività che aveva messo in mostra già a inizio partita. La taiwanese è infatti riuscita a infilare 4 giochi consecutivi prendendosi con coraggio tutti i rischi del caso; e obbligando la Errani a un ko doloroso sì, ma solo per l’entità in sé del risultato e non per la prestazione complessiva.
Questo Australian Open infatti ha restituito al tennis femminile una Errani competitiva; e non a caso a soli due punti, per ben due occasioni, da una seconda settimana slam che mancava addirittura dal Roland Garros 2015: praticamente 6 anni.
Può, ovviamente, sorridere anche Hsieh, che grazie al successo finale per 6-4 2-6 7-5 sfata il tabù Errani – 3 sconfitte su 3 in carriera prima di oggi – ed eguaglia quei due ottavi di finale qui a Melbourne – 2008 e 2018 – che corrispondono anche al miglior cammino in uno slam. Per provare a spingersi laddove non è mai arrivata dovrà sconfiggere Marketa Vondrousova, sua prossima avversaria e giustiziere della Cirstea per 6-2 6-4.

Sara Errani è la Regina degli Scacchi del tennis

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