Abbiamo visto il sorteggio, le incognite dei big e le ambizioni degli italiani. Sta per iniziare un'edizione particolare degli Australian Open che non possono prescindere dal momento storico che stiamo vivendo. C’è da dire che negli ultimi vent’anni è successo per quattro volte che ad alzare il trofeo fosse un tennista non fra i primi quattro del mondo: l’ultima volta fu Roger Federer nel 2017 (17), preceduto da Stan Wawrinka nel 2013 (8), Thomas Johansson nel 2002 (16) e Andre Agassi nel 2001 (6, ma campione uscente). Ci sono, però, dei giocatori che più di altri richiamano la nostra attenzione. Oltre ai soliti noti, Djokovic e Nadal, a cui si aggiungono "i nostri" Berrettini e Sinner, o alla sempre chiacchierata Serena Williams, abbiamo scelto dei profili da seguire per motivi diversi.

Nick Kyrgios

Australian Open
Thiem dalla parte di Djokovic, subito Sinner-Shapovalov!
05/02/2021 A 06:36

Kyrgios è da seguire perché è Nick Kyrgios e potremmo fermarci qui.

Kyrgios se ne va (poi torna): "Non gioco più"

"Djokovic è una marionetta". Dopo alcuni mesi tranquilli, Nick Kyrgios ha annunciato il suo ritorno in grande stile lanciando una bomba sui social media sul numero 1 del mondo, che è stato preso di mira per le sue richieste di quarantena a Tennis Australia.

Al di là di un conto perennemente in sospeso con il numero 1 al mondo (e contro il mondo in generale), gli indizi che Kyrgios farà parlare di sè da padrone di casa quale è, li abbiamo avuti in settimana. Indizi inequivocabili...

Kyrgios spacca la racchetta e la lancia fuori dall'impianto

Bianca Andreescu

La canadese ha saltato l'intera stagione 2020 per riprendersi da un infortunio al ginocchio. La sua ultima partita ufficiale è stata alle WTA Finals dell'ottobre 2019, pochi mesi dopo aver vinto il suo primo Slam a New York. Andreescu ha preso ancora tempo saltando il WTA di Melbourne e concentrando ogni energia, mentale e fisica, sugli Australian Open. Ancora numero 8 al mondo (per le regole del ranking "congelato"), la 20enne ha mostrato il meglio nel 2019 vincendo Indian Wells e la Rogers Cup prima del successo agli US Open. Che giocatrice rivedremo a Melbourne? C'è molta curiosità anche se i suoi piani sono stati in parte ostacolati perché il suo coach, Sylvain Bruneau, è risultato positivo al Covid-19 con obbligatoria quarantena di due settimane in una camera d'albergo. Insomma, la prima che vuole togliersi la pressione è lei: "Non abbiate grandi aspettative su di me per questo torneo...".

Bianca Andreescu

Credit Foto Getty Images

Carlos Alcaraz

Lo spagnolo è stato il più giovane nella Top 200 ad aver ottenuto il pass per il major australiano e viene da un 2020 estremamente convincente. Alcaraz, infatti, ha concluso l'anno con un record di 20-3 nei Challenger (con sei finali disputate e tre vittorie finali). Il classe 2003 è un prospetto ancora più precoce di Sinner.

A soli 17 anni ha battuto anche David Goffin, numero 14 del ranking, dopo due settimane di chiusura in hotel senza possibilità di allenarsi. Il belga è rimasto impressionato dalla qualità del gioco dell'enfant prodige: "Mi ha distrutto, non mi ha fatto giocare". Sentiremo parlare spesso di Carlos Alcaraz.

Ashleigh Barty

Prima di questa settimana, era passato quasi un anno dall'ultima volta che la numero 1 del mondo aveva giocato una partita ufficiale. Barty ha offerto la sua miglior prestazione agli Australian Open nel 2020, perdendo in semifinale contro la futura campionessa Sofia Kenin. Ha poi anche raggiunto la semifinale a Doha a febbraio prima di fermarsi a causa della pandemia di Covid-19. Prima del suo ritorno ha ripreso confidenza con Melbourne Park e si è allenata sulla Rod Laver Arena prima che il resto del mondo del tennis raggiungesse la città. Pensa anche di aver apportato alcuni miglioramenti al suo gioco durante la pausa avendo lavorato sulla potenza: "Il tempo prolungato a casa mi ha dato l'opportunità di lavorare su alcune aree del mio gioco. Ho anche avuto il tempo di fare un lavoro sulla forza con il mio allenatore Mark Taylor che mi ha dato una buona base". Basterà?

Barty in conferenza con la nipotina Olivia: "Ho perso la semifinale ma lei rende la vita bella"

Naomi Osaka

Naomi Osaka ha un carattere fuori dal comune. Di recente ha assunto un ruolo decisamente differente: quello di presidente e proprietaria di un club. La campionessa giapponese - l’atleta donna più pagata al mondo nel 2020 secondo Forbes - ha rivelato sui suoi social media di essere diventata la proprietaria della squadra di calcio femminile North Carolina Courage. Insomma, nessuna sfida la spaventa e nemmeno il tabellone davvero tremendo riservatole dall'urna di Melbourne. Il coraggio, tanto per restare in tema, non le manca. Professione: vincente.

Francesca Jones

"Limits like fears are often just an illusion" diceva Michael Jordan. Una frase fatta e finita per molti atleti tra cui Francesca Jones, che ha raggiunto la qualificazione agli Australian Open 2021 vincendo il turno decisivo contro la cinese Lu Jiajing. La britannica, a Dubai (dove si sono svolte le qualificazioni), ha stravinto contro la cinese infliggendole un pesantissimo 6-0, 6-1. Una partita a senso unico che ha regalato alla numero 241 della classifica WTA un posto nello Slam australiano. Francesca è affetta, fin dalla nascita, dalla sindrome da ectrodattilia - displasia ectodermica: una malformazione che la porta ad avere tre dita più il pollice per ciascuna mano, mentre ai piedi ha rispettivamente tre e quattro dita. Le dicevano che non avrebbe mai potuto giocare a tennis. Invece, eccola qui. Non è una favola: è la realtà e comunque vada sarà un successo.

Voglio incoraggiare gli altri a seguire le loro passioni, perché penso che ci siano tanti bambini che sono limitati da ciò che dicono gli altri

Francesca Jones oltre il limite: dal no dei medici a Melbourne

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