1. NADAL SENZA PUBBLICO

Senza pubblico, da Nadal non arrivano grandi spunti. Senza pubblico e senza avversari perché fra Djere, Mmoh e Norrie, allenandomi per un anno a cannone con Brad Gilbert, forse un quindici in 3 set lo vincerei anch'io. Iniezione di fiducia: oggi Norrie ha fatto 4 doppi falli.

2. SABATO ITALIANO 1: BERRETTINI

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13/02/2021 A 08:14
Si può dire che ci siamo un po' annoiati? Si può dire, specie perché poi Berrettini ha vinto e quindi tanti saluti a Khachanov. Match di pochi palpiti e molta sostanza, Matteo chiamatelo pure mastro tie-break: 7-6 (1) 7-6 (5) 7-6 (5). Unico problema che chiude un po' a pezzi e va rimesso in sesto per l'ora Tsitsipas.

3. SABATO ITALIANO 2: FOGNINI

Tutto lo spettacolo mancante al primo match italiano l'ha fornito Fognini, che aveva giusto due cosette da farsi perdonare, ma così davvero troppo buono. Con tutti tranne che con De Minaur, poveretto, ancora lì nei suoi peggiori incubi a rincorrere invano qualche palla. Secondo set da Fabio nel paese delle meraviglie e in più niente, non una parolaccia, nemmeno una sbroccata che per poco non parte, mentre è lì a ricamare tennis, un Canone di Pachelbel.

Fognini è uno spettacolo: la sua vittoria in 200 secondi

4. STELLE E STRISCE + MCDONALD

Hanno vinto tutte le americane: Shelby Rogers, Jessica Pegula, Jennifer Brady. Tutte belle toste in 3 set e agli ottavi insieme alla regina Serena. E c'è anche Mackenzie McDonald che pian piano, batti Cecchinato, batti Coric, batti Harris, è al quarto turno di uno slam.

5. MEDVEDEV È BELLO CATTIVO

C'era una volta Ivan Drago che sbottava nel suo angolo. Oggi Daniil Medvedev l'ha emulato mandando a quel paese ma in francese (per davvero) il suo coach Gilles Cervara. Facendo pure meglio del pugile dei Soviet, visto che dall'altra parte della rete non c'era Rocky IV e nemmeno il serbo più duro del tennis, bensì Krajinovic V. Che all'ultima ripresa, dopo una grande rimonta, s'è preso VI bei ganci finendo giù al tappeto.

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6. THE ROCKY HORROR PLISKOVA SHOW

Spacca le racchette, fa 10 doppi falli e 41 (!) errori gratuiti in 2 set. Karolina Pliskova saluta Melbourne con tutto il peggio del campionario. E la ceca Karolina Muchova ringrazia di sì tanto patriottismo.

Pliskova spacca la racchetta due volte e si becca il warning

7. BARTY E SVITOLINA NON FANNO FERMATE

Due che non abbiamo mai citato e invece vanno come i treni sono Elina Svitolina e Ashleigh Barty. Sono in forma smagliante, non hanno ancora perso un set e navigano in acque calme, lontano dalle tempeste che ci sono nell'altra parte del tabellone. Specie la Barty ripete spesso che il tennis non è la cosa più importante nella sua vita, ha saltato un anno di slam e rieccola, come niente fosse, dalla vetta del ranking mondiale. Molta stima.

8. KYRGIOS FOREVER

Certi temevano e molti altri speravano che questa rubrica finisse con Kyrgios. Nel dubbio, sappiate tutti che Kyrgios da qui mica si schioda. Anzi gioca il doppio con il suo compagno di merende, il grande Kokkinakis, e va beh si beccano un time violation anche prima d'iniziare, si spaccano dalle risate, fanno quelli dell'ultimo banco in conferenza stampa... E vincono pure! Alla faccia del preside buono che gli ha dato la wild card. Perché Kyrgios è di tutti, e se ne va da Melbourne Park impennando col suo booster specchio. Ma domani torna, eccome se torna.

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9. FRASE DEL GIORNO

L'ho letta stamani sul Foglio perché al Foglio ci lavorano giornalisti bravi bravi, tra cui Jack O'Malley. Ecco qua.
Poiché le cose belle sono come gli allenatori del Genoa, non durano, ecco che durante il match tra Djokovic e Fritz si è assistito al più grande trionfo della burocrazia di questi giorni (dopo il governo Draghi, of course): poiché sono stati trovati ben TREDICI positivi al Covid in tutta Melbourne, si è deciso di chiudere gli spalti dell’Open per cinque giorni: il sogno erotico di Crisanti e Ricciardi. L’ordinanza partiva dalla mezzanotte, ed ecco che alle 23.30 tutti gli spettatori presenti sugli spalti della sfida fra il tennista serbo e l’americano sono stati invitati ad andarsene, in tempo per essere a casa entro le 23.59. L’urlo di Nole alla fine del quinto set è stato registrato soltanto da giudici, raccattapalle e telecamere, facendoci ripiombare nell’incubo dello sport ricattato dai lockdown e ammosciato dal legislatore-balia.
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10. TWEENER! NO NIENTE...

Questo, grandi opere di Fognini a parte, del torneo è stato il giorno più povero di contenuti (ma domani giuro che ci sono match pazzeschi) e per arrivare fin qui ce la siam dovuta cavare. Un po' alla Radu Albot che essendo bassino, per fare un tweener come dio comanda deve saltarci sopra. Bravo, così si fa, ci vuole spirito d'adattamento, eh no niente: ha perso uno dei quindici più scazzati ch'io abbia mai visto.

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