Mentre gli Australian Open fanno i conti con una storia di Covid-19 gestita in maniera molto discutibile, si chiude il primo turno di qualificazioni del primo Slam stagionale. Se la prima giornata non era stata propizia per gli italiani con due soli qualificati a fronte di quattro eliminazioni, la seconda non regala grandi gioie. Anzi, il bilancio è di quattro ko e tre vittorie, quelle di Giulia Gatto-Monticone, Elisabetta Cocciaretto e Gian Marco Moroni. Tornano a casa Lorenzi, Viola, Gaio e Martina Di Giuseppe. Martedì via al secondo turno con Giustino contro il croato Gojo, Errani contro la spagnola Garcia-Perez, Cocciaretto contro la belga Benoit e Gatto-Monticone contro la russa Savinykh. Per Moroni ci sarà, invece, la sfida all'olandese Haase.

Lorenzi

Australian Open
Avversario positivo al Covid, perdono entrambi ed è bufera
11/01/2021 A 16:10
Paolo Lorenzi, numero 25 del seeding, era opposto alla wild card australiana John-Patrick Smith. L’australiano la spunta dopo un’ora e 43 minuti di gioco per 7-5 6-1. Nel primo set Lorenzi annulla tre break point consecutivi nel game d’apertura, poi arriva lo scambio di break tra i due giocatori tra sesto e settimo gioco. Si arriva sul filo dell’equilibrio fino al 5-5, poi d’improvviso l’azzurro accusa un passaggio a vuoto, Smith vince otto degli ultimi nove punti e chiude sul 7-5 alla seconda occasione dopo 54 minuti. Molto combattuto, a dispetto del punteggio netto, anche il secondo parziale, in cui Lorenzi ha tre palle break nel primo game ed altre quattro nel terzo. Smith, al contrario, sfrutta le occasioni a sua disposizione sia nel secondo che nel quarto game. Dal 4-0 in poi per l’oceanico è tutto facile fino al 6-1 in 49 minuti che chiude la sfida. Le statistiche indicano come Smith esca vittorioso da un match nel quale vince più punti dell’avversario, 70 contro 54, ma a contare è soprattutto il quattro su sette nel conto delle palle break sfruttate, mentre l’azzurro se ne procura undici, ma ne sfrutta soltanto una.

Sonego, Lorenzi, Travaglia, Gaio, Cecchinato: i colpi migliori degli Azzurri

Viola

Subito fuori l’azzurro Matteo Viola, che era opposto alla testa di serie numero 18, il serbo Nikola Milojevic. Il balcanico la spunta con un duplice 6-4 dopo un’ora e 33 minuti di gioco. Nel primo set Viola, dopo aver ceduto il servizio in apertura, infila quattro game consecutivi, poi nel sesto gioco sciupa ben quattro opportunità per portarsi sul 5-1. Il serbo si salva e la partita gira: l’azzurro perde la battuta nel settimo e nel nono gioco, poi Milojevic serve per il set e chiude sul 6-4 alla prima occasione dopo 50 minuti. Meno ricco di palle break il secondo parziale, in cui Viola però cede la battuta ai vantaggi del terzo game. L’italiano resta aggrappato al match e nell’ottavo gioco si procura tre occasioni per il controbreak, che arriva all’ultima opportunità. Sul 4-4 però per Viola si spegne la luce e Milojevic vince gli ultimi otto punti giocati per il 6-4 in 43 minuti. Le statistiche indicano come Milojevic esca vittorioso da un match nel quale vince più punti dell’avversario, 64 contro 54, ma a contare è soprattutto il cinque su sette nel conto delle palle break sfruttate, mentre l’azzurro se ne procura undici, ma ne sfrutta soltanto tre.

Federico Gaio

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Gaio

Federico Gaio è stato sconfitto pesantemente da Alexandre Muller, numero 208 al mondo, con il risultato di 6-1 6-1 in poco più di un’ora. Non c’è mai stata partita, con Gaio che non è mai riuscito a impensierire il suo avversario. Inizio negativo per Gaio, che concede subito il break nel primo gioco della partita. L’aver smarrito subito la battuta ai vantaggi, unito anche al forte vento che tira su Doha, pare infastidire il nostro portacolori, che sbaglia tantissimo e si ritrova in un amen sotto per 3-0. Il faentino pare potersi sbloccare conquistando per la prima volta il servizio avversario sporcando per la prima volta il suo tabellino, ma è un fuoco di paglia, visto che quando avvia lo scambio non riesce a essere mai incisivo. La palla di Muller viaggia a una velocità diversa e trova altri angoli, vincendo in maniera sbrigativa il primo set per 6-1 in 31 minuti.
Il secondo set inizia nella stessa maniera: Federico Gaio non riesce proprio a crearsi uno spiraglio per poter ferire il francese e il suo servizio non è minimamente in grado di fare il solletico a Muller, che va subito avanti per 2-0. Muller gestisce la partita senza particolari patemi, chiudendola con un doppio 6-1. Il ko di Federico Gaio è tutto nei brutti numeri al servizio: se è già basso il 57% di prime in campo, risulta ancora minore il 44% dei punti vinti con la stessa e il 4/20 con la seconda, oltre a nove palle break concesse. Male anche la risposta, con soli 13 punti vinti su 40 totali.

Moroni

Grande risultato per Gian Marco Moroni che ha sconfitto in tre set (4-6 6-3 6-0) il tedesco Mischa Zverev staccando il pass per il secondo turno. Per il 22enne romano ci sarà ora Robin Haase. Avvio di partita abbastanza complicato per Moroni che al terzo game è costretto ad annullare due palle break (2-1). Scenario che si ripete anche nel settimo con il tedesco che non sfrutta tre possibilità per strappare il servizio al coriaceo azzurro (4-3). Nel nono gioco, però, il numero 229 del mondo si deve arrendere aprendo la strada al 6-4 con il quale Zverev porta a casa il primo set. Nonostante il set perso Moroni riparte con grande grinta e maggiore solidità al servizio. I game seguono pedissequamente l’ordine dei turni di servizio, si arriva così velocemente all'ottavo game. L’azzurro sale sul 15-40, Zverev annulla la prima palla break ma non può nulla sulla seconda (5-3). Il tennista romano è bravo a non far prevalere la pressione e a chiudere 6-3.
Il terzo set è un vero e proprio monologo di Moroni. L’azzurro strappa immediatamente il servizio all’avversario (1-0). Nel terzo game si ripete la stessa scena, con il tedesco che non riesce a reagire (3-0). A questo punto Zverev cala anche a livello psicologico e prende forma il 6-0 con il quale l’italiano vince il match e conquista il secondo turno delle qualificazioni degli Australian Open. Le statistiche mostrano in maniera evidente la supremazia di Moroni che ha servito il 70% di prime in campo ottenendo l’82% dei punti contro il 59% di prime e il 66% di punti dell’avversario. L’azzurro ha messo a segno anche 4 ace mentre Zverev è rimasto a secco.

Giulia Gatto-Monticone

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Gatto-Monticone

Missione compiuta per Giulia Gatto-Monticone, impegnata nel primo turno delle qualificazioni agli Australian Open 2021 a Dubai. L’azzurra (n.167 del mondo) si è imposta nettamente contro la russa Valentina Ivakhnenko (n.251 ATP) con lo score di 6-2 6-3 in 1 ora e 14 minuti di partita. Una prestazione convincente dell’italiana, che ha saputo controllare con autorevolezza il match, concedendo poco alla rivale. Nel prossimo turno Gatto-Monticone dovrà affrontare l’altra russa Valeria Savinykh (n.225 WTA), uscita vittoriosa dal derby con la connazionale Natalia Vikhlyantseva (n.145 del ranking) per 6-2 6-4.
Nel primo set l’avvio della nostra portacolori è decisamente buono: break in apertura e la sensazione di una netta superiorità. Gatto-Monticone ha il controllo del gioco e lo certifica con altri due break nel parziale, ovvero nel terzo e nel quinto game. Avanti 5-0 e servizio, l’azzurra ha un piccolo momento di distrazione, cedendo a zero il proprio turno in battuta. Un piccolo incidente di percorso che non cambia la storia del parziale, favorevole alla tennista del Belpaese (6-2). Per Giulia l’85% dei quindici ottenuti con la prima di servizio e il 54% dei quindici conquistati in risposta contro la prima della rivale.
Nel secondo set l’azzurra è chirurgica, strappando la battuta alla russa nel secondo gioco e mantenendo con agio quel break fino al termine della frazione. Da quel momento, Gatto-Monticone concede appena quattro punti nei turni al servizio successivi e così arriva la chiosa sul 6-3 con l’80% dei punti raccolti con la prima in campo e il 67% con la seconda. Decisamente alta anche la percentuale di quindici ottenuti in risposta contro la seconda dell’avversaria, pari al 60%.

Australian Open: Kerber-Cocciaretto 6-2 6-2, gli highlights

Cocciaretto

Nessun problema per Elisabetta Cocciaretto. La marchigiana, numero 132 dell’attuale ranking WTA, sconfigge con il punteggio di 6-3 6-1 la brasiliana Gabriela Ce e approda in un’ora e 17 minuti al secondo turno, dove sfiderà la belga Marie Benoit (nessun precedente). L’azzurra potrebbe scappare via già nel secondo gioco, ma non riesce a sfruttare le tre palle break a disposizione, mentre la brasiliana riesce a strapparle la battuta nel terzo gioco. Cocciaretto ha più tennis nelle mani, ma solo a tratti riesce a sfruttare questo vantaggio. Lo fa nel momento in cui recupera e poi tenta di prendere il largo, ma sul 4-2, tra un buon dritto di Ce e qualche errore di troppo, non arriva la conferma del break. Questo passaggio a vuoto viene rapidamente colmato con la conquista di otto degli ultimi nove punti, l’ultimo dei quali vale il 6-3 con una bellissima combinazione dritto incrociato verso l’incrocio delle righe-dritto in avanzamento.
Cocciaretto, dopo due giochi iniziali lottati, va via anche nel secondo set continuando ad avere un più ampio margine di iniziativa rispetto a Ce. Nel quarto gioco c’è l’ultimo sussulto da parte della brasiliana, complice anche qualche errore dell’italiana, ma la differenza di livello si ristabilisce subito. Per la marchigiana è il via all’involarsi verso il 5-1. Il primo match point, sul 30-40, non lo sfrutta perché arriva male sulla chiamata a rete, mentre il secondo glielo porta via il nastro sulla risposta di rovescio. La terza chance è quella buona, con una risposta vincente di dritto che va a segno. Impietoso il discorso statistico in particolare quando si parla di differenza di rendimento sui punti vinti con la prima di servizio: per Cocciaretto c’è il 77%, contro il 39% di Ce.

Di Giuseppe

Lotta, ma alla fine deve cedere Martina Di Giuseppe (n.189 WTA). L’azzurra (n.189 del mondo) è stata sconfitta con il punteggio di 6-3 4-6 6-2 dalla russa, testa di serie n.14, Margarita Gasparyan in 2 ore e 1 minuto di partita. Una sfida nella quale, alla lunga, le qualità della russa hanno fatto la differenza, soprattutto in termini di velocità di palla. Nel primo set si inizia all’insegna del break con entrambe le giocatrici che perdono il proprio servizio nel primo e nel secondo game. Lo stesso scenario si ripete nel quinto e nel sesto gioco, ma in questo “scambio di cortesie” sono i colpi in risposta di Gasparyan a creare lo strappo decisivo. Di Giuseppe, infatti, è costretta ad alzare bandiera bianca nei turni in battuta del settimo e del nono game, perdendo la frazione sul 6-3. Il 38% dei punti raccolti con la prima di servizio e il 33% con la seconda stanno a rappresentare tutte le difficoltà dell’italiana.
Nel secondo set l’italiana reagisce e questa volta è lei ad avvantaggiarsi nel gioco dei break dei primi tre game. Avanti 3-1, la sua resa alla battuta è migliore rispetto al parziale precedente (60% di punti vinti con la prima di servizio), dandole anche fiducia in risposta (due palle break nel quinto gioco non sfruttate) e nei momenti critici (una palla break annullata nell’ottavo game). Sul 6-4 Di Giuseppe quindi si aggiudica la frazione. Nel terzo set l’azzurra cala decisamente di intensità e il 3-0 iniziale di Gasparyan è letale per il morale della nostra portacolori. Negli scambi la russa non soffre più come nella frazione precedente e il 6-2, frutto del secondo break, pone fine al confronto, con la russa che chiude con 6 ace, il 63% dei punti vinti con la prima e il 47% dei quindici ottenuti in risposta contro la prima di Di Giuseppe.

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