Due titoli allo US Open. Due titoli all’Australian Open. Naomi Osaka centra il quarto successo su quattro finali slam disputate in carriera, superando nell’ultimo atto del singolare femminile dell’Open d’Australia 2021 l’americana Jennifer Brady col punteggio di 6-4, 6-3.

Una partita anche forse più complicata del previsto, almeno fino al 4-5, 40-15 e servizio Jennifer Brady, che dopo una partenza un po’ a rilento aveva trovato il modo di recuperare il break di svantaggio e giocarsela alla pari con la propria avversaria.

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Un’Osaka che non aveva fin lì fatto vedere sicuramente la sua miglior versione – specialmente al servizio – ma che dal decimo – e sciagurato – ultimo turno di servizio della Brady nel primo set, ha cambiato marcia.

Brady: recupero, pallonetto ed esultanza contro Osaka

Sì perché l’americana si è ‘impiantata’ sul più bello, rendendo vani 40 minuti di finale in cui aveva trovato il modo di rimanere competitiva nonostante lo sfavore del pronostico: e il suo dritto in rete, a punto praticamente chiuso, sul primo set point concesso, è corrisposto anche ai titoli di coda di questa finale.

Da lì Brady ha infatti perso il controllo della partita, permettendo alla Osaka, di contro, di prendere il largo grazie a una situazione di controllo e conseguente maggior relax che ne ha anche sciolto e migliorato il tennis. Il parziale infatti è stato impietoso, con un’Osaka in grado di prendere immediatamente il largo fino al 4-0. E di conseguenza porre così il quarto sigillo slam della carriera su quattro finali giocate, prendendosi lo scalpo anche di Brady dopo quelli di Serena Williams (US Open 18), Petra Kvitova (Aus Open 19) e Victoria Azarenka (US Open 2020).

La giapponese si setta così come prima e serissima avversaria da battere, per chiunque, in futuro, quando si giocherà su questa superficie. Una tendenza che i più attenti probabilmente avevano intuito da tempo, ma che Osaka vincendo 3 degli ultimi 6 slam giocati su questa superficie, ha evidentemente voluto lanciare come un segnale concreto a tutte le proprie avversarie. Per lei, a questo punto, resta solo da scoprire quando – e se – il processo di crescita arriverà anche sulla terra e sull’erba. Nel mentre toccherà prendere appunti alle altre: sul cemento, quando è in forma, la giocatrice ha un nome e un cognome: Naomi Osaka.

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