Il direttore di Tennis Australia Craig Tiley, uomo nel ciclone dopo il caso Djokovic, è tornato a parlare e l’ha fatto ai microfoni dell’emittente australiana ABC TV. Due i punti chiave toccato nell’intervista: l’imminente causa di Djokovic a Tennis Australia, notizia chiacchierata da più media in questi giorni; e la possibilità che il serbo torni il prossimo anno per giocare il torneo.
Dal punto di vista delle azioni legali intraprese da Djokovic, ovvero alla domanda se il serbo farà causa o meno, Tiley esprime un “no”, a cui poi aggiunge una buona dose di ‘politichese’: “Ci saranno molti rapporti su cose diverse, ma siamo in una posizione in cui siamo concentrati sulla realizzazione di un evento in questo momento e continueremo a offrire un grande evento”, sviando l’attenzione sul torneo in corso ma al tempo stesso negando dunque la possibilità di una causa di Djokovic al governo di Victoria e tennis Australia; un'azion legale stimata da alcuni in più di 2 milioni di dollari.

Craig Tiley e Novak Djokovic

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Il punto della questione resta molto semplice e giova ricordavo. Tennis Australia e un pannello di esperti medici collegati al governo dello stato di Victoria avevano concesso a Djokovic un'esenzione per partecipare al torneo (nonostante non fosse stato vaccinato contro Covid) sulla base del fatto che era recentemente guarito dal virus. Tuttavia, il governo federale (quindi dell’Australia, superiore in termine legislativo alle leggi dei singoli stati australiani) non si è trovato d'accordo con questa soluzione; e alla frontiera hanno annullato il visto di Djokovic dopo il suo arrivo all'aeroporto di Melbourne lo scorso 5 gennaio. Da lì la nascita dell’infinita vicenda fino all’annullamento del visto direttamente da parte del Ministro dell’Immigrazione australiano Alex Hawke. Un annullamento che automaticamente, per legge australiana, porta con se anche un ban per i successivi 3 anni a richiesta d’ingresso nel Paese.
E qui arriva l’altra domanda a cui è stato sottoposto Tiley, ovvero la possibilità che Djokovic rientri in Australia già nel 2023 per giocare il torneo. Alla questione diretta Tiley ha risposto con un secco “”. A cui poi ha aggiunto: “Ovviamente questa sarà la sua intenzione. Alla fine è il giocatore numero 1 al mondo e adora gli Australian Open”.
Vedremo se cambieranno le cose. Ma soprattutto vedremo se a Djokovic verrà concessa un nuovo via libera. Una scappatoia al ban di 3 anni dopo la cancellazione del visto in effetti esiste. L’ingresso è consentito infatti a chi è ritenuto essere “chiaro interesse nazionale”. Lo sarà il n°1 del mondo? Quali saranno le politiche sui vaccini? Lo scopriremo tra meno di un anno. Nel mentre Tiley prova ad ammorbidire i toni e strizzare un occhio a Djokovic. Forse, per evitare guai giuridici. Anche in questo caso saranno solo i prossimi mesi a chiarire la questione.

Il caso Djokovic, le colpe di Craig Tiley

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