Rafael Nadal questa volta si schiera dalla parte di Novak Djokovic. A margine della sua vittoria all'ATP d Melbourne, il maiorchino è stato intercettato da Onda Cero ed è stato interpellato sulla sentenza che di fatto ha liberato Novak Djokovic.

"Sostenitore della giustizia"

E Rafa, questa volta, dà il suo appoggio al rivale: "Mi sembra perfetto. Alla fine è tutto corretto, nulla di più. La giustizia è quella che deve parlare in questo caso e io sono sempre un difensore della giustizia, in tutte le cause. Alla fine è stato montato un circo attrno a molte storie, però al di là del fatto che io posa essere o no d'accordo con alcune cose che riguardano Djokovic, senza alcun dubbio la giustizia ha parlato e ha stabilito che (Djokovic ndr) ha il diritto di partecipare agli Australian Open. Realmente è la cosa più giusta la questione si è risolta".
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"Che ci sia è un bene per il tennis"

Ovviamente la prospettiva di giocare a Melbourne con Djokovic presente è diversa: "A livello personale preferisco molto di più che non giochi (e ride)! Alla fine si tratta di sport, si muovono molti interessi attorno allo sport, a livello generale, economico, pubblicitario, e in questo senso è sempre un vantaggio quando i migliori possono competere. Genera più interesse e parlando egoisticamente per il nostro sport è molto meglio che i migliori del mondo siano in campo anziché da qualsiasi altra parte".

Djokovic: eroe o furfante?

Gli viene chiesto poi un parere più personale su Djokovic e sul fatto che sia un eroe o un furfante: "A volte penso che i social network abbiano radicalizzato il mondo che ci sia carta bianca per esprimersi e dire molte cose che non si direbbero in faccia alla gente. Non penso che sia né l'uno, né l'altro. Ognuno deve essere libero di poter prendere le proprie decisioni, però ogni decisione comporta delle conseguenze. come ho già detto altre volte, ne so di tennis, di altre cose meno e cerco di ascoltare e obbedire a quelli che ne sanno di quella determinata materia.Tutte le istituzioni più importanti del mondo, i governi, dicono che il vaccino è il cammino per fermare questa pandemia e il disastro che stiamo vivendo, io cerco di seguire ciò che mi dicono. Non mi sento né più, né meno intelligente nel farlo, cerco solo di seguire ciò che dice la gente che ne sa più di me. Il dibattito che si genera attorno è un circo. Però una cosa chiara c'è: per quanto si generi una disputa, ci sono milioni di morti nel mondo per colpa di un virus. Questa è la realtà".

Nadal: "Djokovic deve accettare le conseguenze delle sue decisioni"

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