Le mutazioni del coronavirus viaggiano veloci e con loro si sviluppano altrettanto velocemente le contromisure dei vari governi per contrastare la pandemia. Così Novak Djokovic, benché si sia sempre schierato dalla parte della libertà di scelta e abbia deciso di non vaccinarsi contro il covid, pur non dichiarandosi no-vax, avrà delle nuove gatte da pelare.
La torbida questione degli Australian Open, infatti, (in cui ricordiamo che tutti hanno sbagliato e tutti ci hanno rimesso) ha scoperchiato un vaso di pandora che rischia di mettere ancora i bastoni tra le ruote al numero 1 del mondo, che al momento non è vaccinato e risulta guarito dal virus contratto il 16 dicembre scorso. Ci sono infatti altri tornei importanti che, se il serbo continuasse a mantenere questa linea (e che avrebbe anche una certa coerenza, glielo riconosciamo), non potrebbe disputare: in dubbio ci sono al momento, in ordine cronologico, gli Internazionali d'Italia e il Roland Garros.
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Roma, parla Palmieri: "Non faremo eccezioni"

Intervenuto alla trasmissione radiofonica del lunedì mattina Radio Anch'io Sport, il direttore degli Internazionali d'Italia Sergio Palmieri spiegato qual è la posizione del torneo nei confronti di Djokovic:
Se parteciperà agli Internazionali dipende da lui, se si iscrive noi staremo alle regole. Se arrivano giocatori in regola non avremo nessun problema e nessun motivo per non accettarlo.
Le regole in Italia, attualmente, prevedono che possano partecipare agli eventi sportivi solo le persone in possesso di green pass rafforzato e quindi Djokovic sarebbe a posto. Il torneo infatti è a inizio maggio, quindi lui sarebbe nel range dei sei mesi di validità del certificato di guarigione e avrebbe diritto a entrare in Italia e giocare. La politica italiana, però, sta andando sempre più verso l'obbligo vaccinale globale, che potrebbe precludere quindi la partecipazione al Masters 1000 italiano al serbo.
Palmieri prosegue: "E' un personaggio controverso che prende delle posizioni rischiando in prima persona. Il fatto che non è un esempio per i giovani che si avvicinano a questo sport è assolutamente vero, non ha raggiunto in questo Federer e Nadal. Con lui ho un rapporto di lunga data, è una persona diversa da quello che può sembrare. Ha un carattere molto forte, io gli avrei consigliato di guardare non all'immediato ma al suo futuro. Ha un carattere fortissimo, supererà anche questo ostacolo".

Roland Garros, cambiano le regole in Francia

Anche in Francia, però, le regole stanno cambiando e il Roland Garros rischia di poter diventare un problema perché non c'è più l'iniziale apertura ai non vaccinati che era stata dichiarata una decina di giorni fa dal Ministro dello Sport transalpino. La stessa Roxana Maracineanu, infatti, ha annunciato l'introduzione del certificato vaccinale per gli eventi sportivi:
La tessera vaccinale è stata adottata. Non appena la legge sarà promulgata, diventerà obbligatoria per l'ingresso negli edifici pubblici già soggetti al pass sanitario (stadio, teatro o lounge) e sarà valida per tutti, spettatori, atleti, professionisti e non, francesi e stranieri. Grazie al movimento sportivo per il lavoro di convincimento verso gli ultimi, pochi non vaccinati. Lavoreremo insieme per preservare le competizioni e per essere gli ambasciatori di queste misure a livello internazionale.
C'è di più. Le agenzie francesi spiegano infatti che si parla solo di sportivi vaccinati e non si fa menzione a quelli guariti. La bolla sanitaria di cui aveva in precedenza parlato il Ministro potrebbe quindi non esistere più, facendo quindi decadere le regole che erano state inizialmente pensate. La decisione, arrivata a stretto giro di posta dopo la questione di cui abbiamo già parlato, sembra comunque canalizzare le intenzioni del Governo francese in direzione di misure anche più restrittive delle noste e in questo caso Djokovic dovrebbe saltare anche lo slam parigino.

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