C’era chi, dopo i due passi falsi nel singolare di ATP Cup, lo aveva dato per smarrito. C’era chi, al contrario, dopo alcune martellate rifilate a Medvedev e co. nel medesimo torneo d’apertura stagionale, ne aveva decretato il pieno recupero. Al primo appuntamento dello Slam di Melbourne, Matteo Berrettini ha confermato di trovarsi esattamente alla metà di questi poli opposti. L’allievo di Santopadre si è imposto 4-6 6-2 7-6 6-3 sull’ostico Brandon Nakashima, numero 68 del ranking, non senza fatica.
Un avversario decisamente in forma (ricordiamo i due recenti exploit alle Next Gen ATP Finals milanesi, dove si fermò in semifinale, e la vittoria contro Fognini a Sydney), che ha cercato di corrodere sin da subito i margini di lucidità fisica dell’azzurro. Di certo, dopo il drammatico forfait alle Finals torinesi ed il conseguente periodo di convalescenza, il tennista romano non si aspettava di dominare un avversario giovane, pimpante e dannatamente metodico. Ma dopo 3 ore e 10 minuti di battaglia, il cemento della Margaret Court Arena ha premiato i suoi sacrifici.

Berrettini, che sassata! Nakashima può solo guardare

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Specialmente nel primo set, i colpi di Nakashima scalfiscono la guardia di Berrettini con rapidità e profondità struggenti. Matteo prova a pizzicare l’americano con dei servizi al corpo e qualche ace (6 nel 1° parziale), ma il suo dritto si rivela alquanto scorbutico. Nakashima concede un solo punto nei primi 3 giochi, e costringe il tennista romano ad annullare due palle break sia al quarto che all’ottavo game. Il sorpasso si materializza al decimo atto, quando Nakashima impone un demoralizzante parziale di 40-0, rubando il servizio alla prima occasione buona.
La prima scintilla da parte di Berrettini si fa attendere fino al secondo set: qui Matteo ruba subito il servizio a Nakashima, che cala vistosamente con la prima di servizio. L’allievo di Santopadre può quindi sfruttare la nuova spinta del primo break per condurre in porto il secondo set (6-2). Zero rischi, zero pressioni apportate dall’americano, che comincia a soffrire la maggiore incisività di Matteo nella costruzione del punto.

Berrettini suona la carica: la palla bacia la riga e spiazza Nakashima

I due si incontrano a metà strada nel 3° set, di gran lunga il più combattuto: dopo essere rientrato da un medical timeout per dei dolori allo stomaco, Berrettini riesce a salvare due set point al decimo gioco. A Nakashima trema il polso sul più bello, e Matteo ne approfitta per prolungare il 3° set al tiebreak. Lì, il romano imprime un parziale di 5-0 ai danni dell’americano, che pur accennando a una rimonta non riesce a scongiurare il 7-5 finale.
Sempre più fiaccato da un dolore lancinante all’addome, Berrettini riesce ad operare il definitivo sorpasso al sesto gioco del 4° set. Il romano gioca d'astuzia e strappa un break pesantissimo. Nakashima segue a ruota fino al 40-30, poi cede alla trappola dell'azzurro. Anche la resistenza di Nakashima è commovente: l’americano annulla tre matchpoint sul 5-2, poi si inchina al servizio di Matteo.
Un turno più agevole attende Berrettini: l’azzurro se la vedrà con Stefan Kozlov.

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