E pensare che tutto ciò non sarebbe mai successo se Novak Djokovic, detentore di 20 trofei Slam e icona globale del tennis, avesse accettato di aderire alle regole imposte dagli organizzatori dell'Australian Open mesi fa. Eppure eccoci qui, all'11° giorno di una saga mediatica logorante - per Djokovic e soprattutto per l'immagine del tennis.
Questa mattina il Ministro dell'Immigrazione Alex Hawke ha cancellato il visto del serbo "nel bene dell'interesse pubblico", ma un'udienza d'emergenza tenutasi poche ore dopo ha permesso al serbo di prolungare il suo soggiorno in Australia.
Gli avvocati di Djokovic infatti, hanno ottenuto il rinvio della sua espulsione dal suolo australiano, in attesa dell'udienza decisiva che si terrà domenica. Tra detenzione, campo e rigurgito mediatico, la situazione per Nole è più che mai precaria.
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In caso di ritiro, il singolare maschile dello Slam australiano si disputerebbe senza alcun campione delle precedenti 12 edizioni (Nadal sarebbe l'unico partecipante ad aver vinto il torneo precedentemente, nel lontano 2009). Andiamo a delineare gli senari che attendono Novak Djokovic nelle prossime ore. Tante incognite gravano sulle spalle del tennista numero 1 al mondo. Ma procediamo con ordine.

1. L'udienza di domenica

L'udienza che deciderà il futuro sportivo - e non solo - di Novak Djokovic si terrà domenica. La mediazione degli avvocati del serbo ha permesso di conquistare quel sottile margine di tempo che permetterebbe a Nole di presentarsi in campo lunedì in caso di dietrofront del governo. Intanto, l'Australian Open non concede favori al serbo. La parte alta del tabellone - quella in cui è inserito Nole - esordirà lunedì. Dunque, per lui, 24 ore in meno per arrivare a una soluzione definitiva.

2. La detenzione

A partire dalle 8.00 della mattinata australiana di sabato (ore 22 nostre di venerdì sera), Djokovic dovrà presentarsi a un interrogatorio con i funzionari dell'immigrazione. Ciò significa che Djokovic andrà in contro alla detenzione, ma non è stato precisato il luogo di quest'ultima. Inutile dire che una detenzione a pochi giri d'orologio dall'esordio in uno Slam influenzerebbe non poco la prestazione del serbo. Dopo tutto, il processo di incarcerazione potrebbe trasformarsi in un'ennesima rassegna pubblica di immagini e dettagli, ciò che l'avvocato Wood ha definito "circo mediatico" proprio questa mattina in udienza.

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3. Possibile ban di 3 anni

Tale eventualità era implicita nella decisione del Ministro Hawke questa mattina. Qualora il governo decidesse di confermare il proprio provvedimento e di andare seriamente a fondo, ciò comporterebbe un blocco di visto per i prossimi 3 anni. Djokovic non potrebbe superare i gate australiani per 3 anni, e ciò porrebbe un segno indelebile sulla sua carriera. Il serbo non potrebbe partecipare ai prossimi 3 Australian Open, e il sogno Golden Slam si accartoccerebbe quasi irrimediabilmente davanti ai suoi occhi.

4. Il ruolo della Serbia

Da tenere in considerazione anche il ruolo istituzionale della Serbia. Il primo ministro Ana Brnabic è in contatto col premier australiano Scott Morrison, ma difficilmente il tentativo di mediazione serbo potrà influenzare il verdetto finale. Piuttosto, la rivelazione dei documenti passati per le mani di giudici ed avvocati in queste settimane ha messo a nudo l'attività di Djokovic negli ultimi mesi. Da un caso di positività registrato il 16 dicembre, ad apparizioni pubbliche da positivo, alla falsificazione dei documenti d'ingresso in Australia. Questi viaggi e gli eventi pubblici a cui Djokovic ha presenziato, costituiscono un'infrazione del codice sanitario nazionale. La pena massima sarebbe 3 anni di carcere, ma nel caso di Djokovic è probabile solamente una multa.
Ad ogni modo, il governo serbo è riuscito a mettere in scena una doppia - e conveniente - maschera: da un lato, Brnabic ha insistito sulla necessità del vaccino, dall'altra ha dichiarato l'appoggio a Djokovic. "In caso di violazioni, Djokovic dovrebbe rispondere alle relative autorità e al personale medico che si trova a capo dell'implementazione di tali regolamenti. Stiamo dalla parte di Novak... ma allo stesso tempo dico che per il Paese la vaccinazione è fondamentale", ha dichiarato Brnabic alla BBC.

5. Il tabellone AO senza Djokovic

In caso di esito favorevole questa domenica, Djokovic scenderebbe in campo 24 ore dopo contro il connazionale Kecmanovic. In caso di esito avverso invece, sono possibili due scenari. Tutto dipende dalla pubblicazione dell'order of play, prevista anch'essa di domenica. Qualora il ritiro di Djokovic venisse ufficializzato prima della pubblicazione dell'order of play (il che è poco probabile a questo punto), si procederebbe come da regolamento: "Se il ritiro è tra le teste di serie da 1 a 4, la 5a testa di serie viene spostata nella posizione vacante, la 5a posizione sarà occupata dalla 17a testa di serie e la 17a posizione sarà occupata dal giocatore successivo con il punteggio più alto idoneo per essere testa di serie". Traduzione: Rublev (testa di serie n. 5), sostituirebbe lo slot di Djokovic e affronterebbe Kecmanovic al suo posto; di conseguenza, Monfils (n. 17) rimpiazzerebbe lo slot di Rublev, e Bublik (il primo degli esclusi dalla lista delle teste di serie), rientrerebbe al posto di Monfils; un ulteriore lucky loser infine, prenderebbe il posto di Bublik.
Il secondo scenario invece, quello più probabile, prevede il ritiro di Djokovic dopo la pubblicazione dell'order of play. In quel caso, per ragioni di tempo, si provvederebbe a sostituire direttamente la piazza occupata da Djokovic con un nuovo lucky loser (uno tra Caruso e Dzumhur), lasciando inalterato il resto del tabellone. Berrettini, a quel punto, diventerebbe la principale testa di serie nel primo quarto di tabellone.

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