Vento in poppa per l’arrembaggio al trono di Sua Maestà. Daniil Medvedev apre la sua corsa aurea con una schiacciante vittoria 6-1 6-4 7-6 sullo svizzero Laaksonen, e lancia un forte segnale a Zverev e colleghi: indipendentemente dal ritiro di Djokovic, è sempre stato lui l’uomo da battere. E le stoccate con cui il russo ha piegato la docile difesa dello svizzero, testimoniano la voracità interiorizzata da Daniil in queste settimane di polemica. Una vittoria in finale, del resto, significherebbe scardinare Djokovic dalla prima posizione del ranking ATP.
La partita del numero 2 al mondo si apre con un sussulto inatteso: Laaksonen ruba il servizio al primo game e mostra i muscoli. Immediata però la risposta di Medvedev, che nel turno successivo serve il controbreak a zero, dando uno strattone psicologico al match e all’avversario. Da lì, il russo comincia a muoversi come una macchina oliata alla perfezione: la solita perizia nella costruzione del punto e nel far spostare un contratto Laaksonen gli valgono 8 dei 9 punti successivi al break subito. Lo svizzero prova a governare lo scambio a tratti, ma il nastro gli sputa indietro i tentativi più ambiziosi. Medvedev completa il sorpasso al quarto e al sesto game, sigillando un primo set a senso unico sul 6-1.
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Nel secondo set Medvedev alza ulteriormente il livello d’attenzione, costringendo Laaksonen ad improvvisare. La stoccata decisiva arriva al 5° game, quando il russo limita lo svizzero a un solo punto. Ribadito il vantaggio, Medvedev attiva il pilota automatico, calibrando con prudenza la miscela di vincenti e non forzati (8 e 9 nel secondo set): il parziale si chiude sul 6-4 in suo favore. Forte del doppio vantaggio, Medvedev proesgue in scioltezza: i suoi turni a battuta diventano semplici e banali, con Laaksonen che fatica ad insidiare il servizio del russo.
Lo svizzero sfoggia comunque sprazzi di grande personalità, come nel caso del terzo game, quando rimonta un passivo di 0-30 confermando il servizio. Medvedev a sua volta, risolve con la solita prima acuminata il nodo del decimo game, che lo svizzero aveva spinto fino al 30-30. Alla fine è il tiebreak a regalare la gioia in tre set al russo: il numero 2 del ranking vince la battaglia dei minibreak 4 a 2, e prenota il secondo turno contro il vincente tra Kyrgios e Broady.

Cressy-Isner show, forfait Ruud

Nella parte bassa del tabellone si sono mossi altri big: a partire da Diego Schwartzman, che in un braccio di ferro più sudato del previsto contro il serbo Krajinovic prenota il secondo turno contro l’australiano O’Connell: nel primo parziale Schwartzman ruba i primi due servizi all’avversario, spianando la strada per il 6-3 finale.
Nel secondo set succede di tutto a partire dall'ottavo game. Break Schwartzman, controbreak Krajinovic e nuovo break Schwartzman per sigillare sul 6-4. Anche il terzo parziale è una giostra di regali reciproci: Krajinovic risponde con due controbreak alle accelerazioni dell’argentino, che tuttavia sferra la zampata fatidica al dodicesimo game, inchiodando il risultato finale sul 6-3 6-4 7-5 in suo favore.
Niente da fare invece per Casper Ruud: il norvegese, fresco di comparsa alle ATP Finals torinesi, è stato costretto a dare forfait per una distorsione alla caviglia. Il tabellone del torneo perde dunque la sua testa di serie numero 8. Ruud avrebbe potuto affrontare Sinner agli ottavi di finale. Safiullin prenderà il suo posto.
Sugli altri campi, da registrare il successo sudato di Grigor Dimitrov: il bulgaro strappa il pass per il secondo turno grazie a un successo in 4 set sul ceco Lehecka 6-4 4-6 6-3 7-5.
Continua il gennaio paranormale di Maxime Cressy: il numero 70 del ranking ATP sorprende il numero 25 John Isner nel derby americano dei big server. Una battaglia durata 4 ore e 15 minuti, di certo la più pirotecnica di queste prime due giornate australiane, poichè contrassegnata da ben tre tiebreak e dall'irriducibile forza di volontà di Isner, che sotto 2 set a 0 risale la china fino al 2-2, salvo poi concedere l'ultimo set al connazionale. 7-6 7-5 6-7 6-7 6-4 il punteggio che spinge Cressy al secondo turno.

Murray eroico, sua la maratona con Basilashvili

Vittoria da sogno per Andy Murray che supera Nikoloz Basilashvili all’esordio dopo una battaglia di quasi quattro ore. Per la seconda volta in pochi giorni (dopo l'Atp di Sidney), l’ex numero uno al mondo sconfigge il georgiano e lo fa con una maratona al quinto set. 6-1 3-6 6-4 6-7(5) 6-4 lo score finale che permette allo scozzese di eliminare la 21ª testa di serie e approdare al secondo turno dove trova Taro Daniel. Successo reso ancora più eroico dal fatto che il 34enne di Glasgow è scivolato 1-4 nel parziale decisivo per poi piazzare una striscia di 5 giochi consecutivi e chiudere il match. Sulla carta il tabellone offre una sfida generazionale al terzo turno contro il nostro Jannik Sinner. Nel frattempo Murray si gode il ritorno virtuale in Top 100. Per blindare il traguardo servirà almeno ancora una vittoria.

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Tsitsipas va veloce sul centrale

Stefanos Tsitsipas chiude la Rod Laver Arena misurando un buon Mikael Ymer in poco più di 2 ore e facendo pesare la sua cilindarata superiore: finisce 6-2 6-4 6-3 contro il connazionale svedese. Un'iniezione di fiducia per il numero 4 del tabellone che a Melbourne ha già saputo cogliere due semifinali, battendo Federer, prima d'addentrarsi nella stagione rossa.

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