Il n.1 del mondo Novak Djokovic è tornato a parlare e le sue dichiarazioni fanno molto rumore. Intervistato in esclusiva dalla BBC, Nole a chiarito la propria posizione sui vaccini contro il Covid. Nel caso specifico, il campione di Belgrado si è detto disposto a rinunciare ai tornei anche del Grande Slam se fosse confermato l’obbligo vaccinale.
Come è noto, il serbo è stato al centro di un vero e proprio caso in Australia in merito alla cancellazione del proprio visto. Djokovic aveva dichiarato di aver ottenuto un’esenzione medica per entrare nel territorio australiano e disputare gli Australian Open, non essendo appunto vaccinato, e la motivazione era la recente positività al Covid. Il ministro dell’immigrazione del Paese, Alex Hawke sulla base del fatto che la sua presenza avrebbe potuto avere ripercussioni sull'ordine pubblico e incoraggiare sentimenti anti-vaccino, aveva imposto al campione di lasciare l’Australia. Ai microfoni della BBC (che nella notte italiana ha pubblicato l'intervista intregrale), Djokovic ha anche fatto pubblica ammenda per l’intervista rilasciata a L’Équipe sapendo di essere positivo al Covid:
Vorrei tornare indietro nel tempo per non fare quelle’enorme errore. In primo luogo poiché rispetto L’Équipe come uno dei migliori media sportivi al mondo. E il giornalista Franck Ramella lo conosco da tempo, e ho sempre avuto ottimi rapporti con lui, non lo volevo tradire. Dovevo essere più prudente? Dovevo avvertirlo? Assolutamente“.
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Sul primo contatto con Australia

"E' stato molto, molto difficile. Mentre ero ancora in aeroporto, non ho potuto usare il mio telefono per tre, quattro ore. Ero perso, davvero, non sapevo cosa stesse succedendo. Inizialmente non ho potuto mettermi in contatto con la mia famiglia".

Sugli allenamenti nei giorni successivi

"Non erano giorni di allenamento normali in preparazione ad uno Slam. Avevo elicotteri che volavano sopra ogni singola sessione che avevo alla Rod Laver Arena, telecamere dappertutto. Inoltre, ho sentito quell'energia e quegli sguardi dei miei colleghi e delle persone che erano nell'impianto... che mi ha fatto davvero molto male. So che avevano una percezione basata su ciò che stavano vedendo dai resoconti dei media. In quel momento volevo davvero parlare con tutti e dare la mia versione dei fatti".
Un Djokovic che dovrebbe tornare a giocare dal 21 febbraio a Dubai, ma sul resto della programmazione c’è un grande punto di domanda. Non resta che attendere gli sviluppi dell’emergenza sanitaria a livello internazionale.

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