Matteo Berrettini è pronto per una nuova sfida. Il romano (n.10 del mondo), reduce dalla vittoria nell’ATP di Belgrado, va in cerca di conferme nel Masters1000 di Madrid (Spagna). L’azzurro, testa di serie n.8, prenderà il via dal 2° turno e potrebbe esserci l’incrocio con Fabio Fognini in un derby affascinante tra due giocatori che si conoscono molto bene, protagonisti nell’ultima ATP Cup andata in scena in Australia.
Matteo, comunque, ha grandi motivazioni perché, dopo i due mesi di stop a causa dell’infortunio agli addominali, sembra che il filo del discorso sia stato ritrovato. La vittoria finale sul rosso serbo contro il forte russo Aslan Karatsev (a segno contro Novak Djokovic in semifinale) è un segnale che la forma è in crescendo e su questa superficie è un aspetto importante. A Madrid le chance per far bene sono molte essendo la terra madrilena particolarmente rapida e quindi adatta al tennis del nostro portacolori.
Un gioco di grandi accelerazioni, ma anche di tante variazioni quella del top-10. In questo percorso, non sono mancati gli allenamenti con un altro giocatore che come lui risiede a Montecarlo e tante soddisfazioni sta regalando all’Italia del tennis. Il riferimento a Jannik Sinner. I due, infatti, hanno avuto modo di confrontarsi in preparazione nel Principato e lo stesso si è ripetuto a Madrid, testando i campi del “1000” spagnolo.
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L’ultima volta abbiamo fatto un set pari. Nel senso che il primo giorno ho vinto io, il giorno dopo lui. Quindi pari”, ha dichiarato Berrettini un’intervista concessa a SuperTennis, sottolineando poi: “Il mio tennis è più basato sul servizio e sulle variazioni: uso di più lo slice, la palla corta. Lui è più una ‘macchina’. Mi verrebbe da dire ‘monocorde’ ma non è la definizione giusta. Diciamo che Jannik gioca un po’ più alla Djokovic, ma è più aggressivo di Nole, cerca di fare più gioco. Secondo me il suo colpo migliore è il rovescio, si muove molto bene e cerca di essere molto aggressivo anche quando sono gli altri che cercano di spingere. Siamo due giocatori diversi ma facciamo entrambi dell’aggressività la nostra caratteristica principale”.
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