Bara risponde a Panatta

[24/09/03] - Corrado Barazzutti risponde sul sito della Federtennis alle accuse di Adriano Panatta. Il capitano di Davis si è definito “molto dispiaciuto nel leggere le dichiarazioni di Panata”.

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[24/09/03] - Corrado Barazzutti risponde sul sito della Federtennis alle accuse di Adriano Panatta. Il capitano di Davis si è definito “molto dispiaciuto nel leggere le dichiarazioni di Panata”.
Ecco il testo integrale delle dichiarazioni di Barazzutti:
Sono rimasto molto dispiaciuto nel leggere le dichiarazioni di Adriano Panatta dopo la sconfitta della squadra azzurra in Coppa Davis. D´altronde posso capire l´acredine che c’è dentro di lui. Essere allontanati dalla Federazione Tennis, sollevato dall´incarico di Direttore degli Internazionali d´Italia, non fa piacere. Con l´aggiunta poi dell´inibizione a ricoprire qualsiasi carica sportiva nel mondo federale: una sentenza senza precedenti della Corte Federale . E´ Panatta il primo ex atleta nella storia a venire inibito per frode sportiva (fino a prova contraria) da una Federazione. Viene "inibito" da una Federazione, dice lui, completamente allo sfascio, con un presidente e un capitano che dopo questo incontro "dovrebbero dimettersi e nascondersi per un anno intero". Certo ad Adriano la faccia tosta non è mai mancata. Questa Federazione della quale lui parla gli ha dato stipendi generosi per più di vent´anni, per la precisione da quando smise di giocare fino a Settembre dello scorso anno. E in questo lungo periodo Adriano ha ricoperto tutti i possibili incarichi tecnici. Bene o male non lo so. Ma certo, dire che siamo allo sfascio per colpa di Binaghi, di questo Consiglio Federale e del sottoscritto, che da soli tre anni fa il capitano con una squadra già in serie B, fa un po’ ridere. Non credo che siano stati gli ultimi due anni e mezzo a portare il tennis maschile italiano in questa situazione. Adriano dovrebbe sapere meglio di tutti noi le cause, e dircele, visto che è stato proprio lui, per tanti anni, a occuparsi, in un modo o nell’altro,del Settore Tecnico.
Detto questo non mi andrò a nascondere per un anno intero, anche perché so di aver affrontato un incontro di Coppa Davis difficile, dove sapevamo tutti - compreso il sig. Panatta, che si poteva perdere. Ma forse lui non aspettava altro... Perché lo Zimbawe in casa sua è una squadra difficile da affrontare. Non mi andrò a nascondere perché ho avuto il coraggio di fare il capitano in un incontro difficile. La mia coscienza di uomo è in ordine e, come professionista, ritengo di aver fatto al meglio il mio lavoro. I giocatori potevano, è vero, forse fare di più. Ma Panatta, che è stato un grande professionista, lo sa che qualche volta la pressione, l´emozione di un incontro delicato, può fare brutti scherzi. Mi pare di ricordare che in Davis è capitato anche a lui più di una volta: nel 75 a Parigi contro il modestissimo Dominguez, nel 78 in Ungheria con il "cameriere" Szoke, entrambi giocatori certamente più scarsi di Black. Lo sport è così. Ritengo comunque giusto che gli appassionati di tennis siano severi con noi e sono enormemente dispiaciuto per tutto il movimento tennistico italiano. E come me sono dispiaciuti i giocatori e la Federazione. Ma trovo inaccettabile che un compagno di squadra, un grande campione, strumentalizzi a suo uso personale - candidandosi presidente della FIT e dipingendosi come salvatore della Patria - una sconfitta, pesante sì e sulla quale bisogna riflettere e provvedere, ma che ha sicuramente ferito più noi di lui. Chi sarà il futuro capitano di Davis? Non spetta a me deciderlo. E´ compito del Consiglio Federale e del Presidente Binaghi. Ma intanto lasciatemi fare un ultimo inciso: Caro Adriano, io non ho nulla di cui vergognarmi... Tu non lo so.
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