Missione compiuta. Favoriti della vigilia come squadra dal potenziale più alto e meglio assortita; nonché padroni di casa e in qualche modo fortemente connessi agli inventori della nuova formula, la Spagna vince la Coppa Davis 2019. La prima nella nuova formula del torneo lungo una settimana con due partite giocate al meglio dei 3 set più l’eventuale doppio (a partire dai quarti di finale).

Mattatore, tanto per cambiare, Rafael Nadal. Il maiorchino ha suggellato un 2019 da autentico fenomeno regalando a capitan Sergi Bruguera la perfezione totale: ha vinto ogni partita in cui è sceso in campo, fossero queste in singolare o doppio.

ATP, Colonia
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IERI A 13:48

Rafael Nadal - finale di Coppa Davis 2019

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Non ha fatto eccezione, naturalmente, la giornata decisiva. E non sarebbe potuto essere altrimenti. Nadal infatti per una volta non era chiamato a dover entrare in campo con il peso di ‘salvare’ la situazione, ma semplicemente di ‘vincere per poter poi esultare’. Merito di tutto ciò anche a Roberto Bautista-Agut, che nel primo singolare ha piegato la resistenza di Felix Auger-Alisssime.

Un incrocio davvero particolare quello della prima partita. Bautista-Agut infatti giusto un paio di giorni fa aveva lasciato i suoi compagni a causa del lutto in famiglia legato alla scomparsa del padre. Rientrato oggi per la finale, Sergi Bruguera lo ha buttato in campo azzeccando la mossa e sfruttando anche la spinta emotiva della situazione. Cosa che non ha fatto la panchina del Canada, dove al posto dello scatenato Pospisil (il canadese aveva vinto tutte le partite giocate ad eccezione del singolare con Rublev) il capitano Frank Dancevic ha optato per il maggior talento – seppur non al meglio – di Auger Felix-Aliassime. Una mossa che non ha pagato: Bautista-Agut si è imposto piuttosto nettamente, un 7-6, 6-3 in cui lo spagnolo non ha mai dato la sensazione di poterla perdere questa partita.

E così, Nadal, con Shapovalov, non ha potuto che continuare nella sua incredibile striscia che lo vede sempre vincente in Coppa Davis da 15 anni. Una statistica impressionante (anche se ‘drogata’ dai tanti anni di assenza dalla squadra) e che per una sconfitta lo riporta addirittura a Torre del Greco 2004, quando in doppio Rafa si arrese all’Italia di Galiberti-Bracciali. Nadal aveva 18 anni.

Oggi il maiorchino non poteva insomma tradire sul più bello e così non ha fatto. Nonostante Shapovalov abbia giocato una fantastica partita, Nadal si è imposto per 6-3, 7-6 regalando alla Spagna dunque il trionfo finale al termine di una settimana praticamente perfetta e di una stagione, per lui, davvero da incorniciare.

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