Da 0 a 10: il pagellone 2017 del tennis
L'annata straordinaria dei due miti Federer e Nadal contrapposta a quella dei rivali Djokovic e Murray. Ma anche le "sorprese" dell'anno, ovvero Caroline Wozniacki e Grigor Dimitrov. E poi lo show di Venus, il ritorno della Sharapova, l'indolenza di Kyrgios, l'incompiuta Radwanska e i guai extra-campo dell'Azarenka: insomma, il pagellone tennistico del 2017!
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Voto 10... A Roger Federer
Quante volte in questa stagione mi sono trovato a dover attaccare un pezzo riguardante lo svizzero e quante volte mi sono trovato senza aggettivi. Ne segniamo un’altra in più, l’ultima di un 2017 dove Federer è stato protagonista tanto assoluto quanto inatteso. E’ stato probabilmente quest’ultimo fattore a rendere speciale l’annata incredibile dell’elvetico, conclusasi con 2 slam in bacheca, 52 vittorie, 5 sconfitte e il 92,7% di partite vinte. Roba da macchina del tempo. O più semplicemente, roba da Roger Federer.
Voto 9... A Rafael Nadal
Un gradino appena più sotto ci mettiamo Rafa, che d’accordo ha chiuso l’anno da n°1, ma per una volta nella vita ha pagato gli head-to-head con Roger (4-0 Federer; e Nadal conduceva 3-1 al 5° set della finale di Melbourne). Il maiorchino si è inchinato comunque solo allo svizzero, contribuendo anche lui a riportarci indietro di 10 anni con una stagione assolutamente dittatoriale sul rosso culminata con la mitica Decima a Parigi. E allora bravi e grazie di tutto. Ci rivediamo a gennaio. Speriamo nello stesso stato di forma.
Voto 8... A Wozniacki e Dimitrov, le due 'sorprese' dell’anno
Non li consideravamo praticamente più, e invece per loro il 2017 è stato strepitoso. Dimitrov è andato in altalena, partendo forte, scendendo tanto, risalendo alla grande. Maestro di un torneo di supplenti - ma pur sempre Maestro - il bulgaro si è preso un palcoscenico che della sua presenza si era quasi scordato. E così ha fatto anche nel femminile la tenace Caroline, all’ennesimo ‘ritorno’ della sua lunga carriera, la Wozniacki è stata ‘Wozniacki’ nel bene e nel male: prima ha perso 6 finali consecutive – impresa mai riuscita a nessuno nella stessa annata – poi ha chiuso vincendo Tokyo e soprattutto le Finals di Singapore. Insomma, uno si è piazzato alle spalle solo di Federer e Nadal; e l’altra si è resa vera costante di un’annata senza una reale padrona. Direi più che bene, viste le aspettative.
Voto 7... A Venus Williams
Reale padrona che nel femminile ha rischiato quasi di esserlo Venus Williams. Nella stagione che l’ha portata a spegnere 37 candeline, la Venere del tennis è stata colei che meglio di tutte e con più costanza si è mossa negli slam, chiudendo l’anno da numero 5 del mondo e soprattutto vincendo 20 partite e perdendone solo 4 nei major, di cui due finali e una semifinale. E’ mancata probabilmente la zampata sul più bello, forse proprio all’Open degli Stati Uniti. Anche perché se così fosse stato, il suo nome l’avreste visto affiancato a quelli di Federer e Nadal.
Voto 6... A Fabio Fognini
Lo scorso gennaio in Australia ci aveva confessato che il reale obiettivo del suo 2017 era tornare come minimo nei 30. Fabio Fognini ha chiuso l’anno da 27, e dunque missione compiuta. Questo fa di quella di Fognini una stagione pienamente soddisfacente? La risposta è no. Tanto rammarco, qua e là, per le solite occasioni non sfruttate o sfuggite di un nulla, per il rendimento in due dei quattro slam (Australia e US Open) e per quella sensazione che si porta dietro da una vita, ovvero che si potrebbe di più ma il ‘di più’ alla fine non arriva mai. Un ‘genio e sregolatezza’ più regolare nelle bizze che nell’imprese tennistiche. E dunque, come a scuola, il classico ‘6’ di chi potrebbe ma non fa.
Voto 5... A Maria Sharapova
C’è stata anche MaSha. Per metà anno, ma c’è stata. La siberiana ha chiuso il suo 2017, anno del rientro post squalifica doping, giocando solo 22 partite. Sedici vinte e 6 perse un bilancio di tutto sommato rispetto per chi è mancata così lungo dalle competizioni, ma la condizione fisica, gli infortuni e qualche partita persa – tipo quella da Sevastova a US Open – hanno lasciato la sensazione che in fondo Sharapova avrebbe potuto qualcosina in più. Specie considerando il vuoto generale di un circuito WTA probabilmente sì con più insidie rispetto al passato, ma anche con parecchie fuoriclasse di meno.
Voto 4... A Nick Kyrgios
Guardi il tabellino e nei primi 20 nomi della classifica ATP non c’è quello di Nick Kyrgios. E questo già non è un buon segno. Guardi il rendimento negli slam e vedi che l’australiano ha vinto due partite: con Gastao Elias al primo turno a Melborune e con Philipp Kohlschreiber a quello di Parigi. Poi ko da Seppi, Anderson, Herbert e Millman. A proposito di talenti inespressi e gente che potrebbe ma non c’è, signore e signori Nick Kyrgios. Una stagione in cui ha steso due volte Djokovic, due volte Zverev, Nadal e in cui ha fatto anche la prima finale 1000 della carriera non può avere un rendimento del genere nei 4 tornei più importanti. E quindi, voto 4. Poi certo, se il termine di paragone è il connazionale Tomic, allora Nick è un mezzo eroe.
Voto 3... A Novak Djokovic
30-8. E già così fa una certa impressione, specie se paragonato ai 10 anni precedenti. Ha salutato tutti a Wimbledon ed è tornato a casa con il solo torneo di Doha, a gennaio, vinto a Murray. Il 2017 è stato l’anno di Federer e Nadal ma al tempo stesso anche quello del clamoroso crollo di Djokovic: fisico, psichico, morale. Ha perso da tutti. Dai giovani – Zverev – e dai vecchi – Nadal; dai forti – Kyrgios – e dai meno forti – Istomin. Persino da quelli battuti per una vita come Berdych. Tant’è che lì deve avere capito sul serio di essere arrivato al punto di rottura, ai saluti, al ‘ci vediamo l’anno prossimo. Forse. Chissà’. E noi qui restiamo. Nell’attesa ci capire se è stato l’inizio della fine di Nole, o solo la necessaria pausa dell’esausto campione.
Voto 2... Ad Andy Murray
Che razza di beffa, il 2017 di Andy Murray. Lo scozzese a lottare per una vita contro i mostri sacri del tennis, in quel percorso finalmente culminato un annetto fa con la vittoria proprio su Djokovic alle Finals e la conseguente consacrazione a nuovo numero 1. Ecco, il regno di Murray è durato – se paragonato alle varie fasi degli altri tre – il corrispettivo tennistico di mezza giornata. Roba da “Dai, prova il giocattolino, ma poi me lo ridai indietro”. Povero Andy, uno sforzo sovrumano nel finale del 2016 per trovarsi nel 2017 senza più nulla: senza forze, senza anca, senza primato e con zeru tituli. A metterla così fa quasi compassione, ma che voto vuoi dare a un’annata chiusa a luglio con le sconfitte sull’erba di casa contro Jordan Thompson e Sam Querrey?
Voto 1... Ad Agnieszka Radwanska
Un’annata in cui abbiamo visto CoCo Vandeweghe giocare due semifinali slam; un’annata in cui Jelena Ostapenko ha vinto Parigi; un’annata in cui la Stephens con due partite e mezzo nelle gambe ha vinto US Open; un’annata con il ritorno della Wozniacki, con le vittorie della Svitolina, con lo show di Venus Williams, con Simona Halep che ha chiuso da numero 1. Un’annata, insomma, dove c’è stato spazio per tutte. Per tutte tranne che per lei, l’eterna incompiuta, Agnieszka Radwanska.
Voto 0... A Victoria Azarenka
Più che altro ‘zero’ alle vicende di una vita privata che l’ha tenuta – e pare la terrà ancora – forzatamente lontano dal gioco. La contesa con l’ex compagno per la custodia del piccolo Leo resta una faccenda piuttosto complicata, tra Tribunali e divieti di viaggio (per il piccolo) che hanno tenuto la due volte vincitrice dell’Australian Open lontano dai campi. Agonisticamente il suo ritorno all’attività ci ha raccontato di 6 partite in tutto l’anno tra Maiorca e Wimbledon. In bocca al lupo. A tutte le parti in causa. E soprattutto al piccolo Leo.
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