In un pomeriggio appesantito dal passo falso di Lorenzo Sonego contro Borna Gojo, Jannik Sinner riaccende la luce in casa azzurra. L’altoatesino si è imposto 3-6 7-6 6-3 su Marin Cilic nel secondo match della sfida tra Italia e Croazia, trascinando così il confronto al decisivo match di doppio. All’Italia servirà comunque un’impresa, poiché il duo croato composto da Mektic e Pavic costituisce la punta di diamante della selezione.
Nel primo atto, la potenza a servizio del croato prevale sull’elettricità a risposta dell’altoatesino: Cilic spezza il ritmo con variazioni assestate a perfezione, non permette agli scambi di snodarsi oltre la soglia di comfort dell’azzurro. Stordito dalla spirale cinica del croato, l’azzurro inciampa al quarto game. Un suo doppio fallo propizia due palle break per Cilic,il quale approfitta della crepa e sfonda alla seconda opportunità. Sinner fatica a tenere in campo le sue prime (54%) e il croato raffredda il set sul 6-3. Al nono game Jannik annulla persino tre set point, ma è destinato a cedere sotto la pesante prima del croato.
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Costretto a sopportare inerme le sassate del croato, Jannik subisce un break a freddo in apertura di secondo set. La prima palla break procacciata dall’azzurro arriva solamente all’alba del quarto game del secondo parziale, e corrisponde al primo calo di Cilic nel match. La tensione del croato cala improvvisamente sul 40-0, e Jannik affonda il colpo in rimonta, alla prima palla break buona. Torino, avvertita il repentino strattone d’inerzia, diventa una bolgia implacabile.
Cilic è costretto a districarsi da un’altra palla break, e dal sorrisetto insolente di un Sinner in netta crescita, fomentato da una difesa strenua. Il braccio di ferro e la rassegna di errori gratuiti si rinsaldano alla stretta finale: Sinner torna sotto di un break al nono game, concedendo al croato di servire per il match. Ma proprio sul più bello, la pressione fa tremare nuovamente i polsi di Cilic: al decimo gioco il croato non tiene in campo nessuna prima, e apparecchia per il controbreak a zero di Jannik. E’ il segnale che anticipa la resurrezione: al tiebreak, Sinner scappa sul 7-4, giustiziando Cilic con un passante incrociato affilato.
Galvanizzato dalla bolgia del Pala Alpitour, l’azzurro restituisce il break a freddo nel terzo set, salvo poi farsi rimontare dall’ascensore umano Marin Cilic al gioco successivo, dopo due palle break annullate. Il croato, appesantito dalle cinque ore spese nei match contro Australia e Ungheria, spegne definitivamente l’interruttore al settimo game: Sinner Perfetto nella costruzione del punto col rovescio, Cilic rassegnato all’errore. Confermato il vantaggio sul 5-3, Jannik strappa il servizio al croato anche nel nono game, sigillando un’improbabile rimonta dopo 2 ore e 45 minuti di battaglia.

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