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Pazzesca Davis, Magicobolli: sui giornali la vittoria dell'Italia sul Belgio grazie a Berrettini e Cobolli. La rassegna stampa dopo la semifinale
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Aggiornato 22/11/2025 alle 08:47 GMT+1
COPPA DAVIS 2025 - Il tennis la fa da padrone sulle prime pagine dei giornali sportivi di sabato 22 novembre. Sia La Gazzetta dello Sport che il Corriere dello Sport, infatti, celebrano la vittoria dell'Italia di Volandri sul Belgio concentrandosi in particolare sull'epica battaglia tra Cobolli e Bergs, vinta dall'azzurro 17-15 al tie-break del terzo set.
Berrettini tifoso anche in conferenza stampa: l'esultanza al set vinto da Cobolli
Video credit: Eurosport
La vittoria dell'Italia sul Belgio nella prima semifinale di Coppa Davis la fa da padrona sui principali quotidiani sportivi in edicola oggi, sabato 22 novembre. L'impresa degli azzurri di Volandri, e in particolare il match epico di Flavio Cobolli contro Zizou Bergs, conquistano le prime pagine della Gazzetta dello Sport e del Corriere dello Sport, in attesa di conoscere chi - tra Spagna e Germania - ci sfiderà in finale domenica.
La Gazzetta dello Sport: "Pazzesca Davis"
In un articolo a firma Paolo Bertolucci, la Gazzetta dello Sport rivive così la straordinaria e intensa giornata vissuta venerdì: "La semifinale l'abbiamo chiusa, e adesso diamo un po' di riposo alle coronarie. Che ne hanno bisogno, dopo il secondo match di ieri. Così pieno di pathos, emozionante. A coronamento di una giornata che ci ha dato la decima finale di Coppa Davis, la terza di fila, e dunque possiamo definire storica senza paura di sembrare troppo retorici né sentimentalisti".
Sui singoli. "Nel secondo set Berrettini ha dato l'impressione di essere un po' smarrito. Ha avuto qualche passaggio a vuoto, difficoltà insospettabili solo pochi minuti prima, ma è durata poco. Matteo ha abbastanza esperienza per sapere come fare ad uscire da situazioni del genere. Per aiutarsi nei momenti di difficoltà . Ha saputo far passare il brutto momento, e poi si è ripreso con coraggio e decisione, alzando il valore e il livello del suo gioco. Perché su questa superficie non c'erano dubbi che Matteo fosse superiore (a Collignon, ndr)".
Infine su Cobolli: "Quei match-point che rimbalzavano dall'uno all'altro hanno avuto un che di epico. Flavio ne ha avuti cinque, prima di arrivare a quello definitivo, e tutti se li è visti annullare. In mezzo ben sette ne ha annullati lui a Bergs. Quando si arriva ad epiloghi così, rusticani, in cui tante volte sei costretto a restare aggrappato, appeso, a un solo scambio, la spunta chi ha la forza di rifiutare la sconfitta. Ed è esattamente quello che ha fatto Cobolli. In una giornata e una partita che rappresenteranno un momento fondamentale della sua carriera, un passaggio cruciale. Ovviamente per il significato, l'importanza del risultato. Ma anche, da un punto di vista più tecnico, perché lui, che è un giocatore nato sulla terra, ha fatto vedere di essere diventato grande anche sulla superficie dura come quella in cui si sta giocando a Bologna".
Il Corriere dello Sport: "Magicobolli, Italia in finale"
Anche il Corriere dello Sport dedica l'apertura alla Davis. Il quotidiano romano, in un articolo a firma Paolo De Laurentiis, sintetizza così la vittoria nella semifinale sul Belgio: "Prendi i tennisti italiani, metti loro una maglia azzurra addosso e possono fare qualsiasi cosa. Anche se non si chiamano Sinner e Musetti, a cui dovremmo accendere un cero per quello che hanno fatto nelle settimane scorse e anche per aver deciso di non giocare questa Coppa Davis. Altrimenti non avremmo mai visto una partita come quella di Flavio Cobolli".
E ancora: "Il tennis italiano incassa la terza finale di fila cambiando sempre gli attori protagonisti. Ricordare il 2024 è facile: tutto Sinner-Berrettini. Nel 2023 c'era sì Jannik ma con lui Sonego (in doppio) e in finale il protagonista fu anche (o soprattutto) Arnaldi. E sempre con la possibilità di giocarci la Coppa. Che avrà pure perso il suo fascino antico, sarà pure strizzata in un calendario che costringe molti giocatori a fare scelte diverse, ma regala momenti che restano nella storia dello sport. E confermano - se mai ce ne fosse bisogno - che il tennis italiano è un passo avanti a tutti come stelle (e lo sapevamo) e come livello medio, se è vero che ci stiamo giocando il terzo trofeo di fila con il nostro numero tre e il nostro numero quattro".
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