Nike, Porsche, Evian, Tag Heuer, Head, solo per citarne alcuni. Da quando ha sconvolto il mondo del tennis trionfando a Wimbledon a soli 17 anni, Maria Sharapova è stata la sportiva più ricercata dagli sponsor internazionali, trasformandosi da ragazzina-prodigio a donna-immagine, fino a diventare lei stessa un vero e proprio brand, con il lancio della linea di caramelle Sugarpova, con quell’enorme paio di labbra rosso fuoco a impersonare quella femminilità e quel fascino che Masha è in grado di sprigionare tanto in campo quanto nelle serata di gala a margine degli eventi.
Negli scorsi 11 anni, la Sharapova è stata costantemente in vetta alla classifica delle sportive più sponsorizzate del mondo secondo Forbes, con un fatturato totale di 285 milioni di dollari per le attività sportive e promozionali (vedi QUI la classifica completa): bastava soltanto il nome, o un’immagine sensuale del suo sguardo, per risvegliare negli sportivi (e nei consumatori) un sentimento di benessere e fiducia. Secondo il Celebrity DBI, un indice indipendente che misura la maniera in cui il grande pubblico percepisce il valore dell’immagine di un panel di 3.900 celebrità mondiali (per maggiori info clicca QUI), la Sharapova occupava posizioni importanti nella classifica prima dello scandalo che l’ha colpita nel momento in cui ha ammesso di aver fatto uso di meldonium per diversi anni: Maria era al 787° posto per credibilità come testimonial e al 1.084° per fiducia generale avvertita. Questi dati sono ora colati a picco, con discese rispettivamente al 2.799° e 2.645° posto. Spiegandola in altri termini, se prima la Sharapova era tra il 25% delle celebrità più fidate, ora si trova nel 25% di quelle maggiormente criticabili. In vetta a queste speciali classifiche c’è Joanna Gaines, una designer di prodotti di lusso, mentre il primo degli sportivi (che si piazza al secondo posto) è Michael Jordan, colui che viene universalmente riconosciuto come il più grande atleta di tutti i tempi.

Maria Sharapova: "Sono risultata positiva al Meldonium"

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Se Maria non piace più nelle vesti di testimonial ritrovandosi in una posizione poco appetibile per i grandi brand ed eventuali nuove campagne di sponsorizzazione (in tal senso, Tag Heuer ha scelto di non rinnovare il contratto, mentre gli accordi con Nike ed Evian sono stati momentaneamente congelati in attesa di nuovi sviluppi della vicenda), rimane sempre discretamente apprezzata come sportiva e come persona: piace ancora all’84% dei consumatori statunitensi (leggerissima discesa rispetto all’88% pre-doping) e mantiene ancora un elevato indice di awareness (nel senso di conoscenza), pari al 70%. Certamente, il fatto di aver scelto di dichiarare pubblicamente di aver assunto il meldonium, anche in maniera inconsapevole, piuttosto che la ricezione piatta di un’accusa esterna, ha contribuito a mantenere alti questi indici, numeri che lasciano intendere la possibilità di una ripartenza nella carriera.
Matt Delzell, il direttore del suddetto indice Celebrity DBI, ha analizzato così la questione, intravedendo una rinascita di Maria nel medio periodo. “La Sharapova può certamente riabilitare la propria immagine – ha dichiarato alla CNN – se riuscirà a esprimere scuse sincere, stare lontana dai grandi riflettori per qualche tempo e, soprattutto, tornare a giocare bene in campo una volta terminata la squalifica. Se dovesse essere sospesa per meno di un anno sarebbe una cosa estremamente positiva, perché potrebbe tornare presto a giocare, e a vincere. E vincere aiuta a risolvere la maggior parte dei problemi”.
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