In questi giorni ancora avari di tennis giocato, sarebbe dovuto andare in scena il Masters 1000 di Miami, secondo grande appuntamento del cemento americano dopo Indian Wells. Sono tante le imprese vissute sul cemento di Crandon Park (dal 1987 al 2018), lo storico impianto di Key Biscayne che dal 2019 ha lasciato il posto all'Hard Rock Stadium (dove gioca la squadra di football dei Miami Dolphins). La prima edizione nella nuova sede è stata vinta da Roger Federer che si è imposto in finale sull'americano John Isner che, però, nel 2018 si aggiudicò proprio in Florida il titolo più importante dei 15 sigilli ATP della sua carriera. Alto 208 centimetri per un peso di 108 kg, Long John è uno dei migliori battitori nella storia della disciplina. Andiamo dunque a indagare nel mondo del servizio, un fondamentale imprescindibile nel tennis.

John Isner vince Miami 2018 in finale contro Alexander Zverev

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I servizi più veloci

Tennis
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24/03/2020 A 12:00
La premessa è d'obbligo. Il servizio non è una questione di potenza, anche se la potenza conta. Si tratta di un mix tra la velocità che si riesce a imprimere alla pallina, la capacità di trovare gli angoli giusti, la percentuale di prime messe in campo e di prime vincenti (che a differenza degli ace sono quelle che si registrano quando l'avversario tocca la pallina, anche se l'esito è comunque il punto conquistato da chi serve). Inoltre, anche avere una buona seconda palla può risultare determinante. C'è anche da considerare l'attrezzo perché l’innovazione tecnologica ha reso negli anni le racchette strumenti molto sofisticati in grado di scagliare le palline a velocità inimmaginabili fino a qualche tempo fa. Nel frattempo, anche le superfici si sono evolute e i tennisti odierni sono quindi sicuramente facilitati rispetto ai colleghi delle precedenti generazioni. Nella classifica sottostante trovate i servizi più veloci mai scagliati nella storia.
GIOCATOREVELOCITA' IN KM/HANNOTORNEO
Sam Groth2632012Challenger Busan (Corea del Sud)
Albano Olivetti257.52012Challenger Bergamo
John Isner2532016Coppa Davis
Ivo Karlovic2512011Coppa Davis
Jerzy Janowicz2512012Challenger Szczecin (Polonia)
Milos Raonic2502012Rogers Cup
Andy Roddick2492004Coppa Davis
Joachim Johansson2452004Coppa Davis
Feliciano Lopez2452014Queen's
Marius Copil2442016Anversa
Il 12 maggio 2012, nell'ATP Challenger di Busan, in Corea del Sud, l'australiano Sam Groth ha servito una prima palla alla velocità di 263 km/h contro Uladzimir Ihnacik. La beffa per il giocatore australiano sta nel fatto che l'ATP non riconosce ufficialmente tale primato in quanto registrato in un torneo Challenger: in tale contesto può accadere, infatti, che gli strumenti di misura di rilevazione della velocità della pallina abbiano una variabilità troppo elevata, e che molti dati non siano quindi omologabili. A difesa di Groth, bisogna altresì riconoscere che l'ATP ha comunque confermato che a Busan veniva utilizzata un'apparecchiatura di rilevazione dello "speed" omologata e simile a quella utilizzata nei tornei ATP e che il dato relativo alla velocità del servizio può, pertanto, ritenersi affidabile, ma non ufficializzabile.
https://i.eurosport.com/2012/05/12/840284.jpg
Lo stesso discorso vale per Albano Olivetti e Jerzy Janowicz. Capitolo a parte, invece, per il servizio di Roscoe Tanner, registrato a 153 miglia orarie a Palm Springs nel 1978, durante la finale contro Raul Ramírez, e per Bill Tilden che nel 1931 avrebbe fatto registrare la velocità disumana di 293.3 km/h, ma qui i motivi della non omologazione sono diversi: le apparecchiature non erano precise e sicuramente sfasate. Il record ufficiale è dunque di John Isner che, contro Tomic, in Coppa Davis mise a segno 49 ace e, tra questi, il nuovo primato di velocità ATP: 253 km/h.

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I record di ace

Questa volta non ci sono dubbi o filosofie di pensiero. Gli ace complessivi sono una statistica ufficiale ATP dal 1991: sono compresi quelli serviti nei tabelloni principali degli ATP World Tour, degli Slam e dal 2008 anche delle Olimpiadi (l'ATP non include, però, quelli della Coppa Davis). A primeggiare in questo caso è Ivo Karlovic, seguito da Isner e Federer. Il gigante croato è diventato al China Open, il 7 ottobre 2015, il tennista con più ace serviti in carriera (10.247 dopo quel match) superando l'allora primatista: un mito connazionale, il campione di Wimbledon 2001 - dove si presentò da wild card - Goran Ivanisevic. Attenzione, però, a tenere sempre presente il 1991 per i protagonisti più "datati": Goran Ivanisevic, ad esempio, è diventato professionista nel 1988.
GIOCATORENUMERO DI ACEPARTITE
Ivo Karlovic13.599687
John Isner12.266675
Roger Federer11.3651455
Goran Ivanisevic10.131731
Feliciano Lopez9.639919
Andy Roddick9.068776
Pete Sampras8.713792
Sam Querrey8.267653
Ivan Ljubicic8.121680
Richard Krajicek7.648606

La partita con più ace

Il 19 giugno 2015, ai quarti di Halle, lo stesso Karlovic servì 45 ace contro il ceco Tomas Berdych (7-5 6-7(8) 6-3 il finale per il croato alto 211 centimetri) superando il record di ace in un match due set su tre da lui stesso detenuto (44 a Zagabria, a pari merito con Mark Philippoussis a Kuala Lumpur 1995). La partita con più ace nella storia è, però, un'altra e qui ritorna Long John Isner che detiene il primato di ace serviti in un match di tennis: 113 nel leggendario e celebratissimo match record di Wimbledon contro Nicolas Mahut (che si difese con 103 nel suo "piccolo"). Quel giorno, il 24 giugno 2010, il big-server statunitense sconfisse il francese in 11 ore e cinque minuti di gioco spalmati su tre giorni, con il finale di 6-4 3-6 6-7(7) 7-6(3) 70-68. Sarà ben difficile battere la somma totale di 216 ace in un singolo match, il più lungo nella storia della disciplina.

Nicolas Mahut e John Isner - Wimbledon 2010

Credit Foto Eurosport

Di record in record

L'ace di seconda più veloce
Ivo Karlovic con una seconda di servizio a 232 km/h (144.2 mph) nei quarti di finale di Washington, nel 2007, detiene il record per il secondo servizio più veloce mai registrato.
L'ace più lento della storia
Andy Murray ha fatto segnare nella semifinale degli US Open 2012, giocata contro Tomas Berdych, l'ace più lento. La sua seconda di servizio, infatti, nonostante fosse molto centrale, non è stata toccata dall'avversario in quanto il forte vento ne aveva deviato di molto la traiettoria traendo così in inganno il giocatore ceco che si era precedentemente spostato. Il colpo andava a 80 miglia all'ora (circa 128 km/h appena).

Andy Murray-Tomas Berdych - US Open 2012

Credit Foto Reuters

Ace consecutivi
Il record degli ace consecutivi è detenuto da Sam Querrey, che ha servito 10 ace consecutivi contro James Blake nei quarti di finale dell'Indianapolis Tennis Championship del 2007. Un altro americano, Reilly Opelka, ha fatto altrettanto nel 2016, ma era "solo" un match di qualificazione del Challenger di Lexington.
Ace in una settimana
Il maggior numero di ace in una settimana di torneo è di Reilly Opelka: 156 al New York Open 2019.

Reilly Opelka - 2019

Credit Foto Eurosport

Ace in un singolo torneo
John Isner vanta il maggior numero di ace in un singolo torneo: 214 durante Wimbledon 2018.
Ace in una finale del Grande Slam
Roger Federer ha totalizzato 50 ace nella finale di Wimbledon 2009 (finita 16-14 al quinto set contro Andy Roddick), il record per una finale del Grande Slam.
Ace in una singola stagione
Goran Ivanisevic detiene il record per il maggior numero di ace serviti in un anno con 1477 nella stagione 1996.

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I tennisti che hanno superato quota 1000 ace in una sola stagione
NUMERO DI STAGIONIGIOCATOREANNI
7John Isner2010, 2012, 2015-19
4Goran Ivanisevic1994, 1996-98
4Ivo Karlovic2007, 2014-16
2Milos Raonic2012, 2014
2Kevin Anderson2015, 2018
1Pete Sampras1993
1Andy Roddick2004
1Reilly Opelka2019

Meccanica e glossario del servizio

In ultima analisi, il servizio è anche il colpo più difficile da apprendere: nelle scuole tennis non s'insegna subito perché richiede tempo e una meccanica particolare. Non può quindi essere qualcosa di naturale, come il dritto ad esempio: spesso la parte che crea più problemi è la fase di accelerazione dove la racchetta scende dietro la schiena per poi risalire e impattare la pallina. Questo movimento di discesa e risalita una volta veniva chiamato mulinello. Alcuni giocatori amatoriali hanno difficoltà a partire dalla posizione di partenza a coordinare il lancio di palla con il movimento del braccio-racchetta quindi servono da una posizione differente: con la racchetta perpendicolare al terreno (posizione a trofeo), con la racchetta dietro la schiena o in altri modi. In linea di massima può andare bene ma la fase di accelerazione deve essere continua e senza pause.

Il servizio di Roger Federer (Getty Images)

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Dal servizio dipende la possibilità di impostare il gioco secondo schemi prestabiliti (serve and volley), si può allenare senza partner ed è l'unico colpo che consente di portare a casa lo scambio prima che questo di fatto cominci. Insomma, la battuta dipende esclusivamente dal singolo giocatore e per questo è così importante.
Esistono, infine, tre tipi di servizio: servizio piatto (un colpo veloce che, però, in realtà ha sempre un po' di rotazione), servizio slice e servizio in kick.
Il servizio piatto si utilizza per effettuare una prima di servizio. Con questo colpo si cerca il punto diretto oppure di facilitare il colpo successivo per effettuare un vincente. La direzione gioca anche qui un ruolo significativo: può essere al centro, al corpo o esterno.
Lo slice è un'alternativa alla prima. In questo colpo si cerca di dare alla pallina una rotazione laterale e una traiettoria a uscire. Viene usato per aprirsi il campo ed è anche un modo per far sbagliare la risposta all'avversario.
Il servizio in kick viene utilizzato nella maggior parte dei casi sulla seconda di servizio a disposizione. Anche in questo caso, si cerca di dare rotazione ma con una traiettoria che permette di far passare la pallina alta sopra la rete con pochissimo margine di errore. Non si cerca quindi un punto diretto ma un colpo difficile da aggredire - profondo e con un rimbalzo alto se ben eseguito - e allo stesso tempo sicuro perché l'errore porterebbe al doppio fallo.
Da ultimo, fuori dagli schemi c'è il servizio dal basso, un escamotage usato da alcuni per sorprendere l'avversario che magari si posiziona lontano dalla riga di fondo per rispondere. Subire un punto così fa arrabbiare, il confine tra furbata e genialata è molto labile. Per informazioni chiedere a Nick Kyrgios...

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