La rubrica settimanale di Eurosport dedicata al tennis chiede l'intervento di voi utenti per creare il tennista perfetto. Noi cercheremo di fornirvi qualche strumento in più per scegliere, ma la decisione spetta a voi. Avete votato in più di 30mila sul dritto e avete scelto Roger Federer con il 47% delle preferenze. Poi siamo passati al rovescio e vi siete espressi in quasi 29mila decretando nuovamente vincitore lo svizzero con il 37% dei voti. Abbiamo indagato tra i big server e su 23mila voti l'ha spuntata John Isner con il 28% delle preferenze. La ricerca del giocatore ideale prosegue con l'antidoto al servizio: la risposta. Buon divertimento!

L'importanza della risposta

Se il servizio è un fondamentale imprescindibile nel tennis, la risposta lo è altrettanto. Le ultime ricerche hanno evidenziato come la maggior parte dei punti terminino in quattro scambi: servizio, risposta al servizio, terzo colpo da parte del battitore e quarto colpo del ribattitore. Questo implica che al crescere della qualità del servizio, debba crescere la capacità di rispondere bene per ridurre sensibilmente i vantaggi dell’avversario, trasformandoli, ove possibile, in un vantaggio a proprio favore. Questo colpo ha avuto negli anni un'importante evoluzione grazie ad allenamenti tecnici sempre più specifici, ma nel passato ricordiamo ottimi ribattitori come Thomas Muster, Michael Chang o Guillermo Coria. Su tutti il re della risposta era Andre Agassi.
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La tecnica sopraffina, la coordinazione e il talento, di cui era dotato il Kid di Las Vegas, hanno prodotto un'esecuzione perfetta e formidabile, che è stata ed è tuttora oggetto di ripetute e incisive analisi. Grazie a un timing eccezionale, un movimento breve e la violenza che riusciva a imprimere alla palla, Agassi ha dato vita a un ventennio che, seppur costellato di alti e bassi, gli ha regalato trionfi fino al termine della carriera. Si pensi solo agli US Open del 2004 o a quelli del 2005 quando, ai quarti e in finale, mise in seria difficoltà Roger Federer, che avrebbe avuto la meglio rispettivamente in cinque e in quattro set.

Roger Federer e Andre Agassi scherzano e ridono - 2005

Credit Foto Eurosport

Cosa dicono le statistiche sulla risposta

In uno studio effettuato nel 2017, incrociando i dati di servizio e risposta, spiccavano i miglioramenti di Dominic Thiem ma considerando solamente la risposta, il nome che saltava fuori non era esattamente uno dei soliti noti: Diego Schwartzman. D'altronde, chi non fa del servizio per evidenti limiti fisici il suo colpo migliore, è normale che cerchi di compensare rispondendo bene, anche da un'altezza di un metro e 70 come nel caso del Peque.

Diego Schwartzman

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In quella ricerca si fecero apprezzare anche Gilles Simon, Jared Donaldson e Hyeon Chung, il vincitore della prima edizione delle finali Next Gen di Milano, così come Andrey Rublev e Tommy Paul, tra i giovani emergenti più migliorati nel corso della stagione. Ciò che ci interessa di più, però, è il presente perché in due anni tantissimo può cambiare in uno sport come il tennis e i dati dell'ATP dell'intera stagione 2019 parlano chiaro.
GIOCATOREPUNTI VINTI SULLA 1^PUNTI VINTI SULLA 2^GAME VINTI IN RISPOSTAPALLE-BREAK CONVERTITEPUNTEGGIO TOTALE
Rafa Nadal35.2%56.4%35.3%45%171.9
Novak Djokovic33.5%54.5%30.5%47.9%166.4
Diego Schwartzman32.5%57.1%31.3%41.6%162.5
Daniil Medvedev30.5%54.7%27.2%43.6%156
Kei Nishikori31.5%54.9%28.9%40.5%155.8
Lo scorso anno il migliore è stato Nadal, capace di vincere più punti di tutti sulla prima di servizio dei suoi avversari e il maggior numero di game in risposta. Diego Schwartzman ha fatto meglio di tutti, invece, sulla seconda battuta dei suoi rivali mentre Novak Djokovic domina nella trasformazione di palle-break. In quest'ultimo caso, quando cioè i punti valgono di più, le doti in risposta si uniscono alla forza mentale di un giocatore.
Questa top 5 non comprende Roger Federer che è solo 11esimo nell'anno passato mentre il primo degli italiani è Fabio Fognini (13esimo). Per trovare altri azzurri bisogna scendere parecchio nella graduatoria: Andreas Seppi - che insieme a Paolo Lorenzi era nei primi 20 nel 2017 - è il 46esimo mentre Matteo Berrettini chiude la top 50. Osservando la classifica all-time dell'ATP, gli unici giocatori ancora in attività presenti nella top 10, che è guidata da Guillermo Coria e completata da Thomas Muster, sono Rafa Nadal, Novak Djokovic e Andy Murray. Una menzione speciale la merita anche David Ferrer (12esimo) che ha smesso da poco. Il miglior italiano? È Filippo Volandri, 26esimo. Statisticamente risponde meglio chi predilige la terra battuta, superficie che offre al ribattitore una prima palla di servizio meno rapida rispetto ai campi veloci.

The Coach: Nadal e la sua posizione in risposta

Come la pensano i big

Craig O'Shannessy dell'ATP, nel febbraio 2018, ha analizzato nello specifico la risposta dei Big 4 per quanto concerne profondità, direzione e percentuale di punti vinti: comanda Djokovic che è anche il prescelto dei big del circuito. Murray indica il serbo che ricambia il favore optando per lo scozzese. Thiem sceglie il Djoker per distacco così come Wawrinka. Riccardo Piatti, coach di Jannik Sinner, la pensa allo stesso modo così come la 18 volte campionessa Slam Chris Evert.
Djokovic ha la migliore risposta del circuito, e penso che la risposta sia un colpo quasi tanto importante quanto il servizio, se non ugualmente importante. Lui ha sempre la possibilità di breakkare l’avversario. Questa caratteristica penso che porti anche Novak a essere più aggressivo. È riuscito a fare suo lo slice di rovescio, e adesso lo gioca molto bene. Penso sia quello il colpo che ha migliorato di più [Chris Evert]

Un'invenzione chiamata SABR

Non sarà senza dubbio la specialità della casa per Roger Federer - nella classifica all-time dell'ATP figura all'85esima piazza - ma non si può non menzionare in questa analisi un'invenzione di marca rogeriana. Nel corso della finale di Cincinnati vinta contro Novak Djokovic nel 2015, lo svizzero ha ideato un nuovo colpo, ossia la risposta in controbalzo sulla seconda di servizio dell'avversario prendendo poi la rete, in sostanza una demi-volée.
Utilizzata nuovamente contro Leonardo Mayer, al primo turno degli US Open 2015, questa novità sarebbe diventata nei mesi a seguire una piacevole costante per Federer. Battezzata, per così dire, dallo stesso svizzero e dal suo entourage, con l’acronimo di "SABR", ovvero "Sneaky attack by Roger" (tradotto significa attacco furtivo di Roger), lo svizzero riproporrà più volte questo colpo destabilizzante, a conferma della sua innata capacità di reinventarsi e di essere in continua evoluzione per allungare la carriera.

La tecnica

La risposta al servizio necessita un‘analisi che si snoda in vari aspetti. Dal punto di vista tecnico, un aspetto fondamentale riguarda la preparazione, che può giungere piuttosto contenuta a causa del poco tempo a disposizione del ribattitore. Ciò è palese se si pensa soprattutto a una prima di servizio violenta. Una buona risposta consente, però, di prendere in mano le redini dello scambio anche contro avversari dotati di un servizio devastante: il giusto mix prevede angolazione, profondità, reattività e timing. La risposta di contrattacco (drive return) viene effettuata per tentare di prendere l’iniziativa dello scambio, costringendo l’avversario a giocare in difesa. La risposta bloccata (block return) ha il pregio di riuscire a sfruttare la velocità di palla in arrivo. La risposta tagliata (chip return) è una ribattuta di controllo giocata sui servizi dal rimbalzo alto e viene eseguita utilizzando la rotazione in back spin. A questa tipologia può essere abbinata la discesa a rete (chip and charge).

Djokovic e l'arte della risposta - Australian Open 2020

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Riguardo alla direzione abbiamo la risposta tra i piedi, che risulta particolarmente efficace in quanto l’avversario trova, in fase di riposizionamento in seguito alla battuta, una palla difficilmente gestibile. Segue la risposta diagonale che, invece, consente al giocatore di aprirsi il campo avendo una garanzia di maggior controllo grazie soprattutto alla presenza di un maggior spazio a disposizione. Infine, la risposta lungolinea, che presenta da un lato lo svantaggio di un controllo limitato rispetto a quella in diagonale, a causa del minore spazio disponibile, mentre dall’altro favorisce la possibilità, in caso di ribattuta particolarmente efficace e precisa, di scendere a rete. L'ultimo aspetto è lo Split step (letteralmente "passo spaccato"), cioè un saltello che viene eseguito quando l’avversario, intento a servire, impatta la palla, al fine di reagire con prontezza e decisione al servizio: chi lo fa in avanti impatta in maniera più dinamica e aggressiva in un gioco psicologico che mira a togliere fiducia in chi batte.
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