Buona domenica. L'alba del tennis è di Jannik Sinner che spazza via una notte amara per Berrettini e Fognini, travolti in finale ATP Cup dalla Russia, vincendo il Great Ocean Road Open, suo terzo titolo ATP e secondo 250 dopo le Next Gen Finals e il Sofia Open.
L'ha vinto a Melbourne, battendo Stefano Travaglia in una finale tutta italiana e alla vigilia dell'Australian Open. Non è stato un match indimenticabile perché non poteva esserlo, visto che entrambi hanno giocato due match venerdì e fra poche ore inizieranno lo slam contro due grossi calibri come Denis Shapovalov (Sinner) e Frances Tiafoe (Travaglia).
Così nel primo set Sinner ha lasciato che fosse Travaglia, tennista piceno alla sua prima finale ATP, a comandare gli scambi con fortune alterne. Travaglia ha infatti mischiato ottimi colpi, come il rovescio inside-out con cui s'è preso il primo break dell'incontro, a incagli di costruzione del punto, faticando oltremodo per andare al tie-break dopo oltre 7 minuti di game.
ATP Cup
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Sinner passa Travaglia fra le righe: contropiede vincente

Forse sorpreso dall'attendismo di Sinner, limitatosi per un'ora alla gestione da fondo, certamente emozionato alla prima meritatissima finale di una carriera più che complicata, Travaglia comunque è rimasto molto a lungo in partita malgrado quei due doppi falli nel tie-break e una raffica di errori "poco forzati" da un avversario apparso molto affaticato.
Dopo il tie-break vinto a quattro da Sinner e il break d'apertura nel secondo set, la partita avrebbe anche potuto prendere un corso netto a favore di Jannik, ma è lì che Travaglia ha giocato il suo miglior tennis, quello più coraggioso, lasciando andare il braccio contro il cambio di ritmo avversario.

Sinner, tecnica e resistenza: il punto più bello contro Travaglia

Così Stefano ha rimontato due break nei primi 6 game del secondo parziale, procurandosi perfino due palle del 5-3 prima di concedere a Sinner il titolo di "Melbourne 1": 7-6 (4), 6-4 in 2 ore e 8 minuti. L'altro, il Murray River Open, l'ha vinto Daniel Evans battendo 6-2 6-3 Felix Auger Aliassime.
Sinner e Travaglia hanno faticato molto e sbagliato moltissimo (29/66 errori gratuiti) prima di archiviare una finale per entrambi da best ranking: 32 Jannik (superando Sonego), 60 Stefano. Sinner ha accettato di giocare un tennis molto al di sotto del suo standard offensivo per vincere che il suo secondo titolo consecutivo seppur qualche mese dopo il Sofia Open. Piccole imprese che ne ricordano certe di un teenager chiamato Nadal.

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