Jannik Sinner ha vinto il suo secondo titolo ATP. Il terzo se vogliamo contare anche le ATP Next Gen Finals del 2019, ma comunque il secondo titolo del circuito dopo il 250 di Sofia 2020. Nella lotta con Stefano Travaglia al Great Ocean Open di Melbourne (un altro 250) l’altoatesino ha centrato il secondo successo in altrettante finali e sta pian piano riscrivendo la storia del tennis italiano e internazionale.
A questo successo, infatti, sono legati un po’ di numeri che tanto piacciono agli amanti delle statistiche. Cominciamo, dunque.

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Striscia di vittorie consecutive

Battendo Travaglia per 7-6 6-4, Sinner è in striscia positiva da 10 incontri e questo risultato gli garantisce un balzo in avanti in classifica ATP, che dal numero 36 lo fa scalare in alto fino al numero 32. Per arrivare al titolo a Melbourne, Sinner (come riporta Giorgio Spalluto) è stato in campo in 5 giorni un totale di 10 ore, vincendo 5 tiebreak, giocando 38 game ai vantaggi (dei quali 31 negli ultimi 3 match) e annullando anche un match point.
Sintomo probabilmente di un gioco ancora da perfezionare, ma di una mentalità così solida da fare concorrenza a quella dei big più navigati. Niente male per un ragazzo della sua età, considerando che tradizionalmente i fenomeni nostrani sbocciano sempre un po’ più tardi rispetto a quelli di altre Nazioni. Per dirla simpaticamente, di solito la dieta mediterranea ci regala longevità, ma non precocità...

L’età, un punto chiave

Già, l’età. Un dato importante: Jannik Sinner non ha neanche 19 anni e mezzo. E questo fattore ci porta a considerare altri dati, sempre raccolti dal collega Spalluto e dall’analista Luca Brancher: Jannik Sinner è il più giovane a vincere due tornei consecutivi dal 2005, quando a riuscirci fu Rafael Nadal, ma è anche il teenager più giovane a vincere due titoli dopo Novak Djokovic nel 2006.
Due precedenti incredibili, perché si stava parlando di solidità mentale e questi due ne hanno probabilmente più di tutti gli altri avversari messi insieme. In totale, in 31 anni di circuito ATP, solo altri otto erano riusciti a vincere prima dei 19 anni e 6 mesi due tornei e nell’elenco, oltre ai due fenomeni già citati, ci sono leggende del calibro di Pete Sampras e Andy Roddick.

Il futuro è suo

Chiaramente i numeri lasciano il tempo che trovano, ma il ragazzo sembra davvero aver trovato l’atteggiamento giusto per entrare nel novero dei giocatori da temere, una volta che te li ritrovi in tabellone. Le premesse per un futuro radioso e vincente ci sono tutte, compatibilmente con le mille variabili che il tennis, lo “sport del diavolo” attiva ogni volta. E’ bello però, per una volta, poter raccontare che questi numeri appartengono a una giovane promessa italiana e non, come troppo spesso accade, a qualcuno che non rappresenta il Tricolore.

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