Sinner is the winner. Il tennista più giovane della Top 100 mondiale trionfa a Milano nel torneo riservato ai miglior Under 21. A 18 anni e due mesi, il ragazzo di Sexten ha saputo superare avversari di due (Kecmanovic e de Minaur) o tre (Tiafoe e Ymer) anni in più sopperendo con il talento e la testa a un gap inevitabile in termini di esperienza. Le Next Gen Finals 2019 rappresentano per il campione il primo titolo ATP in carriera, un'eredità su cui costruire un futuro che è già presente.

Killer point? No, Sinner point: ovvero saper alzare il livello quando conta

Le regole di questa competizione, la cui portata innovativa non ha avuto l'effetto sperato - dopo tre anni restano un'esclusiva del torneo milanese e possono essere catalogate come un fallimento - continuano a non trovare consensi. Jannik Sinner, dopo la vittoria su Tiafoe all'esordio, ha dichiarato: "Non vedo futuro per queste regole". Ci accodiamo ritenendo che questo sport non debba essere snaturato, ma al contempo ringraziamo il killer point per averci mostrato la migliore qualità dell'altoatesino: saper alzare il livello quando conta. In tutta la settimana e ancor di più in finale, l'azzurro è riuscito a superarsi sul 40 pari capitalizzando al meglio il punto secco. Quante volte avete visto Djokovic esaltarsi sulle palle-break? Sinner ne ha salvate nove su nove nella finale con de Minaur, 27 su 31 in tutto il torneo. In quei momenti, quando non c'è margine di errore, è tutta una questione di testa e questa è la differenza che sanno mettere in campo i campioni. A 18 anni si deve lavorare su ogni aspetto, ma non si può prescindere da una mentalità già vincente.
ATP Finals Next Generation
Sinner dopo la Next Gen: "Grazie per la wild card. Coppa Davis? Ho giocato tanto quest'anno"
09/11/2019 A 23:52

Jannik Sinner - Next Gen ATP Finals 2019

Credit Foto Getty Images

Una crescita continua

"Grazie per la wild card". Nel discorso a caldo dopo la vittoria, Sinner ha fatto sorridere il pubblico dell'Allianz Cloud ricordando a tutti di essere l'intruso, un "imbucato" alla festa. Esploso quest'anno, partendo dai successi ITF e Challenger, il ragazzo di Sexten non poteva vantare la classifica degli altri protagonisti. Eppure, se guardiamo i dati ci accorgiamo di quanto la sua crescita sia stata impressionante nel corso dei mesi, partendo dall'anonimato e toccando il best ranking dopo il primo turno dell'ATP 500 di Vienna.
DATARANKING ATPVITTORIA
26 novembre 2018763-
24 dicembre 2018551-
25 febbraio 2019324Challenger Bergamo (titolo)
29 aprile 2019298Budapest (1° turno)
22 luglio 2019199Umago (1° turno)
28 ottobre 201993Vienna (1° turno)
Abituato a bruciare le tappe, Sinner non ha avuto problemi contro Tiafoe, Ymer, Kecmanovic e de Minaur, rispettavamenti numeri 47, 74, 60 e 18 del mondo. Il successo sull'australiano è stato il secondo, dopo quello su Monfils ad Anversa, contro un Top 20 in meno di un mese.

I punti di forza di Sinner

Oltre alla forza mentale, una delle qualità dell'italiano risiede in un rovescio molto fluido e centrato, l'ancora di salvezza del classe 2001 nei momenti di difficoltà. Il servizio, come raccontano i numeri, è un'altra arma estremamente redditizia: Sinner ha chiuso le Next Gen con il maggior numero di ace, di punti vinti con la prima, di game di battuta portati a casa e di palle-break salvate. Un altro aspetto a lui favorevole è la profondità dei colpi e, anche dal vivo, si resta stupiti di quanto riesca a tirare forte.

Gli aspetti su cui deve lavorare di più

"Quello che mi serve nel futuro è andare di più a rete. Sto lavorando su questo". Dopo la semifinale con Kecmanovic, Sinner ha svelato un punto chiave del lavoro che sta svolgendo con il suo coach, Riccardo Piatti. In effetti, nel gioco di volo i margini di miglioramento sono evidenti e, allo stesso tempo, vanno limitati gli errori di dritto. Se il rovescio è il colpo su cui riesce ad avere il maggiore controllo, il dritto a volte gli scappa via e può intaccare le sue doti difensive da fondocampo. Infine, il numero 95 del mondo si trova molto a suo agio sul cemento indoor dove può appoggiarsi alla potenza dell'avversario e prevalere nel braccio di ferro: nonostante le buone cose viste sia a Budapest che a Roma (teatri rispettivamente del primo match vinto a livello ATP e in un Masters 1000), qualche variazione in più potrebbe consentirgli di cambiare ritmo e di trovare altre soluzioni vincenti anche su superfici più lente.

L'eredità delle Next Gen

Jannik Sinner ha ribaltato la prospettiva di chi credeva che un 18enne potesse farsi schiacciare dalla pressione del pubblico italiano. L'affetto della gente "di casa" poteva rivelarsi un boomerang perché tutti lo attendevano al varco considerate le aspettative. L'azzurro, però, ha sempre affermato che la pressione la dovevano sentire gli altri essendo lui l'ottavo degli otto partecipanti.
Non ho mai avuto questa attenzione e questo seguito, in tribuna e dai giornalisti. A me piace, mi diverto. La vittoria su de Minaur significa che il livello è già da Top 20? Beh, è presto per dirlo. Perché in realtà serve continuità, servirebbe una stagione intera a questo livello, cosa che io non ho ancora fatto
Sinner non sembra soffrire le luci della ribalta, sa bene di essere solo all'inizio del percorso e non gli interessano certi paragoni. Federer nel 2001 vinse il primo dei suoi 103 titoli a Milano ("Lo sapevo, me l'ha detto Riccardo, ma Roger è una leggenda") mentre Chung e Tsitsipas, da vincitori Next Gen, hanno centrato le semifinali agli Australian Open pochi mesi più tardi ("Ognuno ha il suo percorso, quello che fa la differenza è la continuità"). Insomma, la consapevolezza di uno dei tennisti più giovani nella storia a entrare in Top 100 fa da scudo al clamore mediatico che lo circonda: "A Madrid per seguire la Coppa Davis? Non credo proprio, dovrò lavorare molto per preparare la prossima stagione". E noi ce lo teniamo stretto così com'è, con le orecchie tappate sull'ovazione della gente. A presto Jannik Sinner, astro nascente del tennis italiano.
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