Da martedì prendono al via a Milano le ATPNext Gen Finals, torneo tra i migliori giovani della stagione giunto ormai alla quarta edizione. L’albo d’oro è di assoluto rispetto: Chung nel 2017, Tsitsipas nel 2018 e Sinner nel 2019 sono giocatori poi stati in grado di confermarsi ad alto livello nell’elite del tennis (sì, anche il sudcoreano, che non a caso qualche mese dopo fece una semifinale slam in Australia).
Ecco allora che l’appuntamento rimane di assoluto spessore, con la consueta formula innovativa in termine di regolamenti: dal riscaldamento super velocizzato (quest’anno un minuto!) al set ai 4 game anziché ai 6; ma anche alcune novità in questa stagione, come il toilet-break regolamentato, ovvero massimo 3 minuti cronometrati, a cui se ne aggiungono 2 in caso il giocatore richieda di cambiarsi.
Questo è il contorno, non resta che andare a conoscere un po’ meglio i protagonisti dei due gironi. Da una parte Alcaraz, Nakashima, Cerundolo e Rune; dall’altra Korda, Musetti, Baez e Gaston.
Next Gen ATP Finals
Milano incorona Alcaraz: Korda cade in 3 set, il titolo è suo
13/11/2021 A 21:38
GRUPPO A

Carlos Alcaraz

Senza dubbio il favorito n°1 di questa edizione. Nelle ultime settimane lo spagnolo ha impressionato, con una crescita esponenziale che dallo US Open in poi l’ha lanciato con una rapidità clamorosa dentro l’elite del tennis. I quarti di finale a New York, ma anche la corsa al torneo di Vienna, hanno portato l’iberico – 18 anni e 5 mesi – ormai a un passo dall’ingresso in Top 30. Potenza e testa; due qualità che abbinate insieme inevitabilmente fanno di lui un giocatore non banale. Al momento pare una categoria sopra tutti i partecipanti a questo torneo. Poi, certo, questo dovrà confermarlo come sempre il campo.

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Brandon Nakashima

Classe 2001, dall’estate in poi anche questo giovane tennista americano sembra aver cambiato passo. Le due finali ATP raggiunte in estate, a Los Cabos ed Atalanta, hanno lanciato un segnale al mondo della racchetta americana, alla costante ricerca di una nuova stella. Forse Nakashima non è il prospetto migliore del tennis a Stelle e Strisce (Brooksby è probabilmente un talento più interessante, ma non gioca a Milano), ma è reduce da un avvicinamento di un certo spessore: i quarti ad Anversa e la vittoria nell’ultimo torneo giocato, il Challenger di Brest, dominato su giocatori di buona qualità come Laaksonen o Joao Sousa senza lasciare un set.

Juan Manuel Cerundolo

Classe 2001, l’argentino ha avuto un 2001 di crescita ma fuori dai radar del mainstream. Ha giocato tantissimo quest’anno – 73 partite! – ma nessuna di questa sul cemento. Un’intera stagione passata nei Challenger sulla terra battuta, ma con il picco al torneo di casa, a Cordoba, dove partendo dalle qualificazioni è riuscito a vincente il titolo alla prima presenza, di fatto, nel tabellone principale di un torneo ATP 250. Difficile pensare di vederlo protagonista a Milano: superficie e condizioni non dovrebbero essere dalla sua. Per inquadrare la posizione: la classifica ATP Live (ovvero già calcolata a oggi) dice che è il n°91 del mondo.

Juan Manuel Cerundolo con il titolo vinto all'ATP di Córdoba, sua prima partecipazione nel main draw di un torneo ATP 250

Credit Foto Imago

Holger Rune

Se Cerundolo ha giocato tanto, Holger Rune scappa via all’argentino come il re degli stakanovisti. D’altra parte l’età lo aiuta: classe 2003, il danese è il più giovane del lotto insieme al fenomeno Alcaraz. L’abbiamo visto tantissimo in Italia quest’anno, tra Biella, Milano, Perugia, San Marino, Verona fino a Bergamo giusto ieri, dove ha giocato e vinto la finale con Ilker. Un totale di 90 partite lungo il corso della stagione, per il più che invidiabile risultato di 4 titoli Challenger, tutti vinti proprio sul suolo della Penisola – Biella, San Marino, Verona e appunto Bergamo. L’highlight più importante però, se non altro per i termini di personalità, è in quel primo turno allo US Open, dove riuscì a strappare un set niente meno che a Novak Djokovic. Nel giro dell’Academy di Mouratoglou, il suo 2021 gli ha visto aprirsi tante porte, con wild card a Monte Carlo, Barcellona, Marbella, Bastad e Umago: sintomo di aver scelto il giro giusto ma anche di una qualità di fondo che gli viene certamente riconosciuta. Arriva a Milano in fiducia e ormai prossimo all’ingresso nei primi 100 del mondo. Da tenere d’occhio.

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GRUPPO B

Sebastian Korda

Ci sono 3 momenti indelebili della stagione di Korda: i quarti di finale al Masters 1000 di Miami, dopo aver messo in fila gente del calibro di Albot, Fognini, Karatsev e Schwartzman; il primo titolo ATP vinto a Parma senza perdere un solo set; il primo ingresso nella seconda settimana di uno slam, niente meno che a Wimbledon. A proposito di americani del futuro, Korda sarà certamente un protagonista della racchetta Made in USA (o forse sarebbe meglio dire Bord in the USA). Resta, probabilmente, il nome più attendibile a Milano per fronteggiare Alcaraz. Non a caso, il classe 2000, è già da qualche mese con costanza nei primi 50 del mondo.

Sebastian Korda a Wimbledon 2021

Credit Foto Getty Images

Lorenzo Musetti

Il tennista che inevitabilmente conosciamo meglio di tutti in questa lista. Autore dei primi 6 mesi da autentico protagonista del circuito, i successivi 5 non ne sono stati alla stessa altezza. Musetti ha faticato a trovare continuità nelle prestazioni e di conseguenza risultati. Le ultimissime settimane però, tra Anversa e Bercy, hanno fatto intravedere qualche segnale di ripresa. Il carrarino, classe 2002, si presenta con un po’ di pressione addosso nella difesa dei colori italiani, ma il girone non è semplice: di qui oltre a Korda c’è anche Hugo Gaston, incrociato – con sconfitta – giusto qualche giorno fa a Parigi Bercy. L’augurio è che Milano possa esaltarlo come Acapulco, suo exploit stagionale con gli scalpi a Schwartzman, Tiafoe e Dimitrov!

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Sebastian Baez

Insieme a Cerundolo è il secondo argentino alle Next Gen Finals ed esattamente come il suo connazionale anche il giocatore che qui in Europa probabilmente conosciamo meno. Anche lui ha passato buona parte della stagione nel circuito Challenger inseguendo la terra rossa; ad eccezione del tentativi di qualificazione a Roland Garros, Wimbledon e US Open, tutti falliti. Qualche appassionato lo ricorderà forse proprio a Milano, quando fece finale al Bonfiglio nel 2018. Arriva in Europa con buona fiducia: 3 finali negli ultimi 3 Challenger di due vinte, l’ultima in particolare a Buenos Aires battendo proprio Cerundolo prima e un Top 100 come Monteiro poi. La superficie anche in questo caso non è dalla sua: in teoria è l’anello debole del girone.

Hugo Gaston

La sua è stata una stagione piuttosto strana. Dopo l’incredibile corsa al Roland Garros autunnale edizione 2020, Gaston ha provato ad approcciarsi al tennis ‘dei grandi’ con risultati non proprio soddisfacenti. L’highlight, prima di Bercy, è stato in luglio, con la finale a Gstaad persa con Ruud. Talentuoso mancino, giocatore estroso sul campo e capace di grandi recuperi difensivi, Gaston pare abbia bisogno della scintilla per accedersi, cosa che non riesce spesso a trovare, ma quando succede, poi, arrivano cose come quelle di Bercy: Anderson, Musetti, Rinderknech, Carreno Busta, Alcaraz e 3 set point consecutivi per vincere il primo set a Medvedev nella semifinale. Saprà accendersi anche a Milano? Non è dato saperlo; ma se dovesse essere, avremmo di che divertirci.

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